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Galaxy TabPro S windows10 presIn occasione del CES 2016, così come già fatto da Acer con il Aspire Switch 12 S, anche Samsung entra nella cerchia dei produttori di dispositivi 2-in-1 con a bordo il sistema operativo Windows 10.

Galaxy TabPRO S è caratterizzato da uno chassis che misura 290.3 x 198.8 x 6.3mm e pesa 693g (Wi-Fi) o 696g (LTE), il quale offre lo spazio necessario per ospitare un display Super AMOLED con diagonale da 12" e risoluzione da ben 2160*1440 Pixel (rapporto 4:3, circa 216 PPI).

Il cuore di questo dispositivo è ancora una volta la recente CPU Intel Core m3-6Y30, la quale ricordiamo dispone di una CPU dual-core con HT operanti a 0.9/2.2GHz ed una iGPU HD Graphics 515 dotata di 24 EU operante a 300/850MHz, coadiuvati da 4GB di memoria RAM di tipo LPDDR3 e 128/256GB di spazio per l'archiviazione, con l'OS Windows 10 pre-installato nelle varianti Home o Pro.

Non mancano una porta USB Type C (alla quale connettere un Hub che offre uscita video HDMI e porte USB standard, venduto separatamente), una fotocamera posteriore con sensore AF da 5MPx ed una anteriore sempre da 5MPx ma a fuoco fisso, parco sensori e connessioni completo (Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac MIMO, Wi-Fi Direct, NFC, Bluetooth 4.1, GPS, GLONASS, Accelerometro, sensore di Prossimità e Luminosità), variante dotata di connessione di rete 4G/LTE ed infine una batteria da 5200mAh.

 

Galaxy TabPro S windows10 front Galaxy TabPro S windows10 rear

PR - Samsung Unveils Galaxy TabPro S, 2-in-1 Tablet with Windows 10 Optimized for Productivity and the Best in Mobility

Samsung non ne ha ancora dichiarato il prezzo di vendita ma, data l'ormai assenza dei suoi notebook sul territorio Italiano, siamo sicuri che un prodotto del genere con tanto di display Super AMOLED potrebbe fare gola a molti.

Il suo arrivo è previsto per un generico "Febbraio 2016", maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale.

 

Galaxy TabPro S windows10 side

Categoria: Mobile
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Nadella, in un'intervista a BuzzFeed, ammette che le attuali quote di mercato tra i produttori di smartphone - pari ad appena l'1,7% - potrebbero diventare insostenibili, in quanto le entrate non basterebbero a coprire le spese di R&D della divisione mobile.

 

 

Nadella, in particolare, mette confronto la divisione smartphone con le altre divisioni consumer, e cerca dichiarire i rapporti di forza sono impietosi: “I think we do ourselves a disservice if we measure our success by just looking at: What’s the market share of HoloLens? What’s the market share of Xbox? What’s the market share of PCs? What’s the market share of our phones?”.

L'adozione di Windows 10 sta procedendo a vele spiegate, avendo già raggiunto quasi il 10%, mentre l'XBOX One, nonostante venda decisamente meno della Playstation 4, si prepara ad avere un 2016 pieno di novità di primo piano.

L'unico modo per dare un boost alle vendite dei terminali Lumia, a questo punto, è quello di unificare l'esperienza d'uso di tutti i prodotti che montano un sistema Windows (al pari di quanto ha fatto Apple), e proprio su questo Nadella punta l'attenzione: “Go back to what I said about the mobility of experience. If you think of this more like a graph, these [devices] are all nodes. Sometimes the user will use all of these devices … sometimes they’ll use only one or two of our devices and some other platforms — so be it. But we want to make sure that we are completing the experience across all of these devices”. Dovesse fallire questa strategia, gli smartphone Windows Phone potrebbero essere anche eliminati dal listino, con buon buona pace all'idea visionaria di Ballmer, l'artefice dell'acquisizione della divisione telefonia di Nokia.

Categoria: Mobile
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Ari Jaaksi, SVP of Connected Devices di Mozilla, dopo averlo anticipato all'evento “Mozlando”, oggi conferma che lo sviluppo di FirefoxOS verrà interrotto: “We are proud of the benefits Firefox OS added to the Web platform and will continue to experiment with the user experience across connected devices. We will build everything we do as a genuine open source project, focused on user experience first and build tools to enable the ecosystem to grow. Firefox OS proved the flexibility of the Web, scaling from low-end smartphones all the way up to HD TVs. However, we weren’t able to offer the best user experience possible and so we will stop offering Firefox OS smartphones through carrier channels. We’ll share more on our work and new experiments across connected devices soon”.

 

 

Nonostante Mozilla abbia puntato moltissimo su questo sistema operativo mobile, la concorrenza di Android e iOS si è rivelata devastante per la fondazione statunitense. D'altra parte sarebbe stato difficile immaginarsi un finale diverso, visto che neppure Microsoft (con Windows) e RIM (con BlackBerry) sono riuscite a scalfire il market share dei due SO sopra citati.

L'ampia libertà di sviluppo data agli sviluppatori, grazie soprattutto all'utilizzo delle più svariate librerie Open, non è servito a nulla, in quanto i produttori di smartphone e tablet hanno preferito utilizzare una soluzione maggiormente rodata e supportata (dietro Android c'è Google, mica Gigi il peracottaro), al fine di avere fin da subito un sistema completo e fruibile. L'ampia offerta delle App nel Market, infatti, è una delle prime cose che l'eventuale acquirente tende a ricercare in un terminale mobile.

A questo punto, vista la natura Open di Firefox OS, siamo curiosi di sapere se qualche grossa azienda non possa essere interessata a continuarne l'evoluzione attraverso un fork.

 

EDIT: Come ha fatto giustamente notare Jena Pliskin, l'articolo di Tech Crunch si è rivelato inesatto a causa di frasi ambigue dette dai responsabili di Mozilla. Ari Jaaksi, con un tweet, aggiusta il tiro, affermando che non si fermerà lo sviluppo di FirefoxOS, ma saranno interrotte solo le partnership con le compagnie telefoniche.

Categoria: Mobile
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aspire switch 12s presTra le prime aziende a debuttare sul palcoscenico offerto dal CES 2016 di Las Vegas, che aprirà ufficialmente i battenti tra qualche giorno, troviamo l'instancabile Acer con una lunga schiera di dispositivi, tra i quali spiccano il tablet 2-in-1 Aspire Switch 12 S e lo smartphone Liquid Jade Primo.

Aspire Switch 12 S è l'ennesima evoluzione di un prodotto ormai collaudato, il quale ora beneficia di un telaio in alluminio anodizzato ed un rinnovato sistema a cerniere - per la connessione tra tablet e tastiera - denominato Acer Snap Hinge Gold; questo offre un trasferimento dati con velocità fino a 6Gbps, ed i suoi connettori sono realizzati in lega di zinco. Il solo tablet misura 7.85mm di spessore per 800g, mentre si raggiungono i 17.3mm e 1400g nel momento in cui viene collegata la dock-tastiera.

Dotato delle tecnologie IPS e Zero Air Gap, il display LCD da 12.5" vanterà risoluzioni 1080p (176 PPI) o addirittura 4K (352 PPI). Il compito di gestire tale mole di Pixel sarà affidato ad una CPU Intel Core M di 6a generazione, affiancata da 4GB di memoria RAM e 128GB di spazio per archiviazione oppure 8GB di memoria RAM e 256GB di spazio per archiviazione a seconda della variante.

Non manca la connessione Wi-Fi 802.11 ac MiMo, una fotocamera posteriore non meglio definita  con tanto di flash LED ed una anteriore capace di registrare video in 720p, speaker frontali ed uscita video micro-HDMI, lettore per microSD e jack da 3.5mm per le cuffie, porta Thunderbolt 3 (USB Type C) e n.2 porte USB 3.0 sulla dock; naturalmente ad amministrare il tutto vi sarà il sistema operativo Windows 10. 

Aspire Switch 12 S sarà disponibile in Europa dal mese di Febbraio e con prezzi a partire da 1199€; maggiori informazioni sono disponibili tramite il comunicato stampa ufficiale, visionabile a questa pagina, mentre quelle mancanti verranno rese note tra qualche giorno tramite i classici hands-on.

 

 

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Lo smartphone Liquid Jade Primo non è altro che il prototipo mostrato da Acer ormai da diverso tempo, giunto finalmente alla sua release finale e con a bordo l'OS Windows 10 Mobile.

Il design dello chassis non è assolutamente cambiato nel tempo, così come la diagonale del display che rimane da 5.5"; si tratta di un pannello AMOLED 1080p (400 PPI) prodotto dalla soluzione Gorilla Glass 3, caratterizzato da un contrasto pari a 10000:1, bordi leggermente incurvati (finitura 2.5D) ed angolo di visuale pari a 176°. Il cuore di questo dispositivo è il SoC Qualcomm Snapdragon 808 (clicca qui per maggiori informazioni), affiancato da 3GB di memoria RAM e 32GB di spazio per archiviazione (non è chiaro se questo sarà espandibile o meno).

Liquid Jade Primo sfoggia inoltre una fotocamera posteriore con sensore da 21MPx coadiuvata da doppio flash LED (registrazione video 4K, apertura f.2/2), una fotocamera anteriore con sensore da 8MPx, connessione di rete 4G/LTE Cat. 6 e Wi-Fi 802.11 ac, porta USB Type C e Docking Station per supporto alla modalità Continuum inclusa nella confezione.

Liquid Jade Primo sarà disponibile in Europa dal mese di Febbraio e con prezzi a partire da 569€; maggiori informazioni sono disponibili tramite il comunicato stampa ufficiale, visionabile a questa pagina, mentre quelle mancanti verranno rese note tra qualche giorno tramite i classici hands-on.

 acer liquid jade 1 acer liquid jade 3    acer liquid jade 2

Acer Liquid Jade Primo: una sorta di fusione tra i Lumia 950 e 950XL di Microsoft?

Categoria: Mobile
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Come anticipato dalla stessa Microsoft all'inizio dell'anno, sembra sia finalmente giunto il momento di vedere in via ufficiale Windows 10 sullo Xiaomi Mi4, smartphone di punta della casa cinese. Su PhoneArena, infatti, leggiamo: “Today, company’s Founder and President, Lin Bin had posted an image on Weibo suggesting the Windows 10 for Xiaomi Mi4 will be officially launched on December 3rd. With this announcement, we can expect Microsoft to gain some increase in the Chinese user base. As of now, only the Mi 4 and Mi Pad 2 will be officially getting the Windows 10 OS update, and there are rumors about the Mi Note Pro also to get the Windows 10 build”.

 

 

Si tratterebbe del primo vero smartphone di terze parti (non Lumia, quindi) di un certo successo ad utilizzare il S.O. Windows Phone di MS, e che potrà finalmente fare luce sulle reali capacità del nuovo sistema operativo di Redmond. Se gli utenti Xiami si mostreranno soddisfatti del cambio Android → Windows non è detto che altre case non possano offrire ai propri clienti un'offerta simile.

Categoria: Mobile
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L'attuale moda lanciata da Apple, e poi ripresa da numerose altre aziende, di prodursi i SoC in casa per equipaggiare i propri terminali Mobile, sta gettando nello sconforto non solo gli investitori di Qualcomm, ma anche quelli di Mediatek, gigante asiatico che negli ultimi due anni ha saputo ritagliarsi una posizione di spicco in tale mercato.

 

 

Dopo l'annuncio del nuovo SoC realizzato da LG (Nuclun 2), e della volontà di entrare in questo ristretto club da parte di Sony e Xiaomi, il Co-CEO di MediaTek ha dovuto rassicurare i propri azionisti, affermando che le case economicamente capaci di fare questo salto sono oramai finite. Oltre a Sony, Apple, Samsung, Huawei, Xiaomi e LG non ci sono altre case che realizzeranno SoC in casa, ha affermato Jeffrey Ju, Co-CEO di MediaTek: "If they understand Mathematics, there will be no more smartphone providers to develop their own smartphone chips in terms of economic benefit. On the one hand, some smartphone providers may design their own chips. But on the other hand, some of their products may still use our chips".

La volontà di Amazon di utilizzare i SoC MediaTek, invece di realizzarne in casa, sembra dimostrare che il ragionamento di Ju sia fondato, ma se il costo di progettazione di un SoC dovesse diminuire alla velocità attuale (grazie all'ottimo lavoro svolto dalle aziende EDA), siamo sicuri che altre case non si uniranno a quelle sopra citate?

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Secondo quanto riporta Fudzilla (sì, siamo consci che non sia la miglior fonte sulla piazza …), LG avrebbe scelto TSMC per produrre il Nuclun 2, sebbene la versione Intel abbia mostrato prestazioni migliori, come abbiamo avuto modo di scrivere.

 

 

Abbiamo però deciso di scrivere questa news, nonostante la fonte originale, per aggiustare il tiro del simpatico Nick Farrell. Quest'ultimo afferma che LG avrebbe scelto TSMC perché Intel non sarebbe in grado di garantire una produzione sufficiente del Nuclun 2: “The dark satanic rumour mill has manufactured a hell on earth yarn that Intel will not be getting the work for LG’s Nuclun 2 because it lacks the production capacity”. Davvero Intel sarebbe a corto di capacità produttiva, quando le proprie FAB sono occupate tra il 50 ed il 60% secondo le voci che circolano? Davvero  TSMC potrebbe garantire una produzione più sicura, nonostante Apple stia acquistando come una disperata gli slot produttivi della fonderia di Taiwan per produrre i SoC A9 ed A9X?

Un motivo molto più realistico, a nostro parere, potrebbe riguardare i costi. Se da un lato il Nuclun 2 prodotto da Intel garantisce prestazioni superiori di un 10-15%, dall'altro lato il costo di produzione potrebbe essere molto più elevato in proporzione. A fronte di una frequenza superiore del 10%, Intel potrebbe richiedere un ricarico superiore del 30% (percentuale random) rispetto a TSMC (in un mercato selvaggio come quello Mobile, anche soli 2$ risparmiati a SoC è grasso che cola). Inoltre, cosa da non dimenticare, i problemi di resa produttiva in Intel non sono ancora stati risolti del tutto.

Per il momento, comunque, si tratta di un semplice rumor, quindi dovremo aspettare ulteriori conferme per conoscerne la veridicità.

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La moda dei sensore d'impronte negli smartphone, avviata da Apple, si sta espandendo come una piaga tra tutti i produttori di questi terminali. Anche Asus non ne sembra immune, secondo gli ultimi rumor.

 

 

Come abbiamo già avuto modo di osservare, i produttori di sensori d'impronta si stanno sfregando le mani in vista delle prossime uscite, ed in questo caso si tratta della taiwanese Elan Microelectronics e della cinese Goodix, come riporta Digitimes: “Asustek is likely to adopt fingerprint recognition solutions developed by Taiwan-based Elan Microelectronics and China-based Goodix for ZenFone 3, the sources indicated”.

Queste voci confermano l'utilizzo dei sensori d'impronte, a partire del 2016, anche negli smartphone di fascia media e bassa, al fine di attirare un maggior numero di compratori: “Consequently, adoption of fingerprint recognition technology for smartphones is on the rise and the technology's penetration in the smartphone market is expected to rise from 30% currently to 50% eventually, the sources said”.

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A circa tre mesi di distanza dal lancio del già di per se ottimo Mate S, Huawei alza ancor di più l'asticella dei dispostivi di fascia alta con il nuovo Mate 8.

Questo nuovo "phablet" riprende le linee e le forme del suo recente predecessore, sfruttandone le generose dimensioni per ospitare un display LCD IPS di tipo 2.5D avente diagonale da 6" e risoluzione 1080p (≈ 367 PPI).

A dare un discreto boost prestazionale per questo dispositivo ci pensa il nuovo e potente SoC proprietario Kirin 950, dotato di una CPU octa-core caratterizzata da architettura big.LITTLE e coadiuvata dalla prestante iGPU Mali T880MP4, realizzato con processo produttivo a 16nm FinFET; questo verrà accompagnato da 3GB/4GB di memoria RAM LPDDR4 dual-channel e 32GB/64GB/128GB di spazio per archiviazione, espandibile tramite microSD.

Non manca un ottima fotocamera posteriore da 16MPx con OIS e Phase Detection AutoFocus, una fotocamera anteriore da ben 8MPx, connettività completa e connessione di rete LTE Cat.6, parco sensori completo (fingerprint compreso), una non indifferente batteria da 4000mAh e la distribuzione Android 6.0 Marshmallow, con interfaccia proprietaria EmotionUI, ad amministrare il tutto.

Huawei-Mate-8-PRES

Huawei Mate 8 sarà disponibile  in Cina solo a partire dai primi mesi del 2016 in varie colorazioni (Champagne Gold, Mocha Brown, Moonlight Silver, Space Gray) secondo questi prezzi:

    • 3GB / 32 GB - 2.999¥ oppure 3.199¥ con migliore connettivià (circa 440€/470€ secondo la valuta attuale)
    • 4 GB / 64GB -  3.699¥ (circa 545€ secondo la valuta attuale)
    • 4 GB / 128GB - 4.399¥ (circa 650€ secondo la valuta attuale)

Al momento non sono state divulgate informazioni circa la disponibilità internazionale, ne riguardo alcune precise specifiche tecniche, ma siamo certi che queste non tarderanno ad arrivare (questo probabilmente debutterà come protagonista al prossimo CES 2016 di Las Vegas).

CARATTERISTICHE TECNICHE

DISPLAY - 6” 1080p IPS
SOC - HiSilicon Kirin 950 (4*Cortex-A53 + 4*Cortex-A57, iGPU Mali T880MP4)
RAM - 3 / 4 GB
ARCHIVIAZIONE - 32 / 64 / 128 GB, espandibile tramite microSD
FOTOCAMERA POSTERIORE - 16MPx, sensore Sony IMX298 (f/2.0) con OIS
FOTOCAMERA FRONTALE -  8MPx, sensore Sony IMX179 (f/2.4)
CONNETTIVITÁ - Wi-Fi, Bluetooth 4.0, LTE Cat.6, GPS, NFC
BATTERIA - 4.000 mAh
OS - Android 6.0 Marshmallow, interfaccia Emotion UI

Huawei-Mate-8 1

FONTE - Androidworld.it / HDBlog.it

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Il via lo ha dato Apple con i SoC della serie Ax, ed ora tutti i maggiori player del mercato degli smartphone stanno seguendo la medesima strada, producedo SoC in casa, sia per risparmiare sia per sfruttare al 100% quanto il SoC offettivamente offre  (molte funzionalità sono spesso disabilitate o non sfruttate dallo smartphone di turno).

 

 

I tool di sviluppo delle varie azienda EDA sono sempre più efficienti e facili da utilizzare, mentre le fonderie pure-play sono ora in grado di offrire nodi produttivi, anche planari, dall'ottimo rapporto qualità-prezzo, senza per questo dover acquistare quote di produzione eccessivamente elevate per poterne beneficiare. Così, dopo la casa di Cupertino, si sono aggiunte al club dei produttori di SoC Samsung, LG, Huawei e ZTE, ed altri sono sulla medesima via (Xiaomi su tutti).

Avril Wu, Senior Analyst presso TrendForce, ha affermato a tal proposito: “This rising trend of making APs in house will foremost benefit TSMC, the global leader in the semiconductor foundry business. In order to get the best performance out of their in-house APs, smartphone vendors will line up to use TSMC’s leading-edge 16nm technology to manufacture their chips. Their contracts with the foundry giant may even include the use of integrated fan-out wafer-level packaging (InFO WLP) technology. With the semiconductor market evolving rapidly, TSMC’s client base will continue to shift, from the initial customers such as AMD and NIVIDIA to AP leader Qualcomm and then to major smartphone vendors including Apple and Huawei during these two years”.

A beneficiare di questa situazione, quindi, non sono solo i produttori di SoC, ma anche le stesse fonderie, le quali potranno rientrare più velocemente dei costi supportati per modernizzare i propri impianti. Si tratta, in conclusione, di un gigantesco circolo virtuoso: l'utile per chip, sia per i produttori dei SoC sia per le fonderie, è davvero risicato, ma i numeri in gioco sono talmente elevati che si tratta di gioco che avvantaggia entrambe le parti (stiamo parlando di quasi un miliardo di SoC all'anno).

A soffrire di questa situazione sarà soprattutto Qualcomm, la quale offre sì i migliori SoC al mondo in quanto a feature integrate, ma che al momento sembrano stagnare nelle vendite a causa di un costo di acquisto eccessivamente elevato: i produttori di smartphone, tranne Apple e qualche raro caso, sembra siano maggiormente interessati a proporre terminali dal prezzo aggressivo, più che dalle feature ricercate (sensori di impronte a parte, oramai una moda).

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Come ormai da "tradizione", l'aggressiva Xiaomi ha tirato fuori dal cappello l'ennesimo "smartphone" economico dalle ottime caratteristiche tecniche; del Redmi Note 3 se ne parla già da diverso tempo, ma la presentazione ufficiale è avvenuta solo questa mattina.

Per questo nuovo modello, stilisticamente lontano dall'originale Redmi Note di Marzo '2014, l'ormai rinomata società cinese ha optato per uno chassis metallico (avente spessore massimo pari a 8.65mm e peso complessivo pari a 164g) che ricorda molto da vicino, sia per forme sia per design, i nuovi iPhone 6S di Apple.

Non manca al suo interno un discreto SoC, in questo caso il MediaTek Helio X10 octa-core Cortex-A53, accompagnato da 2GB/3GB di memoria RAM LPDDR3 e 16GB/32GB di memoria interna (a quanto pare non espandibile) a seconda della variante, una fotocamera posteriore da 13MPx con PDAF e flash LED bitonale, sensore d'impronte sul layout posteriore, una capiente batteria da 4000mAh (ricarica del 50% in una sola ora) e la ROM proprietaria MIUI 7 ad amministrare il tutto. Il display rimane "uguale" a quello del suo predecessore, ossia un ormai "classico" 5.5" con risoluzione 1080p (≈400 PPI).

Il debutto è fissato in Cina tra qualche giorno, precisamente il 27 di Novembre, al prezzo di 899/1099 RMB, equivalenti a circa 130/160€ secondo il cambio attuale. Davvero niente male. Ai tratta di un dispositivo che se importato al giusto prezzo nel nostro paese potrebbe fare gola a molti. Voi cosa ne pensate??

 

redmi note 3 pres

Queste le specifiche tecniche "complete" dichiarate:

- MediaTek Helio X10 processor, octa-core 64-bit Cortex-A53
- 2GB / 3GB dual-channel LPDDR3 RAM, 16GB / 32GB flash
- Full metal body in gold, silver, or dark grey
- Fingerprint sensor with 0.3s unlock, Trustonic TEE chip-level security
- 4000 mAh battery, 683 Wh/L high density, fast charging (50% in 1 hour)
- 13MP rear cam w/ PDAF (phase detection auto-focus), two-tone flash, 5MP front cam
- 5.5-inch Full HD, fully-laminated display, Xiaomi Sunlight Display technology
- Very thin (8.65mm at its thickest point), super light for a 5.5" device (164g)
- MIUI 7 Android-based OS
- 2GB/16GB @ 899 RMB, 3GB/32GB @ 1099 RMB

redmi note 3 pres 2

FONTE - HDBlog.it

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