Il governo indiano, secondo quanto riporta il quotidiano Hindu Business Line, ha proposto a diversi produttori degli sgravi fiscali e varie altre agevolazioni se nel prossimo futuro costruiranno delle FAB sul proprio territorio.

Questa mossa si va ad inserire in un contesto geo-politico molto interessante, che vede protagoniste la Cina, Taiwan, la Corea del Sud e, appunto, l'India. In questo momento la Cina si trova al centro delle attenzioni internazionali a causa degli scandali relativi alla produzione presso Foxconn, dove quasi giornalmente almeno un dipendente si suicida a causa del lavoro massacrante e sottopagato. Tali avvenimenti stanno pesando non poco sul rinnovo dei contratti di lavoro, i quali potrebbero vedere un aumento percentuale del salario minimo molto più marcato rispetto agli anni passati. Un aumento del prezzo della manodopera potrebbe portare alcune aziende a rivolgersi ad altri paesi per alcune produzioni, come ad esempio quella informatica.
La Corea del Sud, recentemente, ha permesso a Samsung di poter costruire una FAB di NAND Flash al di fuori dei propri confini, proprio in Cina, e questa dovrebbe essere pronta per la fine del 2013 o l'inizio del 2014. Anche i lavoratori coreani, relativamente al costo della manodopera, si stanno rivelando esosi in un mercato così concorrenziale. Toshiba, diretta rivale di Samsung nella produzione di chip NAND Flash, sta pensando di spostare parte della propria produzione dal Giappone alla Cina per lo stesso motivo. La situazione che si sta profilando in quest'ultimo paese, però, potrebbe far cambiare idea al CEO della casa nipponica.
A Taiwan la situazione è decisamente più calma, ma il governo di Formosa non ha intenzione di elargire aiuti finanziari a compagnie straniere, constatato che li trova difficilmente per le stesse aziende di casa, quali TSMC e UMC. Se poi il ritrovamento di reperti archeologici è capace di interrompere la costruzione di una FAB per mesi, eventuali investitori forestieri non sono molto invogliati a fare i propri passi.
L'India intende inserirsi in tale mercato alquanto caotico con una offerta vantaggiosa: un governo forte, il costo del lavoro più basso di quello cinese, laureati in ingegneria elettronica e informatica di alto livello ed in gran numero, ed un'economia interna in larga espansione.
L'offerta sembra interessare molto Infineon Technologies, ST Microelectronics, la russa Sitronics, GlobalFoundries, Jaypee Associates, IBM e l'israeliana Tower Jazz, oltre che l'onnipresente Intel, la quale vede nel mercato indiano un bacino importantissimo: “While Freescale and TSMC have declined the proposal, Intel has offered advisory support on infrastructure and financial matters related to semiconductor manufacturing”.
Pubblicato in: News, Hardware
Tags: adata , sandforce , sata 3 , ssd
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