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FinalWire ha rilasciato la versione 5.92 della propria suite di diagnostica e benchmarking AIDA64, la quale ora integra benchmark e utility di info espressamente studiate per le nuove CPU Skylake-X e KabyLake-X di Intel: “AVX2 and FMA optimized 64-bit benchmarks for 7th Generation Intel Core “Skylake-X” and “Kaby Lake-X” high-end desktop processors. Chipset information for Intel X299 “Union Point” south bridge, and for the integrated memory controller of Intel “Skylake-X” and “Kaby Lake-X” processors. AIDA64 benchmarks and System Stability Test utilize Advanced Vector Extensions 2 (AVX2), Fused Multiply-Add (FMA) instructions, and AES-NI hardware acceleration of the new Intel processors”.

FinalWire, infatti, è solita aggiornare il proprio software per far rendere al massimo ogni singola uArch di Intel ed AMD, così da mostrare i reali punti di forza e di debolezza di ogni prodotto di queste due case, senza fare favoritismi di sorta (Basti ricordare che è stato il primo software a sfruttare al 100% la Cache di Bulldozer).

Oltre a queste introduzioni, altre novità di rilievo sono le seguenti:

  • AVX2 and FMA accelerated 64-bit benchmarks for Intel "Skylake-X" and "Kaby Lake-X" CPUs
  • Improved support for AMD Ryzen 5 and Ryzen 7 processors
  • Support for Pertelian (RS232) external LCD device
  • Corsair K55 RGB LED keyboard support
  • Corsair Glaive RGB LED mouse support
  • 20 processor groups support
  • NVMe 1.3, WDDM 2.2 support
  • Advanced support for Areca RAID controllers
  • GPU details for AMD Radeon RX 500 Series
  • GPU details for nVIDIA GeForce GT 1030, GeForce MX150, Titan Xp

Ricordiamo che AIDA64 Extreme è disponibile sullo store ufficiale, a questo indirizzo, al prezzo di 28.90 Euro.

Per ulteriori informazioni riguardo AIDA64:

Intervista a Tamás Miklós, Lead Developer di AIDA64

L'utilizzo professionale di AIDA64? La parola a Tamás Miklós

Gli strumenti utilizzati dalla redazione - CAP 1: il SensorPanel di AIDA64

Categoria: Software
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Il lavoro da remoto sta divenendo, lentamente ma in maniera inarrestabile, sempre più frequente anche tra le medie e grandi imprese, le quali non vedono letteralmente l’ora di poter eliminare molti costi di gestione fissi, come ad esempio l’affitto o l’acquisto di uffici (Anche noi di B&C siamo caduti in questa spirale, ma non per volontà nostra: semplicemente non possiamo permetterci una redazione fisica, eheh!).

La fruizione delle teleconferenze, o comunque la possibilità di rimanere in contatto senza per questo condividere il medesimo luogo fisico di lavoro, sta diventando la normalità, e diverse importanti software house stanno cercando costantemente di rendere le applicazioni dedicate sia più facili da utilizzare, sia più sicure (Risulterebbe alquanto spiacevole essere spiati impunemente!).

Blizz by TeamViewer è una di queste applicazioni, e a distanza di appena due mesi dal lancio sono state effettuati più di un milione di minuti di streaming online. Punti cardine di Blizz sono la facilità di utilizzo, l’estrema flessibilità e l’attenzione alla sicurezza: “La soluzione Blizz by TeamViewer offre un processo di configurazione semplice, che consente agli utenti di dare inizio e partecipare ai meeting in modo istantaneo tramite un’interfaccia web sul sito www.blizz.com. Inoltre, i meeting con un massimo di 300 partecipanti possono tenersi su dispositivi Windows, MacOS, Android e iOS. TeamViewer offre una soluzione sicura, interamente crittografata che si può registrare sul dispositivo del presentatore e/o dell’organizzatore, offrendo funzionalità di condivisione dello schermo sui dispositivi mobili con la miglior qualità possibile”.

Se siete interessati a Blizz by TeamViewer, e magari siete stanchi di Skype, potete provarlo gratuitamente (Fino a 10 partecipanti), seguendo le istruzioni sul sito ufficiale!

Qui, invece, il listino prezzi.

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WonderFox, per queste festività di Pasqua, ha avviato una campagna a premi attraverso cui sarà possibile vincere delle licenze di diversi eccellenti software.

Per partecipare basta cercare di completare le varie sfide, così da accaparrarvi le key a costo 0! Attualmente è possibile aggiudicarsi HD Video Converter Factory Pro e WonderFox DVD Ripper Pro, mentre in fondo alla pagina è possibile scaricare gratuitamente altri software d'utilità.

Categoria: Software
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AOMEI, azienda leader nella realizzazione di software dedicati al backup dei dati, ha rilasciato una versione gratuita della propria suite Backupper, così da offrire agli utenti PC un metodo veloce ed affidabile per salvare i propri dati, considerata la minaccia del Ransomeware  WannaCry.

Il software è disponibile al download a questo indirizzo, e qui di seguito potete leggere il comunicato ufficiale di AOMEI: “We just released AOMEI Backupper Free, Especially for WannaCry Ransomeware today. It would be a great helper for all users. They can backup all their important files, system or entire disk to a safe external hard disk to ensure their data’s secure. What is more, even if computer has already been infected with Ransomware, they can still use it to create image files in System Backup, Disk Backup, Partition Backup not only to prevent from more serious data loss caused by disoperation or a new mutation of Ransomware, but also “froze” the countdown of Ransomware”.

Quindi, se temete per I vostri dati, e volete un salvari in maniera veloce ed indolore, questa è un soluzione di cui tenere conto.

Maggiori informazioni qui.

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FinalWire ha rilasciato una nuova versione di AIDA64, ora pienamente compatibile con i processori Ryzen di AMD, e naturalmente a breve pubblicheremo i nostri risultati, confrontandoli con quelli ottenuti con le versioni passate (I benchmark sono stati aggiornati per sfruttare la uArch "Zen" di AMD). AIDA64 è eccellente per testare l’hardware, anche se si tratta di benchmark sintetici, in quanto utilizza algoritmi e funzioni sfruttate in ambito Business ed Enterprise su larga scala. Non meno importante, i ragazzi di FinalWire sanno come tirare fuori il meglio dalle più recenti uArch (E prima delle Software House concorrenti!), qui un esempio.

 

 

Qui di seguito le funzionalità integrate nella nuova versione:

  • AVX2 and FMA accelerated 64-bit benchmarks for AMD Ryzen "Summit Ridge" processors
  • Microsoft Windows 10 Creators Update support
  • Optimized 64-bit benchmarks for Intel "Apollo Lake" SoC
  • Improved support for Intel "Cannonlake", "Coffee Lake", "Denverton", "Kaby Lake-X", "Skylake-X" CPUs
  • Preliminary support for AMD Zen server processors
  • Preliminary support for Intel "Gemini Lake" SoC and "Knights Mill" HPC CPU
  • NZXT Kraken X52 sensor support
  • Socket AM4 motherboards support
  • Improved support for Intel B250, H270, Q270 and Z270 chipset based motherboards
  • EastRising ER-OLEDM032 (SSD1322) OLED support
  • SMBIOS 3.1.1 support
  • Crucial M600, Crucial MX300, Intel Pro 5400s, SanDisk Plus, WD Blue SSD support
  • Improved support for Samsung NVMe SSDs
  • Advanced support for HighPoint RocketRAID 27xx RAID controllers
  • GPU details for nVIDIA GeForce GTX 1080 Ti, Quadro GP100, Tesla P6

 

Ricordiamo che AIDA64 Extreme è disponibile sullo store ufficiale, a questo indirizzo, al prezzo di 28.90 Euro.

Per ulteriori informazioni riguardo AIDA64:

Intervista a Tamás Miklós, Lead Developer di AIDA64

L'utilizzo professionale di AIDA64? La parola a Tamás Miklós

Gli strumenti utilizzati dalla redazione - CAP 1: il SensorPanel di AIDA64

Categoria: Software
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Uno dei primi benchmark utilizzati per mostrare le ottime potenzialità di Ryzen, soprattutto precedentemente alla presentazione ufficiale, è stato CPU-Z con la sua utility integrata. Questa metteva ben in evidenza le enormi potenzialità di Ryzen con determinati carichi di lavoro, soprattutto quando veniva utilizzato il Multi-Threading, arrivando addirittura a superare Broadwell-E.

Il team di sviluppo di CPU-Z, però, ha deciso di modificare il benchmark integrato, affermando che i risultati conseguiti da Ryzen non erano rappresentativi di quanto si vede in media attraverso i benchmark odierni, dove Ryzen è leggermente sotto sia alla uArch Broadwell-E sia alla uArch Skylake: "After a deep investigation, we found out that the code of the benchmark felt into a special case on Ryzen microarchitecture because of an unexpected sequence of integer instructions. These operations added a noticeable but similar delay in all existing microarchitectures at the time the previous benchmark was developed. When Ryzen was released, we found out that their ALUs executed this unexpected sequence in a much more efficient way, leading to results that mismatch the average performance of that new architecture". Quindi, Ryzen offre un'efficienza decisamente maggiore con determinati carichi di lavoro, rispetto alle uArch precedenti.

Il benchmark sintetico integrato è stato così riscritto, determinando un pesante ridimensionamento delle prestazioni delle CPU Ryzen, ora poco più prestanti (circa il 35%) in quanto ad IPC delle CPU Core 2 Duo di Intel (Anni 2006-2007). Non solo, ma se prima in MT le CPU Ryzen davano la polvere alle CPU Intel, ora vediamo che un R7 1600X (6C/12T) è solo il doppio circa più veloce di un i5-6500 (4C/4T) a parità di frequenza.

Così, dopo questo aggiornamento al benchmark integrato, si è arrivati al risultato opposto. La cosa che fa più sorridere, è che secondo le voci di corridoio il benchmark di CPU-Z è stato riscritto in maniera da garantire un’esecuzione più lineare dei calcoli, senza salti e quindi senza un utilizzo massiccio dell’unità di Branch Prediction. Questa scelta va sicuramente a discapito del lavoro fatto da AMD per Ryzen, ampiamente pubblicizzata con il brand “Neural Net Prediction”. Il fatto che per il momento i software non sfruttino queste caratteristiche di Ryzen, non significa che non lo faranno i software in futuro, ed il benchmark integrato di CPU-Z lo avrebbe potuto mostrare limpidamente (In ambito server queste feature saranno sicuramente sfruttate).

Tutto ciò ci riporta alla mente la scelta, nel 2006, di utilizzare quale benchmark di riferimento per le recensioni SuperPi, al fine di mostrare le migliori prestazioni dei Core 2 Duo nei confronti degli Athlon 64. Oppure, tornando ancora più indietro nel tempo, si scelse di cestinare la suite Winstone (Una vera e propria istituzione all’epoca!) per sfruttare i videogame (Quake e Forsaken in primis) quando ci si accorse che l’economico Cyrix M1 letteralmente devastava le costosissime CPU Pentium nei software dedicati alla produttività.

Per il momento, comunque, non possiamo andare oltre con le supposizioni, in quanto le informazioni sono ancora limitate riguardo questo cambio di rotta di CPU-Z. E voi, lettori, cosa ne pensate?

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Tramite un post sul proprio forum, il team che sviluppa l’utility di stress test Prime95 ha pubblicizzato il rilascio della versione beta 29.1 Build 13/14, la quale va a risolvere alcune problematiche incontrate.

 

 

La più interessante tra queste, almeno per noi, è quella relativa allo smistamento dei thread con le uArch più recenti (In particolare, possiamo affermare, Zen):

  • Faster trial factoring for machines that support FMA (Haswell and later). Multi-threaded trial factoring now supports more than one thread sieving for small primes.  Several tuning parameters added - see undoc.txt.
  • The portable library, hwloc, for analyzing a machine's topology is now used. This replaces the buggy code prime95 used to detect hyperthreading.  It also eliminates the need for AffinityScramble2. Running a benchmark will output this topology information to results.txt.
  • AVX-512 trial factoring support added.
  • Dialog box for benchmarking added.
  • In the Test/Worker Windows dialog box you no longer choose how many threads each worker uses.  Instead, you choose how many CPU cores each worker uses. There affinity options have been removed.  There are two new options that will decide if each worker also uses hyperthreading.
  • Window 64-bit version can miss some factors doing TF on a machine with AVX2 support.
  • Linux and FreeBSD versions did not create save files during a SIGTERM.

Poiché abbiamo utilizzato Prime95 nelle settimane scorse per testare la stabilità delle nostre CPU Ryzen sia in overclock sia in undervolting, nei prossimi giorni cercheremo di rifare i test con questa versione aggiornata, teoricamente più pesante da gestire.

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L’utility gratuita di partizionamento realizzata da AOMEI, “Partition Assistant”, giunge alla versione 6.3. Questa introduce due interessanti novità.

La prima è la possibilità di scrivere le immagini ISO di Windows 7 su penna USB (Ma è possibile sfruttarla anche per scrivere altre ISO).

La seconda novità di rilievo è la possibilità di sfruttare  Partition Assistant per il ripristino di sistema, anche in combinazione con le immagini realizzate attraverso AOMEI Backupper (Qui la nostra prova).

Ricordiamo che Partition Assistant è completamente gratuito, e permette di gestire anche le partizioni GNU/Linux, cosa impossibile con gli strumenti messi a disposizione da Windows. Vi invitiamo quindi a provarlo, in quanto potrebbe tornarvi utile in diverse occasioni.

Link per il download.

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WonderFox comunica che fino al 16 Febbraio sarà possibile scaricare e attivare gratuitamente WonderFox DVD Ripper Pro, un ottimo programma di rippaggio e conversione video:

 

 

Queste le caratteristiche principali del software:

  • Rip DVD to computer, phone, tablet, TV and more.(300+ formats and devices are supported)
  • Back up damaged old DVD to fix scratched DVD
  • Provide the fastest DVD-to-digital conversion speed
  • Remove/bypass DVD CSS, Region Code, Multi-angle, RCE, Sony ARccOS, UOP, Disney X-Project DRM and Cinavia Protection

 

Vi sono comunque delle limitazioni all'utilizzo di questo software avuto del tutto gratuitamente: non sarà possibile sfruttare il servizio assistenza gratuito, e non sarà possibile aggiornare/patchare il software se non pagando la licenza.

 

WonderFox DVD Ripper Pro è scaricabile a questo indirizzo.

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Se da un lato i Chromebook (Equipaggiati principalmente con CPU Intel) cominciano a mangiare importanti quote di mercato a Microsoft sul mercato statunitense, dall’altro lato Microsoft si prepara a utilizzare i SoC ARM per equipaggiare i primi PC Windows-Based a partire dalla fine di quest’anno. La granitica alleanza WinTel, che anni fa sembrava indissolubile, sembra essere stata definitivamente intaccata dal successo dei terminali Mobile ed Ultra-Mobile.

Questi PC 2in1/Tablet saranno equipaggiati almeno inizialmente con il SoC Qualcomm Snapdragon 835, mantenendo così una certa continuità con i terminali Windows Phone Lumia, anch’essi animati dai SoC della famiglia Snapdragon. Il SoC di Qualcomm permetterà di realizzare PC dotati di connessione WiFi 802.11ad, Modem LTE 4G, Bluetooth 5.0, GPS/Glonass e molto altro (Qui la pagina ufficiale del SoC).

La scelta di utilizzare un unico SoC consentirà inoltre a Microsoft di concentrarsi sulle funzionalità del SO e sulla correzione di eventuali bug, evitando le inevitabili complicazioni che si hanno quando si utilizzano CPU/SoC di svariate case. Probabilmente in un secondo momento, quando il SO sarà maturo, lo potremo utilizzare con altri SoC (Qualcuno ha detto K12 di AMD?!).

Non va poi dimenticato che Microsoft, almeno nel mercato Embedded ed Industriale, ha un’esperienza più che decennale con l’ISA ARM (Basti vedere il rilascio di Windows IoT per Raspberry Pi). Quindi, questa ultima evoluzione dedicata al mercato Consumer è semplicemente una tappa lo logica per la dirigenza di Redmond, impegnata nel mantenere la propria leadership di mercato: se x86 non tira più, ci si allea con il nuovo protagonista, ARM.

Questo cambio di rotta di Microsoft, inoltre, potrebbe fare decisamente comodo a Qualcomm, attualmente attaccata sul fronte legale da diverse case e Corti nazionali (Apple, Cina, Corea del Sud, ecc). Se dovesse divenire il principale fornitore dei SoC per i PC Windows on ARM, e se questi dovessero avere il successo sperato dalla casa di Redmond, si potrebbe aprire una seconda età dell’oro per Qualcomm.

In ultimo, riguardo la compatibilità dei software x86, ancora non si conosce la strada che intende percorrere Microsoft. Comunque, con tutta probabilità, i software Made in Redmond (Office su tutti) verranno ricompilati per ARM, mentre i software delle altre case potrebbero essere utilizzati tramite emulazione, almeno fino alla loro ricompilazione. Quindi, dovessero stare così le cose, almeno dal punto di vista didattico, questi PC potrebbero rivelarsi eccellenti per contrastare i Chromebook.

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Secondo le ultime notizie, NVIDIA starebbe spingendo i propri utenti ad installare il software GeForce Experience nel caso si volesse giocare ai titoli dati in bundle con le schede. NVIDIA ha deciso di fare questo per evitare che gli utenti possano rivendere le chiavi gioco, di fatto pagando meno la scheda video. Ma questa è solo l’ultima notizia controversa riguardo questo software.

 

 

La storia inizia due anni fa, quando NVIDIA offrì agli utenti delle schede video Titan X il gioco The  Witcher 3 per diventare di fatto delle cavie da laboratorio. In seguito NVIDIA decise di rendere obbligatoria la registrazione per sfruttare le funzionalità avanzate di GeForce Experience (Adducendo diverse motivazioni, quale la possibilità di ottimizzare al meglio il software).

Se il trend dovesse rimanere stabile, continuando sulla medesima strada, non è detto che NVIDIA non decida di legare in maniera ancora più stretta l’hardware e l’utente, proprio come fece DEC circa 30 anni fa con le proprie Workstation. Al tempo DEC era padrona del mercato Workstation, proprio come oggi NVIDIA lo è del mercato delle schede video: “DEC changed several other business practices during  this period.  For example, they decreed that software licenses would no longer transfer to the new owner when somebody sold a used piece of equipment.  This meant, every time a transaction occurred on the used hardware market, the end user would need to bu y new software licenses from DEC.   This policy further infuriated customers and resell ers.  DEC eventually rescinded the no- transfer policy for operating systems.  However, typical of DEC business practices, the devil is in the details.  DEC kept the policy in force for layered products - even layered products required for the hardware to work.  This meant that DEC demanded - and usually got - a piece of every used equipment transaction” (Fonte).

Questo significa che in un prossimo futuro potremmo dover pagare una piccola tassa a NVIDIA per comprare/vendere una scheda video nel mercato dell’usato? È possibile.

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