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Intel, per voce di Murthy Renduchintala, ha affermato attraverso una slide (Visibile qui di seguito) di avere ancora i canonici 3 anni di vantaggio tecnologico sulle fonderie rivali, ed in particolare su TSMC. Questa uscita non solo è risultata ridicola ad alcuni esponenti del panorama dei semiconduttori da sempre critici nei confronti della dirigenza di Santa Clara, ma anche fuori luogo per alcuni analisti che da sempre supportano Intel.

 

 

Tra i primi non possiamo non citare Daniel Nenni di SemiWiki, il quale scrive sul forum del proprio sito: “I can't believe Murthy presented that slide. […] Seriously? competitors have ALREADY launched 10nm processes and they are better than Intel 14nm. Based on what we know today TSMC 7nm will lanuch about the same time as Intel 10nm and again it will be better”.

 

Questa slide è già stata rinominata dalla stampa specializzata "Intel Alternative Reality"

 

Tra i secondi, invece, dobbiamo assolutamente citare Ashraf Eassa, ed il suo sito – conosciuto per essere decisamente pro-Intel dalla comunità web – The Motley Fool. Sul forum di SemiAccurate, anche attraverso un meme da lui realizzato, ha criticato aspramente questa uscita di Renduchintala.

 

 

Come abbiamo avuto modo di ripetere diverse volte sulle nostre pagine, Intel attualmente si trova in difficoltà su più fronti (AMD, ARM, Xilinx, NVIDIA), ed una guerra logorante come questa se mal gestita può avere ripercussioni decisamente gravi: gli oltre 10 mld di dollari persi cercando di attaccare il mercato Mobile non sono valsi a nulla, mentre i 16,7 mld di dollari spesi per acquisire Altera ancora non stanno fruttando. D’altro lato mancano i fondi da investire nelle fonderie, e gli oltre 20 mld di debiti a lungo termine non lasciano molto margine di manovra. Per non parlare dei 10nm di TSMC la cui produzione in serie è ormai al via, mentre per i 10nm di Intel ancora non si conosce una data certa (Si parla di rese produttive perfino peggiori di quelle che hanno colpito i 14nm).

A quanto pare l'arma più potente rimasta in mano ad Intel sembra essere la stessa utilizzata da AMD negli ultimi 6 anni: PowerPoint.

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Il mercato degli Smartphone è altamente competitivo, ma questo lo avevamo intuito già da tempo, osservando le grandiosi débâcle di Microsoft e RIM, due giganti del mercato IT.

 

 

Anche Lenovo sta incontrando evidenti difficoltà nel rimanere in cima alle classifiche di vendita, dopo un inizio scoppiettante, grazie anche all’acquisizione di Motorola. Rimasta leader delle vendite in Cina per quasi due anni, ora il gigante asiatico accusa qualche problema: “Not long ago, Lenovo was the number one smartphone maker in China, with mobile sales (including tablets) actually besting PCs. Now, however, it's well behind arch-foes Oppo, Huawei and Vivo”.

Attualmente la divisione Mobile di Lenovo è in perdita di 112 mln di dollari nell’ultimo trimestre, mentre il fatturato è in continuo calo, al pari delle vendite: nel primo trimestre dell’anno fiscale 2016/17 le vendite sono crollate del 31% YoY, nel secondo trimestre del 28% YoY, mentre in quest’ultimo trimestre del 26% YoY.

La crisi in cui versa la divisione Mobile sta mettendo in estrema difficoltà un po’ tutta la società, la quale sta vedendo calare drasticamente gli utili complessivi. Quest’ultimo trimestre Lenovo ha riportato un fatturato pari a 12,2 mld di dollari, ma un utile di appena 98 mln di dollari (-67% YoY)! Per fare un confronto, Intel nell’ultimo trimestre ha fatturato 16,4 mld di dollari con un utile netto di 3,6 mld di dollari (GAAP)!

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Dopo oltre 7 anni di onorato servizio, anche Kimberly Stevenson abbandona Intel. Si tratta di un addio che giunge inaspettato, in quanto la Stevenson era stata promossa a COO (chief operating officer) appena sei mesi fa. Probabilmente all'interno dell'azienda vi sono diversi contrasti sulla gestione della strategia da tenere tanto in campo PC quanto in campo Mobile, e questo sta spingendo alcuni nomi a cercare un impiego altrove.

 

 

Un altro pezzo da novanta, quindi, abbandona la casa di Santa Clara, dopo gli addii degli anni passati (Pensiamo a Renee James) e l’annuncio di oltre 12.000 licenziamenti a tutti i livelli.

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Dopo quasi 5 anni, Intel ed HP si apprestano a commercializzare l’ultima evoluzione delle sfortunate CPU Itanium, nome in codice "Kittson", come afferma Agam Shah su PCWorld, in questo articolo.

 

 

Come avemmo modo di scrivere nel 2013, in questa news, Kittson sarà con tutta probabilità l’ultima iterazione dell’ISA IA-64, nata alla fine degli ‘90. Secondo i piani di Intel dell’epoca, le CPU a 32 Bit e a 64 Bit si sarebbero dovute rivolgere a due mercati diametralmente opposti, rispettivamente quello Consumer e quello Enterprise High Performance, lasciando noi semplici utenti ancorati ai 32 Bit ancora per qualche lustro. Sfortunatamente per Intel, ma fortunatamente per noi, AMD presentò il set d’istruzioni x86-64, il quale è poi diventato lo standard per le CPU a 64 Bit basate su ISA x86.

Itanium, da quel momento (Si parla del 2003), ebbe vita assai dura nel mercato Server, prima a causa della concorrenza delle CPU Opteron di AMD, quindi delle CPU Xeon della stessa Intel, come ci conferma anche Shah: “Intel may be happy to see Itanium sink as it looks to drop irrelevant products in its pursuit of profitable markets. Intel has been openly lobbying customers to switch from Itanium to x86-based Xeon chips, which commands a server chip market share of more than 90 percent. […] Itanium’s biggest enemy was Intel’s own Xeon chip, which became successful with mass adoption in fast-growing low-end and mid-range server markets. Intel then put more resources into developing Xeon”.

Per questo motivo quasi tutte le case che all’inizio si mostrarono entusiaste di supportare Itanium (A causa della lucrosità prevista inizialmente), abbandonarono la nave una volta uscite le CPU Opteron di AMD. Quelle poche case che ancora supportano Itanium, come Oracle, lo fanno perché costrette da contratti blindati (Tra Oracle e HP è in corso una causa miliardaria per questo motivo).

Alla luce di tutto ciò, sebbene HP e Dell affermino che Itanium sarà supportato fino al 2025, con tutta probabilità Kittson sarà la sua l’ultima evoluzione, realizzata tra l’altro con un nodo ormai antiquato, i 32nm planari di Intel. Già questo dovrebbe far comprendere come non ci si aspetti un grosso successo commerciale. Altro fattore da considerare, in ultimo, è l’introduzione da parte di HP, di Oracle ed altre case di programmi di supporto ai propri clienti per la migrazione dei software scritti per l’ISA IA-64 all’ISA x86-64.

In conclusione, Itanium è morto, ma per il momento HP ed Intel cercano di nasconderne il più a lungo possibile il cadavere.

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AMD, come riporta Anandtech, ha deciso di citare in giudizio alcune case attive nella produzione di SoC ARM, in quanto avrebbero utilizzato dei brevetti senza corrispondere nessun compenso in cambio. Questa situazione ricorda quanto abbiamo visto con NVIDIA, ma vi è una piccola differenza.

 

 

Se NVIDIA ha citato in giudizio diverse case (Tra cui Qualcomm e Samsung) per aver sfruttato indebitamente nientepopodimeno che l’invenzione della GPU (È come se Ford citasse in giudizio Mercedes e BMW per aver realizzato fabbriche per auto a catena di montaggio), AMD va molto più sullo specifico. La casa di Sunnyvale, infatti, accusa le quattro case di sfruttare indebitamente alcuni brevetti di sua proprietà relativi a tecnologie interne al chip grafico (Brevetti 7,633,506 , 7,796,133 , 8,760,454).

Perché non ha citato ARM, si chiederanno alcuni? Perché il compenso per questi brevetti deve essere versato ad AMD solo per i SoC fisicamente realizzati, ed ARM non producendo nulla direttamente non deve nulla ad AMD. Perché non ha citato Samsung o altre importanti case? Le teorie sono molte, ma due solo le più probabili: o queste case stanno già versando il giusto compenso ad AMD tramite accordi precedenti, o AMD teme di inimicarsi il gigante coreano, attualmente partner produttivo di GlobalFoundries, la fonderia che realizzerà Ryzen. Per scoprire qual è la verità dovremo attendere qualche settimana, verosimilmente.

Per il momento rimaniamo alla finestra, ed osserviamo lo svolgersi degli eventi. AMD raramente porta in tribunale case rivali, ma quando lo fa ha solitamente il coltello dalla parte del manico.

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Dopo l’articolo di The Register sui gravi problemi di tenuta dei SoC Atom C2000 sul medio-lungo periodo, cominciano a profilarsi le prime strategie delle varie case per gestire questa emergenza, e non sembrano per nulla user-friendly.

 

 

Secondo quanto veniamo a scoprire spulciando diversi forum internazionali, Cisco non avrebbe intenzione di effettuare un richiamo di massa dei prodotti suscettibili di malfunzionamenti, in quanto verrebbe a costare troppo: essendo i SoC saldati sulla scheda madre si dovrebbe sostituire il PCB, facendo lievitare enormemente i costi dell'RMA.

Anche Synology, azienda leader nel mercato dei NAS, sembra voler seguire la medesima strada. Sarà possibile effettuare l’RMA solo se il prodotto risulterà malfunzionante, non prima. Una situazione critica per gli utenti, i quali si ritrovano con un NAS perennemente sul punto di “rompersi”. Poiché i NAS sono acquistati per tenere al sicuro i propri dati, non è la migliore situazione in cui ritrovarsi.

Intel, dal canto suo, ancora non ha fatto sapere come ha intenzione di muoversi, ma per il momento sembra agire passivamente, controllando attentamente lo stato d’animo dell’utenza.

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Secondo quanto riporta sia Anandtech, sia PCWorld, Micron ha dei piani diversi rispetto a quelli di Intel per sfruttare la tecnologia 3D XPoint. Se la casa di Santa Clara ha intenzione di commercializzare i suoi SSD Optane in primo luogo per il mercato Consumer, Micron ha deciso di puntare al mercato più remunerativo, quello Enterprise.

 

 

Non solo, ma Micron sembra aver deciso di non puntare su questa prima, deludente generazione di 3D XPoint. Aspetterà la seconda e terza generazione, capaci di garantire una capacità di storage maggiore, maggiore velocità e costi di produzione più bassi: “While Intel ships its first low-capacity Optanes for Pcs, Micron is already researching the second- and third-generations of 3D Xpoint technology. Micron's 3D Xpoint products are called QuantX. […] Micron has moved a bit slower and expects to ship its first QuantX products in small quantities by the end of the year, the company said during an earnings call in late January.  Micron has a different strategy than Intel for the development of QuantX. Instead of PCs, it will target high-capacity QuantX SSDs and DRAM at servers and high-end systems”.

Si tratta però di una strategia a lungo termine: “The target it to be a bit slower and cheaper than DRAM, taking into account where DRAM technology is expected to be by the time this new memory comes to market. This is not at all an imminent revolution, and it could be a decade before it is mass produced and getting used in mainstream situations”. Per il momento Micron cercherà di migliorare per quanto possibile le NAND Flash tradizionali.

Sarà interessante osservare quale delle due strategie, di Intel e di Micron, sarà quella vincente. A volte giungere per primi sul mercato può risultare non conveniente, se il prodotto non è ancora maturo e le vendite non sono eccellenti.

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NVIDIA regala ai propri investitori un ottimo 2016, tanto dal lato fatturato (+38% YoY) quanto, soprattutto, dal lato utili (+171% YoY). Per questa ragione NVIDIA si può permettere di pagare ai propri azionisti la bellezza di 2.57 dollari di dividenti per azione (+138% YoY).

 

 

A permettere questo incredibile balzo è sicuramente la divisione gaming, che attraverso la commercializzazione di una line-up completa basata su Pascal fa segnare un fatturato di 1,348 mld di dollari, contro gli 810 mln di dollari di un anno fa (+66,4% YoY). Ottime anche le performance della divisione Datacenter (Tesla), con un fatturato di 296 mln di dollari (+205% YoY). Stabile la divisione Professional Visualization (Quadro), con un fatturato di 225 mln di dollari (+10,8% YoY).

Buoni i risultati della divisione Automotive, che fa segnare +37,6% YoY, ma iil fatturato da questa generato è per il momento del tutto marginale, essendo pari ad appena 128 mln di dollari. Sarà interessante nel prossimo futuro osservare quanto NVIDIA deciderà investirvi, considerato che per l'accoppiata Qualcomm/NXP questo mercato vale circa 400 mln di dollari l'anno e che potrà contare su una riserva di contanti molto più sostanzioso rispetto ad NVIDIA.

 

 

In calo, in ultimo, gli introiti derivati dai brevetti e IP (-11,1% YoY), a causa probabilmente della conclusione del contratto con Intel.

A parte questi dati, il bilancio di NVIDIA ci mostra altre interessanti informazioni. La prima che notiamo è un debito a lungo termine poco inferiore ai 2 mld di dollari, che è stato aperto lo scorso trimestre. Sarebbe interessante capirne il perché, considerato che i liquidi in cassa sono ben oltre i 6 mld di dollari e di acquisizioni di peso non ne sono state portate a termine.

Altro interessante dato è l’aumento di materiale in Inventario, segno che NVIDIA sta continuando a produrre le attuali soluzioni Pascal dedicate al mercato Consumer, e che queste - almeno per 6 mesi - non saranno sostituite da una nuova serie.

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In occasione della presentazione dei risultati relativi all’anno fiscale appena concluso, come si è soliti fare negli Stati Uniti, il CEO – in questo caso Brian Krzanich – ha risposto alle domande dei propri investitori. E molte interessanti informazioni sono venute a galla.

 

 

Grazie alla trascrizione pubblicata su SeekingAlpha, possiamo analizzare i piani futuri dell’azienda, e lo faremo analiticamente, seguendo l’ordine esatto delle domande poste. Partiamo dalle memorie NAND Flash 3D XPoint. Come sappiamo ad oggi, gli SSD basati sulle 3D XPoint hanno una capacità di memorizzazione alquanto ridicola (Max 32GB), e quindi la loro commercializzazione è stata posticipata a data da destinarsi. Brian Krzanich, invece, afferma che saranno commercializzati a breve: “We are now shipping 3D NAND from our Fab 68 and we just qualified our first 3D XPoint base Optane SSDs, which we expect to ship for revenue in the first quarter”. Significa che Intel commercializzerà SSD da massimo 32Gb, oppure è riuscita ad aggirare il problema e nessuno lo è venuto a sapere? È comunque possibile che Intel abbia deciso di commercializzare questi prodotti, anche in tagli così ridotti, per evitare possibili class action da parte dell’utenza: “Prima pubblicizzi gli SSD Optane su ogni scheda madre con chipset 270, e poi non li commercializzi? Causa!”.

Un altro punto interessante sollevato, sono le vendite record di CPU Core i7: “We had extremely strong, record Core i7”. Questo significa che la fascia di mercato delle CPU dai 300 dollari in su si sta rafforzando, e che AMD con Ryzen ha probabilmente fatto la scelta giusta puntando alle CPU 8 core per la presentazione.

Quindi Ross Seymore, di Deutsche Bank Securities, pone questa domanda: “I wondered about the competitive intensity in the PC market. You're taking a more conservative tack than the third-party vendors are forecasting, but your primary x86 competitor is coming out with a new architecture for the first time in many, many years. So, I wonder whether it's on the ASP or the unit or the market share side how you're factoring that into your forecast for the year”.

Il CEO di Intel risponde così: “So, when we look at 2017, we still believe that our product roadmap is truly the best ever it's been”. A quanto pare in Intel sembrano convinti di possedere un prodotto inattaccabile, nonostante il ritardo dei 10nm 3D-Gate. Forse, comunque, questa risposta è stata dettata dalla volontà di non spaventare gli azionisti, come è giusto che sia. Anche DEC, prima del crollo, cercava di gettare acqua sul fuoco all’epoca della presentazione di P6 da parte di Intel. Fa parte della strategia quando si è delle aziende quotate in borsa.

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Secondo quanto riporta la testata indiana BGR, Apple avrebbe ormai chiuso un accordo con il governo di Nuova Delhi per poter vendere iPhone usati/rigenerati in maniera continuativa. Si tratterebbe di una strategia simile a quella in suo presso diversi produttori di automobili, che ritirano l’usato nei paesi più avanzati per poi rivenderlo nei paesi meno ricchi (Pensiamo alla Renault ed alle politiche commerciali nell'Europa dell'est).

 

 

Non è detto, quindi, che Apple non possa iniziare una massiccia campagna per il ritiro dell’usato, così da invogliare i propri utenti a cambiare più frequentemente lo smartphone, considerato che vi sarà un mercato dedicato – quello indiano – alla vendita degli iPhone di seconda mano. Apple, infatti, sarebbe la prima azienda a poter realizzare questo: “If allowed, Apple will be the first company in India to import used smartphones to India”.

Il governo indiano, inoltre, potrebbe avvallare la richiesta di Apple relativamente ad uno sconto sulle tasse da pagare in relazione all'apertura di nuovi stabilimenti d'assemblaggio. Sempre secondo la testata BGR, Apple potrebbe avere un trattamento di favore per i prossimi 15 anni. Pagherà un’aliquota di tasse come se fosse una semplice start-up. “Other concession requests include startup benefits like a 15-year tax holiday”.

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Il 4Q16 di AMD può essere visto come un trimestre dedicato principalmente a mettere in ordine i conti in attesa della commercializzazione di Ryzen (Tra febbraio e marzo) e Vega (2Q/3Q 2016).

 

 

I conti, sebbene si siano chiusi ancora in rosso (-51 mln di dollari), sono risultati più che buoni se pensiamo ai prodotti attualmente in listino ed allo stato di salute del mercato PC, ed infatti il mercato sta premiando la casa di Sunnyvale (+8,58% nel momento in cui scriviamo).

A portare in particolare il buon umore agli investitori è l’ammontare del debito a lungo termine, sceso a 1,43 mld di dollari (-28,5% YoY, -12,1% QoQ), in relazione alle liquidità in cassa, pari oggi a 1,26 mld di dollari. Si può quindi affermare che AMD ha in cassa quanto serve per estinguere il debito a lungo termine che le grava sulle spalle: in pratica non rischia più il fallimento. Altrettanto importante, AMD non ha alcun debito a breve termine.

In generale la dirigenza di AMD, ed in particolare il CFO Devinder Kumar, ha lavorato negli ultimi due anni per portare i conti in uno stato di equilibrio, giusto in tempo per la commercializzazione della più importante uArch di AMD dai tempi di K8. Ugualmente ha fatto il team di ingegneri, il quale ha finito il lavoro su Zen perfettamente in linea sulla tabella di marcia. Ora è tutto in mano al reparto marketing, e forse è questa la cosa più preoccupante.

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