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Nonostante si sappia da mesi che l'AM3+ sarà l'ultimo Socket dedicato esclusivamente alle CPU pure di AMD, e che non vedrà processori basati su architettura Steamroller ed Excavator, la casa di Sunnyvale non abbandona i propri clienti, presentando le evoluzioni delle attuali FX-8320 e FX-8350.

 

 

Presentate all'AMD30Live, manifestazione appositamente preparata per festeggiare i 30 anni di attività di AMD (ed ATI) nel mercato videoludico/consumer, le nuove CPU FX si possono considerare la riproposizione Made In Sunnyvale (Vishera V2) della strategia Intel applicata con le CPU Haswell Refresh, nate per coprire il buco lasciato da Broadwell (il quale sarà rilasciato solo in variante -K su Desktop).

Come è possibile osservare dalla tabella, AMD è riuscita a migliorare notevolmente sia la gestione delle tensioni, sia delle frequenze in Turbo, sfruttando probabilmente anche i lavori svolti per preparare gli Opteron core Warsav. Nulla di trascendentale, è vero, ma sono miglioramenti comunque di un certo spessore, e che permettono ad AMD di poter continuare a concorrere anche nel mercato Performance, grazie al rallentamento di Intel, riutilizzando quanto ha attualmente a disposizione.

CPU FX-8320 FX-8320E FX-8350 FX-8370E FX-8370
Core 8 8 8 8 8
Frequenza 3,5 GHz 3,2 GHz 4,0 GHz 3,3 GHz 4,0 GHz
Turbo 4,0 GHz 4,0 GHz 4,2 GHz 4,3 GHz 4,3 GHz
TDP 125W 95W 125W 95W 125W

 

Con la presentazione di questi nuovi modelli è stato dato un ritocco verso il basso anche al listino delle CPU AM3+, a partire dal primo settembre.

CPU Vecchio Prezzo ($) Nuovo Prezzo ($)
FX-9590 299 215
FX-9370 219 199
FX-8370 - 189
FX-8370E - 189
FX-8350 189 169
FX-8320E - 139
FX-8320 149 139
FX-8300 Nd Nd
FX-6350 129 119
FX-6300 109 99
FX-4350 119 95
FX-4320 Nd Nd
FX-4300 99 95
Categoria: Hardware
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Come Christian Scheibel, PR Manager presso Shuttle Computer, ci aveva maliziosamente preannunciato in questa nostra intervista, Shuttle finalmente presenta il proprio primo PC basato su SO Android.

 

 

Si tratta del modello DSA2LS, basato su SoC Dual Core (Cortex-A9) Freescale i.MX 6DualLite (i.MX6DL) da 1 GHz, abbinato ad 1 GB di memoria DDR3. Internamente trova spazio una memoria Flash da 4GB (probabilmente di tipo eMMC, come quella che abbiamo visto sulla VIA VAB-600), espandibile grazie all'utilizzo di schede SDHC fino a 64GB. Sulla memoria interna trova spazio il SO Android, attualmente aggiornato alla versione 4.2.2 (Jelly Bean). Continuando, citiamo integralmente parte del comunicato stampa: “Il case in lamina di acciaio particolarmente resistente misura 14,2 x 19 x 3,5 cm (P x L x A.) e è dotato di un alimentatore interno. Rispetto ai semplici stick HDM con Android, il DSA2LS si distingue per la robustezza e la varietà di collegamenti, sia nella parte frontale che sul retro con HDMI, VGA, 4x USB 2.0, Line-OUT, RS-232 e RJ45. Per la trasmissione dati senza fili è disponibile una wireless LAN da 150 Mbit/s”.

 

 

Si tratta, osservando la componentistica utilizzata, di un ottimo prodotto in grado di fungere sia da Media Player sia da PC da salotto per la navigazione internet di base. Il SoC di Freescale, infatti, è in grado di supportare i formati video fino alla risoluzione di 1080p, anche nel formato H.264, tramite accelerazione hardware. Va annoverato, in ultimo, come il DSA2LS sia completamente Fanless e consumi appena 4,2W in stato di Idling e 6,3W in Full Load. Concludiamo con le parole di Tom Seiffert, Head of Marketing & PR di Shuttle Computer Handels GmbH: “Questa soluzione è adatta ad esempio come affidabile media player, grazie all'utilizzo continuo con risparmio di energia. Per realizzare idee innovative o trovare soluzioni utili per l'uso quotidiano: grazie all'ambiente di sviluppo che Google mette gratuitamente a disposizione, tutti possono facilmente diventare sviluppatori di app per Android”.

Categoria: Hardware
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La statunitense OCZ Storage Solutions, ora sussidiaria di Toshiba, presenta una nuova linea di Solid State Drive, la ARC 100, la quale andrà a coprire la fascia più economica di listino, cercando così di ridefinire gli standard qualitativi della fascia bassa tra gli SSD.

 

 

Con ARC 100, infatti, OCZ non si è limitata a commercializzare un SSD il più economico possibile, ma ha cercato di integrarvi buona parte di quelle caratteristiche che stanno facendo il successo commerciale degli attuali Vector e Vertex (criptaggio AES-256Bit, garanzia di 3 anni, elevato MBTF, ecc), decisamente apprezzati sia dai recensori sia, cosa ancora più importante, dai consumatori.

Prima di tutto, gli SSD ARC 100 utilizzano le NAND Flash MLC prodotte da Toshiba con il modernissimo nodo a 19nm, evitando così l'utilizzo delle poco performanti ed affidabili NAND TLC, utilizzate spessissimo negli SSD più economici. L'utilizzo del nodo a 19nm, al posto dei 25nm o 30nm, inoltre, permette di abbattare ulteriormente i già parchi consumi ed il calore generato, rendendo l'ARC 100 perfetto per ridare nuova linfa vitale a Notebook ormai datati. I consumi sono di appena 0.6W in stato di Idle e di 3.45W di picco.

 

 

Per massimizzare le prestazioni garantite dalle NAND Flash di Toshiba, OCZ utilizza nell'ARC 100 il CTRL NAND proprietario Barefoot M10, specificatamente ottimizzato anche per offrire una vita operativa più lunga rispetto alla media (poter realizzare in casa sia il CTRL sia il Firmware è decisamente vantaggioso).

Come mi è stato comunicato dalla stessa OCZ, inoltre, Toshiba sta attualmente aumentando la produzione di NAND Flash prodotte con nodo a 19nm sia per migliorare le economie di scala (minore costo degli SSD) sia per migliorare la disponibilità degli ARC 100, i quali offrono circa le stesse prestazioni degli SSD Vertex e Vector (indirizzati, rispettivamente, al mercato prosumer ed enthusiast), a fronte di qualche rinuncia di limitato interesse per l'utenza casalinga: un maggior numero di IOPS per i Vector 150 e Vertex 460,  e due anni di garanzia in meno (3 contro 5) rispetto al già citato Vector 150.

Infatti OCZ, per gli ARC 100, offre le medesime condizioni di garanzia (della durata di 3 anni) che garantisce per i ben più costosi Vertex 460, e questo dimostra quanto credano nella qualità di questo SSD, garantito per almeno 2 milioni di ore di utilizzo! Samsung, Crucial, Kingston ed altre marche non riescono ad arrivare a tanto anche con SSD più costosi.

 

 

I prezzi di commercializzazione sono pari a 74.99$ per la versione da 120GB, a 119.99$ per la versione da 240GB e a 239.99$ per la versione da 480GB. Questi prezzi sono puramente indicativi, e negli store online sarà possibile trovarli a prezzi molto più vantaggiosi.

Categoria: Hardware
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L'arrivo sul campo di battaglia di Toshiba, insieme al ritorno in grande stile di OCZ, sta ravvivando nuovamente un mercato che sembrava ormai stagnare, quello degli SSD.

 

 

Anche SanDisk, dopo un periodo di calma piatta, torna alla ribalta presentando gli SSD della serie Ultra II, la quale porta con sé alcuni miglioramenti, al fine da differenziarsi dalla massa ed offrire un utile valore aggiunto. Citiamo direttamente dal comunicato ufficiale: “Il drive è caratterizzato da una velocità di lettura sequenziale fino a 550 MB/s e una velocità di scrittura fino a 500 MB/s, permettendo un tempo di avvio più veloce e un caricamento dell’applicazione più breve. Basato sulla tecnologia X3 NAND Flash, l’SSD SanDisk Ultra II è dotata della tecnologia nCache™ 2.0 che utilizza una tecnologia di caching a due livelli per ottimizzare la velocità del drive e la durata”.

 

 

Al pari degli SSD di Samsung, di Toshiba, di OCZ, di Crucial e di altre importanti case, anche SanDisk ha sviluppato diverse tecnologie proprietarie per migliorare sia le prestazioni sia la longevità del prodotto. Questo non può fare che bene alla concorrenza, ma soprattutto all'utente, il quale potrà contare su tecnologie sempre più simili a quelle integrate nei prodotti Workstation e Server, ma in prodotti di fascia e di prezzo consumer.

La più importante caratteristiche di questi SSD, comunque, è la Dashboard, in grado di fornire all'utente importanti informazioni, oltre che la possibilità di configurare manualmente diverse impostazioni. Sempre dal comunicato stampa ufficiale: "L’SSD SanDisk Ultra II comprende la SanDisk SSD Dashboard migliorata, che offre visibilità sulle prestazioni del drive, sul TRIM manuale o programmato, aggiornamenti sul firmware disponibile e suggerimenti su come mantenere il drive al suo livello massimo di attività. Gli utenti possono scegliere tra 17 differenti lingue e ricevere assistenza cliccando sui tasti “Live Chat” e“Ask a Question via Email”. Ulteriori caratteristiche dal valore aggiunto del software della SanDisk SSD Dashboard includono:

  • Clonazione– La capacità di creare un’esatta replica di un disco vecchio all’interno del nuovo SSD SanDisk Ultra II in tre facili passaggi attraverso Apricorn EZ GIG IV.  Con il software di clonazione, non c’è bisogno di re-installare il sistema operativo, programmi o configurazioni.
  • Antivirus– Sicurezza semplice da utilizzare per le attività che gli utenti svolgono di più online – email, interazioni e navigazione attraverso Trend Micro™ Titanium™ Antivirus+.
  • Sicurezza– Creata da Absolute Software, Absolute® LoJack è il leader nella protezione dei dati dell’utente e recupero dopo un furto, fornisce una soluzione continua che può localizzare un dispositivo se rubato e farlo riavere al legittimo proprietario".

Concludiamo, in ultimo, con garanzia, capacità e prezzi degli SSD. L’SSD SanDisk Ultra II ha 3 anni di garanzia e sarà disponibile online e attraverso la rete globale di distributori e rivenditori autorizzati SanDisk da settembre. Sarà disponibile nelle capacità di 120GB, 240GB, 480GB e 960GB al prezzo suggerito al pubblico rispettivamente di 75,00 Euro, 109 Euro, 209 Euro e 409 Euro. Per ulteriori informazioni su SanDisk Ultra II SSD, visitare www.sandisk.com/products/ssd/.

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Mentre Intel cerca di mantenere la leadership nel settore Mobile di fascia alta, con l'introduzione di Broadwell-Y, nVidia da una prima spallata alla casa di Santa Clara. Acer, il principale produttore di Chromebook al mondo, e dei modelli più venduti su Amazon (guarda caso equipaggiati con CPU Intel), annuncia il primo Chromebook equipaggiato con il nuovo SoC nVidia Tegra K1.

 

 

Il Chromebook in questione ha un monitor Full HD da 13,3”, è spesso solamente 17,9 mm e pesa appena 1,5 Kg. Il SO sarà Chrome OS. Il prezzo di listino è pari a 279 dollari.

Secondo Acer, l'utilizzo del SoC Tegra K1 permetterà di migliorare notevolmente il rapporto prezzo/prestazioni degli attuali Chromebook basati su CPU e SoC Intel, grazie soprattutto ad un comparto grafico di tutt'altro livello (per questo Intel, con Broadwell, ha deciso di migliorare principalmente il tallone d'Achille dei propri processori, la GPU).

Per nVidia, d'altra parte, si tratta di un accordo molto importante, in quanto secondo la società di analisi di mercato Gartner, se nel 2014 le consegne di Chromebook raggiungeranno le 5,2 milioni di unità, nel 2017 saranno ben 14,4 milioni i Chromebook distribuiti.

In ultimo, se è vero che in molti acquistavano i Chromebook Intel-Based per installarci Windows, è altrettanto vero che in questi modelli dotati di Tegra K1 sarà probabilmente possibile installare GNU/Linux. Dal punto di vista della produttività, quindi, non cambierà assolutamente nulla per l'utenza più smaliziata.

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Radeon SSDCPU, APU, GPU, RAM ed ora anche SSD. Con la nuova strategia denominata "one-stop shop" AMD punta a diventare l'azienda più completa in ambito PC. Adesso la casa di Sunnyvale è in grado di fornire quasi tutta la componentistica hardware principale per permettere agli appassionati di assemblare un proprio PC (all'appello mancano solo MoBo e PSU, ndA).

La linea di SSD presentata ufficialmente oggi prende il nome di Radeon R7 SSD-series e si compone di tre modelli: Radeon R7 120G, R7 240G e R7 480G (come facilmente intuibile il numero che preceda la lettera "G" indica la capacità di storage in GB). In realtà si tratta di soluzioni di archiviazione da 2.5" basate su memoria flash marchiate AMD ma realizzate e assemblate da OCZ, grazie ad un accordo strategico tra la casa di Sunnyvale e la multinazionale giapponese Toshiba (che dall'inizio dell'anno controlla interamente OCZ).

SSD AMD 2

Il controller utilizzato è il Barefoot 3 mentre i chip NAND Flash MLC a 19nm sono di Toshiba. La base di partenza è l'SSD Vertex 460, recensito da noi a questo indirizzo, ma grazie ad un clock del controller leggermente più alto le soluzioni marchiate AMD offrono prestazioni superiori all'SSD di OCZ. Tutti e tre i modelli garantiscono una velocità di lettura di 550 MB/s, mentre quella in scrittura varia dai 470 MB/S della versione da 120GB fino ai 530MB dei modelli da 240GB e 480GB.

Per quanto riguarda il prezzo: AMD parla di 100 Dollari USA per l'SSD Radeon R7 120G, 164 Dollari per il Radeon R7 240G e 299 Dollari per l'SSD Radeon R7 480G. Tutti con garanzia di 4 anni e con in bundle l'adattatore per i bay da 3.5" ed il software Acronis True Image.

 

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Presentando Broadwell-Y, variante Mobile dell'architettura Broadwell, Intel punta a migliorare soprattutto le performance grafiche delle proprie CPU, al fine di poter battagliare su quel versante che più la vede in difficoltà, quello dei videogiochi e del multimedia in generale (lato CPU non ha al momento rivali).

 

 

Con la presentazione, da parte di AMD, di Mullins e, da parte di nVidia, di K1/Denver, le rivali hanno effettivamente posto l'accento nell'ottimo rapporto prestazioni/watt in campo multimediale, soprattutto nei mercati relativi agli Ultraportatili e ai Tablet.

 

 

In Broadwell-M, così, Intel effettua un piccolo aggiornamento della parte relativa alla CPU rispetto ad Haswell, garantendo un boost attorno al 5% delle prestazioni, grazie ad un'unità di predizione migliorata, ad un miglioramento dell'HT e ad altri tweak minori riguardanti Cache e IMC, concentrandosi principalmente sulla iGPU, la quale vede le proprie Compute Unit aumentare del 20% e lo Shader Throughput del 50%. Intel, inoltre, implementa per la prima volta un sistema di condivisione della memoria tra CPU e GPU, gestito via Software, simile a quello implementato da nVidia con le librerie CUDA 6 (Unified Virtual Memory). Entrambe queste implementazioni tentano di imitare hUMA di AMD, in attesa di un'implementazione via Hardware. Intel, quindi, cercherà nel prossimo futuro di creare una propria versione di HSA, dimostrando ancora una volta che AMD, al pari di quanto ha fatto con i 64 Bit, ha preso la decisione giusta.

Broadwell-M, comunque, non punterà solo sull'aumento delle prestazioni grafiche, ma anche e soprattutto sui consumi, i quali, grazie all'utilizzo dei 14nm LP e della seconda generazione del FIVR, subiranno un netto taglio rispetto a quelli di Haswell-M. Non solo, ma sempre grazie all'utilizzo del nuovo nodo, Broadwell-M sarà molto più piccolo, e quindi forse più economico da produrre rispetto al predecessore (se è vero che la superficie del Die è minore, i 14nm sono molto più costosi dei 22nm: solo Intel al momento conosce il costo di produzione reale, di cui per ora possiamo fare solo speculazioni).

 

 

Questo renderà Broadwell-M decisamente più piccolo rispetto a Haswell-M (il packaging sarà dimezzato), ed in Idle gli permetterà di consumare ben il 60% in meno. Anche le schede madri potranno beneficiare di questi vantaggi, diventando più compatte: il PCB subirà una contrazione nella superficie del 25% a parità di componentistica utilizzata.

Con Broadwell-M, Intel cercherà di concorrere con le soluzioni ARM (Tegra K1 in particolare) per la realizzazione di Tablet di fascia alta e dei Chromebook, lasciando agli ATOM l'incarico di farsi spazio nel mercato di fascia bassa.

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OCZ Storage Solutions crede fermamente nell'elevata qualità dei propri SSD, i quali non hanno più nulla in comune con quelli prodotti sotto il brand OCZ Technology e che tanti fastidi hanno provocato tra l'utenza a causa dei frequenti guasti.

 

 

Per questo motivo, OCZ estende anche ai modelli value ARC 100 la garanzia Shield Plus, molto simile a quella che si può trovare con i prodotti di fascia Server ed Enterprise. Si tratta, per il consumatore, di un valore aggiunto di non poco conto, come andremo a descrivere.

Normalmente, se si vuole usufruire della garanzia del produttore, bisogna rivolgersi nei primi 2 anni al venditore diretto da cui abbiamo acquistato il bene, e per i successivi anni di garanzia (se disponibili) direttamente al produttore. In entrambi i casi le spese di spedizione di andata sono a carico del consumatore, e spesso diventano molto care se bisogna spedire il bene fuori dall'Italia (a volte non conviene neppure mandarlo in garanzia). Viene richiesto obbligatoriamente al consumatore, inoltre, la prova di acquisto del bene (scontrino o fattura), senza la quale non sarà possibile godere della garanzia.

OCZ cambia completamente le regole, diventando di fatto la casa con la migliore garanzia tra i produttori di SSD di fascia consumer. Con Shield Plus all'utente, prima di tutto, non viene più richiesta nessuna prova di acquisto, in quanto basterà comunicare il seriale univoco impresso sul prodotto o sulla scatola. Non solo, ma nel caso fosse necessario mandare in RMA l'SSD, OCZ spedirebbe al cliente un SSD funzionante in sostituzione, e con questo una lettera di trasporto prepagata da utilizzare per rispedire indietro l'SSD difettoso.

In questo modo l'utente vedrebbe radicalmente diminuiti i tempi di inattività causati dal malfunzionamento dell'SSD, ed al contempo vedrebbe diminuire le spese di gestione. Un tocco di classe eccezionale, per un prodotto consumer di questa fascia.

Tale servizio è attualmente disponibile nei mercati EMEA (Europe, Middle East, and Africa) e nel Nord America, ma dovrebbe venire esteso a tutto il globo nei prossimi mesi/anni.

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Dopo l'annuncio delle schede W9100 e W8100, destinate al segmento più alto delle workstation grafiche, AMD completa il refresh della gamma FirePro serie W basate su architettura Graphics Core Next introducendo 4 ulteriori modelli che vanno a coprire le restanti fasce del mercato professionale.

fire pro logo m

Si tratta delle soluzioni AMD FirePro W2100, FirePro W4100, FirePro W5100 e FirePro W7100, tutte con supporto ai display 4K e destinate ai professionisti dei settori CAD, video, animazione ed engineering.

Nuove schede AMD FirePro Series W
AMD FirePro W7100 AMD FirePro W5100 AMD FirePro W4100 AMD FirePro W2100
GPU Tonga PRO Bonaire PRO Cape Verde PRO Oland PRO
Stream Processors 1792 768 512 320
Bus Memoria 256-bit 128-bit 128-bit 64-bit
Video-RAM 8GB 4GB 4GB 2GB
Motori geometrici 4 2 1 1
Rapporto DP/SP ?/? 1/16 1/16 1/16
Architettura GCN ?.? GCN 1.1 GCN 1.0 GCN 1.0
Uscite video 4 4 4 2

 

Le prime 3 schede (W2100 per la fascia entry-level, W4100 per quella medio-bassa e W5100 per quella media), sono disponibili da subito e sfruttano GPU che conosciamo bene: Oland, Cape Verde e Bonaire, mentre l' AMD FirePro W7100 introduce il nuovo core Tonga ma arriverà solo in seguito (sicuramente debutterà prima sulle soluzioni Radeond da gaming, ndA).

Sul fronte software segnaliamo il supporto completo alle OpenCL 2.0 (memoria virtuale condivisa, programmazione maggiore flessibile e parallelismo annidato), con la novità del "porting" delle API Mantle verso il settore professionale. Mantle sulle FirePro offrirà i benefici della programmazione low-level anche in questo merrcato: coonsentendo di ridurre l'overhead (maggiore numero di draw call) e migliorando la gestione della memoria e del multi-threading.

mantle pro

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Uno dei cavalli di battaglia di Intel per promuovere l'aggiornamento delle vecchie CPU ad Haswell-EX/EP e Broadwell-Y, cioè le istruzioni TSX (Transactional Synchronization Extensions), sembra debba essere abbattuto.

 

 

La casa di Santa Clara, infatti, ha comunicato che tutte le CPU Haswell-EX/EP e le CPU Broadwell fino ad oggi prodotte sono affette da un fastidioso bug. Nel PDF dove viene descritto il problema, troviamo: “Problem: Under a complex set of internal timing conditions and system events, software using the Intel TSX instructions may result in unpredictable system behavior. Implication: This erratum may result in unpredictable system behavior. Workaround: It is possible for the BIOS to contain a workaround for this erratum”.


Il tutto, tradotto, significa che se un Software utilizza queste istruzioni potrebbe crashare in maniera del tutto inaspettata. Si prospetta allora un'unica soluzione, già confermata da Intel: la disabilitazione via BIOS delle istruzioni TSX. Il famoso bug del TLB di Agena è stato possibile aggirarlo disabilitando tale funzione di Mapping per le Cache L2/L3, ma in questo caso la situazione è più problematica. Se il bug di Agena comportava una mera perdita prestazionale, il bug relativo alle istruzioni TSX comporta una perdita completa delle feature garantire da queste.

Un bel grattacapo per Intel, la quale deve decidere se far valere la garanzia anche su questo tipo di problema (e su prodotti tutt'altro che economici nel caso di Haswell-EX/EP), e per il mondo Enterprise/Server, il quale dovrà posticipare l'utilizzo di queste istruzioni.

Gli sviluppatori potranno continuare a lavorare comunque con queste istruzioni, non installando alcuna patch di disabilitazione (e sperando che il software non crashi ...).

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Sembra che all'interno di Intel sia in corso una discussione più o meno accesa sull'implementazione dell'IHS che dovrà proteggere le future CPU Skylake per Socket 1151, quelle cioè dedicate al mercato Consumer Mainstream.

 

 

Secondo alcune voci, il Team di Haifa, che sta attualmente curando la progettazione di Skylake, e che ha già compiuto delle scelte abbastanza radicali (tra cui l'abbandono del FIVR visto all'opera per la prima volta con Haswell), vorrebbe un ritorno all'IHS saldato anche per le CPU di fascia consumer, così come è stato fino a Sandy Bridge. Oggi, infatti, solo le CPU per Socket 2011 hanno l'IHS saldato, con tutti i vantaggi che questo comporta: temperature più basse ed omogenee sulla superficie del Die.

Questa situazione ha reso quasi del tutto normale per buona parte dell'utenza Enthusiast la pratica dello scoperchiamento delle CPU Ivy Bridge e, soprattutto, Haswell, queste ultime spesso criticate per la pasta tra Die ed IHS di qualità non proprio eccellente. Le CPU Devil's Canyon, inoltre, non sembrano aver risolto il problema, se non in minima parte.

Il Team di Haifa, quindi, vorrebbe convincere la dirigenza di Intel nel tornare sui propri passi, al fine di realizzare delle CPU ottime sotto tutti i punti di vista. Appare ridicolo, al giorno d'oggi, risparmiare qualche centesimo di dollaro su ogni CPU venduta, ma d'altra parte il mercato parla chiaro: l'utenza sembrerebbe non avere problemi nel farsi prendere per il naso, basta guardare le ottime vendite delle CPU DC. Perché, quindi, tornare alle buone, care vecchie abitudini? Vediamo come il braccio di ferro si concluderà.

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