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L'introduzione delle nuove CPU Intel Core di terza generazione, meglio conosciute come Ivy Bridge, ha riaperto le danze in un mercato che stava soffrendo un po' di stasi: tutti attendevano l'avvento del nuovo gingillo di casa Intel, dato che la novità degli ultimi mesi è stata solo quella del rimpiazzo di LGA 1366 con Sandy Bridge-E. Si passa ai 22 nanometri, 10 in meno rispetto alla precedente generazione, cura dimagrante che promette sistemi più economici in termini di consumi e rivitalizzati sul fronte delle prestazioni.

Diciamolo chiaramente prima che qualcuno possa illudersi: Ivy Bridge è uno step evolutivo di Sandy Bridge, seppur garantisca l'incremento prestazionale, non giustifica l'upgrade da una macchina Intel di seconda generazione (od anche prima, vedi Core i5-i7 LGA 1156); viceversa, chi deve acquistare un computer nuovo può tranquillamente orientarsi verso questi prodotti, dato il costo abbordabile e la possibile espandibilità futura (sempre che non trovi prezzi stracciati per la generazione uscente: in tal caso il discorso cambia!)

Ivy Bridge necessita di un nuovo chipset per funzionare, lo Z77 Express di cui abbiamo ampiamente parlato in quest'articolo, con le varianti più economiche denominate Z75 ed H77. Questi prodotti sono retrocompatibili con Sandy Bridge, condividendo anche lo stesso socket per CPU (indi è possibile installare una CPU Intel 2nd Gen sulle più moderne schede madri; viceversa, le CPU Ivy Bridge non sempre funzionano su schede madri con chipset meno recente, seppure nella maggior parte dei casi non dovrebbero esserci problemi).

Veniamo dunque al discorso odierno. Asus ha diverse linee di prodotti, di cui il marchio Sabertooth rappresenta quello con la migliore dotazione tecnica in termini di raffreddamento e qualità della componentistica (atta a durare anche in condizioni di funzionamento fuori specifica). E' ovvio che l'avvento del chipset Z77 impone l'introduzione di un nuovo modello! Chiamato Sabertooth Z77, entra oggi nei nostri laboratori per la consueta analisi.


La confezione

La dotazione di serie è, senza mezze misure, di fascia alta: manuale di istruzioni e quick install guide, CD con drivers ed etichetta di prodotto, lamierino per il pannello I/O, quattro cavi Serial ATA 3.0, diversi coperchi per la thermal armor, due ventole di raffreddamento, un ponte per connessioni multi-VGA ed alcuni riser per le connessioni all'elettronica del case.


Dotazione di serie


Layout della scheda madre

Ricordate la scorsa recensione della Asus Sabertooth X79, modello di punta di casa Asus per processori Intel Sandy Bridge-E? La scheda oggetto di questa recensione altri non è che la sorella minore, con l'unica sostanziale differenziazione rappresentata dalla possibilità di installare CPU meno dispendiose. Evidenziamo subito che ci sono delle differenze di stile: mentre è rispettata la scelta dei colori, che varia tra tonalità di verde per PCB e componentistica, rileviamo la presenza di una "Thermal Armor", introdotta in prodotti più vecchi e poi scomparsa, per poi riapparire solo nelle più recenti produzioni. Dato che una foto vale più di mille parole...


Asus Sabertooth Z77, dotata di Thermal Armor

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Asus Sabertooth X79, nuda.

La Thermal Armor non è fissa, è può essere smontata tramite rimozione di alcune viti. In tal caso possiamo ammirare il prodotto nel suo intimo, con i bei dissipatori a vista realizzati in alluminio ed interconnessi tramite heat pipe in rame nickelato, e la componentistica d'alta qualità progettata per un funzionamento stabile e duraturo in modalità fuori specifica. Di fronte a così tanta bontà nella lavorazione, ci si comincia a chiedere se si debba puntare tout-court ai modelli R.O.G. nell'assemblaggio di macchine di fascia alta, o se si possa scegliere qualcosa di più classico, come quel che abbiamo sottomano. A meno che, certo, non si voglia il massimo in overclock!


Sistema di raffreddamento con Heat Pipes in Rame

Proprio sotto al socket per microprocessori troviamo quattro supporti del sistema di fissaggio Thermal Armor, che permettono l'installazione di una ventolina supplementare (da notare la presenza di un connettore per ventole ad hoc).


Supporti di fissaggio

Il controller integrato nei microprocessori Intel Sandy Bridge LGA 1155 è di tipo Dual Channel, ragion per cui la scheda in esame può offrire quattro slot DDR3. Sono supportate configurazioni per max 32GB di memoria di sistema con velocità di funzionamento a 1866 MHz.


Gli slot per memorie DDR3

Come tutti i più moderni prodotti Asus, anche Sabertooth Z77 offre il sistema di recovery manuale Asus MemOK!: nel caso il proprio computer non dovesse accendersi per problematiche al sottosistema memorie (ad esempio, un modulo è diventato difettoso nel corso del tempo), basta premere l'apposito tasto per effettuare il riavvio in modalità Fail-Safe, con le prestazioni del relativo comparto ridotte al minimo; in tal modo si può accedere ai propri dati anche se si è in condizioni di "urgenza" e non si dispone del ricambio, oppure accedere al bios per sistemare al meglio le cose.


Tasto Asus MemOK!

La componente d'espansione è ben fornita: comprende tre slot PCI-E full lenght per configurazioni a doppia - tripla VGA sia AMD CrossFireX che Nvidia SLi (attenzione: il terzo slot PCI-E x16 @x4 funziona solo in presenza di CPU Ivy Bridge, altrimenti non andrà oltre la singola linea elettrica). Sono presenti, inoltre, tre porte PCI-E 1x in cui installare le proprie schede accessorie (si noti che in questo caso la disposizione è ottimale in quanto anche con due VGA dual slot installate restano comunque liberi due connettori PCI-E x1). Non sono presenti slot PCI standard: via al vecchio.


Porte d'espansione

La Thermal Armor, essendo dotata di ventole di raffreddamento, può comportare l'immissione di polvere tra scudo e PCB: Asus Sabertooth Z77 è indi dotata di coperchi con cui chiudere gli slot inutilizzati, per minimizzare la formazione di depositi. I coperchi hanno anche la funzione di contenere i flussi d'aria generati dalle ventole al di sotto della Thermal Armor, affinché possano raggiungere un maggior numero di componenti e garantirne il raffreddamento.


Coperchi per porte non utilizzate

Lungo il lato inferiore del PCB sono presenti i connettori di rito: troviamo la serie di pin per la connessione all'elettronica del case, due connettori per ventole supplementari, tre connettori per sei porte USB 3.0, l'Audio HD Header e quello per le connessioni FireWire.


Connessioni supplementari sul lato inferiore del PCB

Ulteriori connettori per ventole sono localizzati sul lato superiore assieme alla porta per l'alimentazione supplementare.


Connettori per ventole

Nella foto seguente, il particolare della ventolina di raffreddamento relativa alla parte centrale, che  va a toccare parte della componentistica d'alimentazione e memorie.


Ventola centrale

La seconda ventolina è invisibile, nel senso che è montata all'interno di una specie di cassetto in plastica...

...che si infila nell'airbox presente in zona connessioni.


Senza Ventola


Con Ventola

Il pannello I/O appare ben fornito: a fianco delle quattro porte USB 2.0 standard ne troviamo altre quattro USB 3.0, due External Serial ATA 6Gbps, sei connettori audio per sistemi 7.1, una porta audio digitale per fibra ottica, un connettore Gigabit Lan, un tasto per l'aggiornamento rapido del Bios da chiavetta USB e due connessioni video moderne (HDMI e Display Port), per sfruttare a dovere il modulo grafico Intel GMA HD integrato nei microprocessori Ivy Bridge.


Pannello I/O

I connettori per unità ottiche e disco sono otto, di cui sei tradizionalmente pilotati dal controller nel chipset (quattro S-ATA 2.0 e due S-ATA 3.0) e due  S-ATA 3.0 da un controller ASMedia, responsabile anche della gestione delle porte eS-ATA sul pannello I/O. Sono possibili configurazioni  RAID 0, 1, 5 e 10 e sono supportate le tecnologie Intel Rapid Storage, Smart Response e Smart Connect. E' presente, inoltre, un header per la connessione di porte USB 3.0 come disponibili sui case più moderni.


Controller S-ATA.

La sezione audio è gestita da un controller Realtek ALC 892 ad otto canali 192 kHz / 24-bit true HD lossless con uscita SPDIF sul pannello I/O.


Il controller Audio Realtek


Specifiche tecniche

Nella tabella seguente abbiamo elencato le caratteristiche della scheda madre come riportate dal produttore a confronto con quelle di altri modelli basati su chipset di precedente generazione, modello Intel Z68.

Specifiche tecniche schede madri
Gigabyte GA-Z68-UD7 (B3) ASUS P8Z68-V Pro Asus Sabertooth Z77 MSI Z77A-GD55
Tipo ATX ATX ATX ATX
Socket LGA 1155 LGA 1155 LGA 1155 LGA 1155
CPU - Core i3/i5/i7 a 32nm second gen.
- Intel HDA Graphics
- Intel Turbo Boost
- Intel HyperThreading
- Core i3/i5/i7 a 32nm second gen.
- Intel HDA Graphics
- Intel Turbo Boost
- Intel HyperThreading
- Core i3/i5/i7 a 28/32nm
- Intel HDA Graphics
- Intel Turbo Boost
- Intel HyperThreading
- Core i3/i5/i7 a 28/32nm
- Intel HDA Graphics
- Intel Turbo Boost
- Intel HyperThreading
Bus 100 MHz 100MHz 100MHz 100MHz
Chipset Intel Z68 Intel Z68 Intel Z77 Intel Z77
Memorie 4 socket DIMM DDR3
1066 - 2133 MHz
Max 32 GB
Dual-channel
Intel XMP
4 socket DIMM DDR3
1066 - 2200 MHz
Max 32 GB
Dual-channel
Intel XMP
4 socket DIMM DDR3
1066 - 1866 MHz
Max 32 GB
Dual-channel
4 socket DIMM DDR3
1066 - 2667 MHz
Max 32 GB
Dual-channel
Slot di espansione 2x PCI-E 2.0 16x
2x PCI-E 2.0 8x
1x PCI-E 1x
2x PCI 2.2
2x PCI-E 2.0 16x
1x PCI-E 16x @4x
2x PCI-E 1x
2x PCI 2.2
2x PCI-E 3.0 16x
1x PCI-E 2.0 16x @4x/2x
3x PCI-E 1x
2x PCI-E 3.0 16x
1x PCI-E 2.0 16x @4x/2x
4x PCI-E 1x
MultiVGA 16x + 16x
16x + 8x + 8x
Dual VGA SLi
Triple VGA SLi
Dual VGA CrossFire
Triple VGA CrossFire
8x + 8x
Quad GPU SLI
Quad GPU CrossFire
Dual VGA SLI
Triple VGA CrossFire
8x + 8x
Dual VGA SLi
Dual VGA CrossFire
Lucid Virtu
8x + 8x
Dual VGA SLi
Dual VGA CrossFire
Lucid Virtu
Video No VGA
DVI-I
HDMI con audio
DVI-I
HDMI con audio
VGA
DVI-I
HDMI con audio
Porte eS-ATA 2x 3GB/s 1x 3Gb/s 2x 6Gb/s No
Porte S-ATA Chipset
4x S-ATA 3.0 Gb/s
2x S-ATA 6.0 Gb/s
Marvell PCIe
2x S-ATA 6.0Gb/s

RAID 0, 1, 5, 10

Chipset
4x S-ATA 3.0 Gb/s
2x S-ATA 6.0 Gb/s
Marvell PCIe
2x S-ATA 6.0Gb/s

RAID 0, 1, 5, 10

Chipset
4x S-ATA 3.0 Gb/s
2x S-ATA 6.0 Gb/s

RAID 0, 1, 5, 10

ASMedia PCIe
2x S-ATA 6.0GB/s

Chipset
4x S-ATA 3.0 Gb/s
2x S-ATA 6.0 Gb/s

RAID 0, 1, 5, 10

LAN 2x Gigabit 1x Gigabit 1x Gigabit (Intel 82579V) 1x Gigabit (Intel 82579V)
Audio 7.1 HDA, SPDIF 7.1 HDA, SPDIF 7.1 HDA, SPDIF (Realtek ALC892) 7.1 HDA, SPDIF (Realtek ALC892)
Porte IEEE 1394 Si (Back + PCB) Si (Back + PCB) No No
Porte USB 4x USB 2.0 (Combo E-SATA)
4x USB 3.0
Controller Renesas
6x USB3.0
4x USB3.0 (PCB)
6x USB 2.0
6x USB 2.0 su PCB
Controller ASMedia
4x USB 3.0
4x USB 2.0
6x USB 2.0 su PCB
2x USB 3.0
2x USB 3.0 su PCB
2x USB 3.0 ASMedia
4x USB 2.0
6x USB 2.0 su PCB
2x USB 3.0
2x USB 3.0 su PCB
Dimensioni (cm) 24,4 x 30,5 24,4 x 30,5 24,4 x 30,5 24,5 x 30,5



Configurazione e metodologia di prova

Le prove sulle schede madri sono eseguite con scrupolo e attenzione, in quanto questo componente rappresenta la base per qualunque sistema PC.

  • Installiamo i componenti necessari sulla scheda madre, verifichiamo il corretto funzionamento hardware ed impostiamo il bios con i valori di default (a meno che non sia diversamente specificato)
  • Installiamo il sistema operativo di fresco, tutti i necessari drivers forniti dal produttore, le eventuali utility da analizzare ed infine software e file di test.
  • Ripetiamo ogni test per tre volte e se il valore di qualcuno di essi mostra una varianza troppo elevata, lo stesso viene di nuovo ripetuto (dopo avere rilevato la specifica causa che ha inficiato il risultato)
  • Alla fine di ogni sessione di prova riavviamo il sistema
  • Controlliamo i risultati dei test vengono rispetto a numeri di riferimento per indagare su eventuali valori anomali.

Di seguito la configurazione di prova:

Configurazioni di prova
Schede madri - Asus Sabertooth Z77

- MSI Z77A GD55
- Intel DZ77GA-70K

Processore Intel Core i7 3770K Ivy Bridge
Memoria 4GB DDR3 2133 Kingston
Hard Disk WD Caviar Blue 320GB SATA 3
Scheda video NVIDIA GeForce GTX 570
Scheda audio Integrata
Media DVD Rom Pioneer 16x
Alimentatore Corsair 620W
Sistema operativo Windows 7 Ultimate 64-bit

 

Di seguito trovate una descrizione dei test che eseguiamo e di come li eseguiamo.

Benchmark sintetici

  • Fritz Chess Benchmark: questo è un tool che misura la potenza del processore di sistema utilizzando il motore per la creazione di giochi di scacchi "Fritz 9 engine". Il risultato del test è espresso in nodi per secondo medi. Il software è fortemente ottimizzato per girare in ambienti multicore ed è capace di attivare fino ad 8 thread contemporaneamente.

  • RMAA (versione 6): permette di controllare la qualità e le prestazioni del controller audio integrato. Per effettuare le prove noi utilizziamo una scheda audio secondaria di qualità come la Auzentech X-Fi Forte con la quale registriamo i segnali prodotti dal controller integrato per misurare la sua qualità di riproduzione ed emettiamo segnali per controllare la qualità del controller integrato in registrazione. La connessione fra la scheda audio secondaria ed il controller integrato avviene per mezzo di cavetti schermati di alta qualità.

  • Microsoft NTttcp: per provare il controller di rete abbiamo utilizzato un sistema secondario sul quale è stata installata una scheda di rete Zyxel Gigabit LAN. Sul computer di prova e su quello di riferimento abbiamo fatto girare il software NTttcp in modalità Receiver + Sender e viceversa. Abbiamo dunque misurato i tempi di occupazione della CPU e la banda dati.

  • HD Tune Pro (versione 4): utilizziamo questo benchmark per misurare la banda dati, l'occupazione di CPU ed altri parametri inerenti i controller disco ed USB. Sui controller SATA colleghiamo un disco rigido WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0 oppure WD Caviar Blue da 320GB SATA 3.0 o ancora un SSD ADATA S599 da 120GB SATA 2.0 a seconda del test che vogliamo effettuare. Per testare il controller in modalità multi disco utilizziamo due dischi WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0.

Grafica 3D

  • 3DMark06 (versione 1.1.0 Professional): ci permette di valutare le prestazioni grafiche 3D offerte dal sistema. Nel suo computo sono inclusi, in particolare, la CPU, la memoria di sistema ed il controller grafico.

  • World In Conflict (RTS): si tratta di uno strategico in tempo reale, che unisce a questo tipo di giochi una visuale simile a quella degli sparatutto in prima persona e che fa degli effetti particellari e della fisica le sue armi migliori.

  • Crysis: uno dei più indicativi titoli 3D DirectX 10 per effetti grafici e per l´utilizzo della fisica.

  • Call of Juarez (3D Shooters): titolo ambientato nel vecchio west ma realizzato per le API DirectX 9. Grazie ad un porting è disponibile anche per piattaforme DirectX 10 delle quali sfrutta molto effetti di luce e delle tecniche di "dense vegetation".

  • Prey (3D Shooters): il classico sparatutto molto leggero per le moderne schede grafiche e dunque fortemente dipendente dall'architettura di base legata a CPU, memorie e chipset.

Utilizzo generico

  • PovRay (versione 3.6): il tool Persistence of Vision Raytracer (PovRay) permette di creare grafica tridimensionale di elevata qualità. Al suo interno troviamo una scena standard creata proprio per effettuare benchmark sulla CPU che sfrutta la maggior parte delle feature disponibili con questo software. Per rendere ripetibili i nostri test utilizziamo sempre le impostazioni di default del file .ini.

  • Cinebench (versione 10 e versione 11): suite di test multi-piattaforma basato sul software di animazione CINEMA 4D ampiamente utilizzato da studi e case di produzione per la creazione di contenuti 3D. Grazie ad esso possiamo valutare le performance del sottosistema CPU seppure l'influenza di chipset, memorie e scheda grafica installate nel sistema non può essere trascurata. Il software esegue un test di rendering capace di sollecitare uno o tutti i core del processore disponibili.

  • 7-Zip (versione 9.15 beta): con questo noto software di compressione dati eseguiamo due diversi benchmark. Il primo viene realizzato utilizzando il tool integrato che restituisce una indicazione sui MIPS (million instructions per second) che il sistema è in grado di offrire (potete confrontare i risultati ottenuti con quelli ufficiali e con quelli del vostro sistema). Il secondo invece prende in considerazione una situazione reale nella quale viene richiesto al sistema di comprimere in formato 7z una cartella da 5,36GB contenente 4.379 file di diversa dimensione e tipologia (immagini, testo, html, video, foto, applicazioni) e 536 sottocartelle e poi di decomprimere la stessa. L'operazione di compressione ha una forte dipendenza dalla memoria cache della CPU e dalla memoria RAM installata nel sistema. Quella di estrazione dipende molto, invece, dalla capacità della CPU di gestire le operazioni su interi. In tutti i casi, il software sfrutta abbastanza bene tutte le risorse (core) di CPU a disposizione.

  • Auto Gordian Knot (versione 2.55): software utile per effettuare backup di DVD o comunque operazioni di transcodifica video nei formati DivX ed XviD. Per le nostre prove utilizziamo il codec XviD che il tool installa di default ed eseguiamo il ripping di un completo DVD (Codice Swordfish) che per l'occasione abbiamo memorizzato su un disco fisso e lo "comprimiamo" in modo da farlo entrare su due CD.

  • Handbrake (versione 0.9.4): un software di transcodifica video open-source multipiattaforma e multithreaded con il quale effettuiamo una conversione video di un intero DVD (Codice Swordfish) in formato adatto per i dispositivi Apple iPod, iPhone e iPad.

  • Mainconcept H.264 (versione 1.6.1): tool di codifica video in grado di creare stream ad alta definizione compatibili con lo standard H.264.

  • DaCapo (versione 9.12): questa suite di benchmark permette di valutare il comportamento del sistema quando si utilizzano tool di sviluppo per Java. Esso include tutta una serie di applicazioni reali open source fra cui Tomcat, FOP, Eclipse, Batik, Xalan e altri. Nel nostro caso riportiamo il tempo complessivo necessario all'esecuzione di tutti i test.

  • ScienceMark 2.0: grazie a ScienceMark è possibile misurare le prestazioni del sistema in ambiente di calcolo spinto. Inoltre il software misura le prestazioni della memoria di sistema e della cache integrata nella CPU.

  • Adobe Photoshop: questo test rileva il tempo necessario all'applicazione di alcuni filtri su un'immagine campione, operazione effettuata in Adobe Photoshop CS5 utilizzando Speedtest di  Club of One.


Test sintetici: processore

Questa serie di test viene condotta tramite software che non eseguono applicativi di uso comune, ma che effettuano routines di calcolo e controllo in modo estremamente specifico sul sottosistema target, in modo da evidenziarne le performances tramite un valore assoluto e permetterne in confronto con quelle di altri sistemi.

I grafici a livello di microprocessore ricalcano né più né meno quanto visto per la scorsa recensione sulla proposta di casa MSI: se acquistate una scheda basata su chipset Intel Z77 è perchè avete intenzione di accompagnarla con una CPU Intel Ivy Bridge anche se è possibile l'impiego di una CPU Sandy Bridge. Il confronto diretto tra i tre modelli in prova mostra un certo margine di vantaggio per il reference design, segno che Intel ha giocato molto sull'ottimizzazione del PCB e del bios al chiaro scopo di fornire il miglior livello di prestazioni di base.

Fritz Chess Benchmark, ovvero come ti spremo il microprocessore a fondo. Ci fa da prova del nove, poichè conferma le maggiori doti velocistiche del reference design Intel, e mostra che le soluzioni MSI ed Asus offrono esattamente lo stesso livello di prestazioni.

Negli algoritmi di crittografia troviamo risultati piuttosto variegati: a seconda del test, infatti, vediamo il prevalere di una soluzione rispetto alle altre.

In Science Mark ritorniamo alla condizione quasi originaria: il prodotto Intel riesce a primeggiare, ma il margine di guadagno rispetto alla concorrenza è talmente ridotto che è impossibile fruirne "ad occhio nudo". Quel che sembra è che la scheda madre Intel sia in grado di tirare il Turbo un po' più sù rispetto alle altre.


A valori minori corrispondono migliori risultati


valori minori corrispondono migliori risultati


Test sintetici: controller delle memorie

Questa pagina mostra i valori per i test del controller memorie. Trattasi di punteggi espressi in GB/s o valore assoluto, e sono individuati tramite l'impiego di benchmark sintetici che effettuano routine di calcolo ed analisi con profonda prevalenza del sottosistema DDR rispetto a quelli CPU e Video.

La gestione delle memorie da parte del controller integrato nella CPU è molto buona: i valori di banda massima si avvicinano a quelli del modello reference design di casa Intel, e si registrano alcuni miglioramenti rispetto al concorrente MSI Z77A-GD55.

In Science Mark 32 si osserva che la flessione pende a sfavore di Intel, che resta indietro di circa 600MB/s rispetto alla proposta Asus. Nei confronti del prodotto di casa MSI continuiamo a rilevare un certo vantaggio, pari a circa 100MB/s.


Controller Serial ATA

I test disco mirano ad isolare i controller integrati nella motherboard, evidenziandone le performances medie. Quando su uno stesso prodotto sono presenti più controllers, vengono effettuati tests di confronto per vedere quale dei due risulta più performante, aiutando l'utente finale a scegliere come configurare il proprio sistema in fase di installazione.

Il grafico seguente mostra chiaramente l'andamento delle performances per i vari controller Serial-ATA 3.0 integrati nel prodotto in prova. ASUS Sabertooth Z77 dimostra di essere un buon corridore, mostrando risultati in linea con quelli delle altre due schede quando ad essere utilizzato è il controller SATA 3.0 nativo del chipset. Le prestazioni del controller ASMedia aggiuntivo sono inferiori (anche se migliori di quelle del controller esterno della scheda madre Intel) probabilmente anche a causa della condivisione del canale PCI Express di comunicazione. Ciò significa che se avete un SSD SATA 3.0 e volete ottenere da esso le migliori prestazioni, collegatelo ai connettori controllati dal chipset (quelli marroni).

ctrl disco_sata3_ok
Andamento banda dati disco controller SATA 3

L'andamento dei valori per il controller S-ATA 2.0 mostra invece valori inferiori a quelli della concorrenza per la scheda madre ASUS, specie se si prendono a riferimento quelli ottenuti con il prodotto Intel.


Andamento banda dati disco controller SATA 2

A livello di latenze la situazione mostra un dominio incontrastato del prodotto Intel anche se la ASUS Sabertooth Z77 riesce a stargli dietro. Le latenze della rivale MSI sono invece decisamente più elevate e continua a valere la regola del "meglio il controller integrato nel chipset che quello aggiuntivo".

ctrl disco_sata3_latenze_ok
A valori minori corrispondono migliori risultati

Nulla da dichiarare in termini di latenze del controller S-ATA 2.0, che rientrano nella media di gruppo e si pongono a metà strada tra quelli del prodotto Intel e quelli del rivale MSI.


A valori minori corrispondono migliori risultati

Le percentuali di occupazione della CPU, sia nei trasferimenti S-ATA 3.0 che 2.0, sono molto basse, del tutto ininfluenti sulle performances complessive del sistema anche in condizioni di elevato carico di lavoro.


A valori minori corrispondono migliori risultati


A valori minori corrispondono migliori risultati


Controller USB

In questa sezione sono riportate le prestazioni in MB/s del controller USB 3.0 quando impiegato nel trasferimento di dati da e verso un'unità esterna.


Asus Sabertooth Z77


MSI Z77A-GD55


Intel DZ77GA-70k

Negli screenshot appena mostrati è possibile evidenziare come i tre prodotti offrano lo stesso livello di prestazioni, quando messi sotto torchio da un consistente trasferimento dati verso un'unità disco esterna. Le differenze sono marginali, non apprezzabili ad occhio nudo.


Applicazioni di rendering

I test di calcolo avanzato prendono in considerazione l'impiego professionale del sistema tramite l'utilizzo di software di rendering e modellazione tridimensionale, e massimizzano l'uso del calcolo in virgola mobile per l'esecuzione di task piuttosto complesse. Trattasi di test reali poichè effettuati con applicativi comuni disponibili al pubblico, e non con mere simulazioni irripetibili nell'esperienza quotidiana.

I tempi necessari al prodotto in prova per completare il rendering della scena di test sono i medesimi dei prodotti MSI Z77A-GD55 ed Intel DZ77GA-70K, pari a 212 secondi.


A valori minori corrispondono migliori risultati

In Cinebench R10 la scheda di casa Asus offre valori perfettamente allineati a quelli del prodotto MSI, ma evidentemente inferiori rispetto alle doti velocistiche del prodotto Intel.


Conversione video

Il costo ridotto delle videocamere digitali e la disponibilità di porte Firewire rendono l´acquisizione ed il montaggio video alla portata di tutti. E' necessario disporre di una buona potenza di calcolo per far si che una conversione da dati grezzi a formati video e audio compressi non impieghi un´eternità. In questo test abbiamo cronometrato il tempo necessario per comprimere un video in H.264 e DivX a partire da una fonte .mpeg, in modo da verificare la potenza dei sottosistemi interessati (CPU e memorie).

Le operazioni di transcodifica video effettuate con MainConcept Reference danno nuovamente ragione al prodotto Intel, che dimostra di essere più rapido di circa sette secondi rispetto ad Asus Sabertooth Z77, e di dodici secondi rispetto ad MSI Z77A-GD55.


A valori minori corrispondono migliori risultati

Le stesse operazioni effettuate col software Auto Gordian Knot continuano a dar ragione al reference design di casa Intel ma, stavolta, permettono al prodotto MSI di passare in seconda piazza, limando circa tre secondi rispetto ai tempi restituiti da Asus Sabertooth Z77.


A valori minori corrispondono migliori risultati

La codifica DivX fa registrare un caso non dissimile dal precedente: il prodotto Intel domina dall'alto dei 69 secondi richiesti per completare l'operazione; seguono MSI Z77A-GD55 con 75 secondi ed Asus Sabertooth Z77 con 86 secondi.


A valori minori corrispondono migliori risultati

x.264 benchmark, che registra la velocità media in FPS nell'effettuazione della transcodifica video di più flussi mpeg, mette nuovamente il prodotto Intel in prima piazza, seguito a ruota da quello MSI; male invece per la scheda Asus, che resta indietro di circa 24 secondi rispetto al top performer.

Non brilla la MSI Z77A-GD55 nemmeno con x.264 benchmark ove gli fps registrati portano la scheda al di sotto della linea di metà classifica sulle stesse posizioni della sua antenata dotata di chipset P77.


Content creation ed archivi

Questa serie di test mira ad analizzare le performances del sistema con applicativi di uso comune, come creazione e decompressione di archivi in formato 7-Zip, operazioni di fotoritocco e di creazione di contenuti.

Il benchmark integrato in 7-Zip mostra ancora una volta una situazione a favore del prodotto Intel, capace di distanziare in modo evidente i concorrenti di casa Asus ed MSI.

I test reali, che prevedono la compressione e decompressione di una cartella di files, mostrano chiaramente il ben fatto del reference design Intel rispetto alla concorrenza: laddove sono necessari 273 secondi per effettuare una decompressione, bisogna aggiungerne 12 e 13 per compiere lo stesso lavoro con le controparti Taiwanesi. Se poi si considera il caso della compressione, le differenze tra il primo in classifica ed il resto del gruppo ammontano a ben due minuti!


A valori minori corrispondono migliori risultati


Performances ludiche

In questa sezione vi proponiamo il comportamento del sistema basato sulla scheda madre in oggetto quando è messo sotto stress da moderni titoli videoludici. Le performances sono espresse in FPS (fotogrammi al secondo) od in punteggi a seconda del tipo di benchmark, e sono diretta espressione dell'efficienza dei sottosistemi CPU, Memorie e Video visto che le risoluzioni ed i settaggi utilizzati permettono di bypassare un eventuale collo di bottiglia offerto dalla scheda grafica utilizzata.

Nel caso di 3DMark 2006 rileviamo che il livello di prestazioni offerto dal prodotto in prova è pari a quello della concorrenza, rappresentata dalla reference board di Intel e dalla proposta Z77A-GD55 di MSI.

 

Le differenze prestazionali tra un prodotto e l'altro, nel caso di utilizzo di applicativi gaming, sono così ridotte che non è possibile rilevare alcunchè ad occhio nudo.

  

E' interessante effettuare il confronto fra le schede madri in prova anche quando si fa uso del core grafico integrato, in modo da capire quali possano essere le eventuali differenze prestazionali nel trattare questo componente. Sempre in 3Dmark 2006 osserviamo differenze interessanti che premiano stavolta la scheda madre ASUS Sabertooth Z77 la quale evidentemente spreme meglio la iGPU.


 

Consumi e dissipazione

Per scendere nel dettaglio di ogni prodotto riteniamo sia utile valutare anche la sua efficienza in termini di consumi e dissipazione. Nei grafici seguenti abbiamo riportato i consumi complessivi del sistema misurati tramite un tester digitale connesso sulla presa di corrente (questo significa che nelle misurazioni esiste un errore dovuto alla non linearità dell'efficienza dell'alimentatore ma che riteniamo trascurabile visto che le differenze dei valori fra una scheda madre e l'altra sono risibili).

Bene sotto ogni punto di vista. Asus, come MSI, è un produttore che bada molto all'ottimizzazione del sistema sotto questi aspetti, e Sabertooth Z77 è dotata di tutte le tecnologie del caso per fare in modo che il proprio PC incida sulla bolletta energetica nel minor modo possibile. I consumi, anche se leggermente più elevati, sono allineati a quelli dell'ottima MSI Z77A-GD55 che resta ancora imbattibile ma restano, almeno in modalità LOAD, decisamente inferiori rispetto a quelli del reference design di casa Intel.

Vogliamo anche capire se il "coperchio plastico" TUF Thermal Armor impiegato sulla Sabertooth Z77 sia efficiente sotto il punto di vista delle temperature raggiunte dai componenti.

Per capirlo abbiamo avviato una sessione di OCCT di circa mezz'ora durante la quale abbiamo verificato l'andamento delle temperature raggiunte dai componenti del sistema. Abbiamo eseguito dei controlli in quattro situazioni diverse:

  1. Con TUF Thermal Armor ed entrambe le ventole spente
  2. Con TUF Thermal Armor e la sola ventola sul VRM accesa
  3. Con TUF Thermal Armor ed entrambe le ventole accese
  4. Senza TUF Thermal Armor

Come potete vedere dagli screenshot di OCCT, la temperature del chipset varia di appena un grado passando dalla configurazione con TUF Thermal Armor senza ventole a quella con una ventola e ancora di un grado aggiungendo la seconda ventola. Se togliamo il TUF Thermal Armor le temperature crollano immediatamente! E lo confermano anche le temperature della CPU.

Oltre alle temperature superiori, occorre considerare che l'installazione delle due ventoline fornite in dotazione da ASUS aggiunge una certa rumorosità, trascurabile solo quando queste girano al minimo (le due ventole sono controllate automaticamente dal Thermal Radar che agisce su ognuna di esse in maniera differente).


Conclusioni

Con la scheda madre Sabertooth Z77 ASUS ha cercato di discostarsi da quelli che sono gli standard di mercato assodati e creare un prodotto per la fascia medio-alta del mercato che potesse indicare lo stato dell'arte in termini di raffreddamento, design del PCB, resistenza nel tempo e risparmio energetico. D'altro canto le declinazioni Sabertooth mirano esattamente a questo grazie ad una componentistica di qualità, a soluzioni proprietarie specifiche e al supporto per tutte le ultime tecnologie con il sacrificio di quelle feature spesso destinate solo agli overclockers o ai gamers estremi (per questi scopi ASUS propone le schede della linea R.O.G).

La Sabertooth Z77 ha i numeri per correre, ma è evidentemente orientato ad altro, a soddisfazione di un palato più sopraffino del semplice overclocker incallito. Con questo prodotto si vuole creare un ecosistema ove si faccia attenzione ai consumi e si prediliga la lunga durata nel tempo e la stabilità. L'efficienza nella gestione del risparmio energetico permette di avvicinarsi alle schede di casa MSI da sempre parsimoniose in questo senso, incidendo in maniera positiva sui costi della bolletta energetica. L'impiego della Thermal Armor e di tutti gli altri accessori permette di evitare accumuli di polvere ma non sortisce gli effetti di dissipazione sperati tanto che le temperature, anche a seguito dell'utilizzo delle due ventoline in dotazione, sono sempre superiori al caso in cui il coperchio venisse tolto.

Layout. Eccelso, simile a quello degli altri modelli Sabertooth sinora analizzati. Le componenti sono disposte a regola d'arte, e non ci sono problemi in termini di spazio di manovra attorno al socket anche se si vuole installare un dissipatore CPU fuori standard. Molte le porte d'espansione e ben spaziati i tre connettori PCI-E Full lenght (permettendo l'installazione contemporanea di tre VGA) con una disposizione degli slot tale per cui siano realmente utilizzabili anche quelli PCI-E 1x.

Bios. Il bios ripercorre quelle che sono state le scelte di ASUS negli ultimi tempi con un'interfaccia utente doppia (una semplificata ed una seconda completa) e con il supporto a tutte le voci più comuni ma anche più interessanti. Facile da configurare ma al contempo anche molto efficace e dotato di strumenti che rendono semplici anche operazioni più complesse (salvataggio di profili, aggiornamento del bios, visualizzazione delle caratteristiche dei componenti)

Prestazioni. Simili a quelle della concorrenza di casa MSI (Z77A-GD55) e leggermente inferiori a quelle del reference design Intel nei test specifici; pari numeri in caso di prove 3D gaming.

Espandibilità. Ottima, grazie all'interessante fornitura di porte USB 2.0 e 3.0 sia su PCB che su pannello I/O, connettori PCI-E 3.0 1x ed 8x-16x. Il prodotto permette configurazioni in modalità Triple VGA SLi e CrossFireX (il terzo slot PCI-E x16 @x4 funziona solo con CPU Ivy Bridge) in modalità 8x / 8x / 4x. Non sono presenti connettori PCI tradizionali.

USB. Completamente gestito dal chipset Intel Z77 per le porte in modalità 2.0 mentre le porte USB 3.0 sono derivate due dal chipset e due da un controller ASMedia aggiuntivo. Altre due porte USB 3.0 gestite ancora dal chipset sono ricavabile dall'header saldato sulla scheda madre utile, ad esempio, a collegare quelle che solitamente si trovano sui case di ultima generazione. Le prestazioni offerte dai controller USB 3.0 sono pari a quelle dei prodotti MSI ed Intel.

Dischi. La sezione dischi offre un controller S-ATA 2.0 a quattro porte, un controller S-ATA 3.0 a due porte, un ulteriore controller di terze parti che pilota due porte S-ATA 3.0 su PCB e due porte eS-ATA. Sono supportate modalità Raid 0,1,5,10 oltre che singolo disco. Le prestazioni di questo sottosistema sono inferiori a quelle offerte dalla reference board Intel e ancor peggio fanno quelle delle porte SATA 3.0 controllate dal chip ASMedia. Se volete ottenere il massimo da un SSD di ultima generazione, dunque, usate le porte SATA 3.0 gestite dal chipset Z77.

LAN. La scheda monta un controller Gigabit Lan di fabbricazione Intel.

Uscite video. La scheda offre connettori video di tipo HDMI e DP i quali permettono di utilizzare il controller grafico integrato nelle CPU Ivy Bridge e Sandy Bridge. Mancano invece quelli VGA e DVI-I.

Nel momento in cui scriviamo, il prezzo di questa scheda è vicino ai 200 euro, probabilmente troppo elevato per quanto realmente offerto.


Pubblicato in: Articolo, Hardware
Tags: asus , intel , ivy bridge , lga 1155 , sabertooth , z77

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Marino Berre
Autore: Marino Berre
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Videogame, notebook, schede grafiche
Si è occupato di informatica ed hardware sin dalla più tenera età ed è stato membro di diversi user group tecnici e redattore per importanti portali italiani.
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