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Ha creato un certo scalpore la pubblicazione di una ricerca sul mercato delle GPU in ambito PC da parte della società di analisi Jon Peddie Research (Da ora JPR).

 

 

Questa ricerca, in particolare, ci informa riguardo le quote di mercato nel settore delle GPU possedute da AMD, Intel, nVidia e da altre case minori (XGI, VIA, ecc). Veniamo a scoprire che le quote di mercato di AMD, rispetto allo scorso quadrimestre, sono diminuite del 10,4%, passando dal 20,7% al 18,3%. Nel mentre, le quote di Intel ed nVidia sono aumentate, passando rispettivamente dal 62,9% al 65,1% e dal 16,3% al 16,6%.

Come è possibile questo risultato, se le vendite di APU e GPU da parte di AMD sono migliorate rispetto ai quadrimestri precedenti? Molto semplicemente perché è una ricerca alquanto singolare.

Come viene riportato sullo stesso sito della JPR, sebbene non siano stati conteggiati gli smartphone, i server x86 o i tablet ARM, sono stati comunque conteggiati quali PC i tablet x86 (es. Surface Pro) e i Chromebook basati CPU x86: “Our findings include discrete and integrated graphics (CPU and chipset) for Desktops, Notebooks (and Netbooks), and PC-based commercial (i.e., POS) and industrial/scientific and embedded. This report does not include handhelds (i.e., mobile phones), x86 Servers or ARM-based Tablets (i.e. iPad and Android-based Tablets), or ARM-based Servers. It does include x86-based tablets, and x86-based Chromebooks”. Non solo Desktop e Notebook, quindi.

I Chromebook, i Surface Pro (e cloni) e i Tablet x86 con Android vengono conteggiati tra i Notebook, quindi si spiegano bene i risultati avuti da AMD ed Intel in tale settore. La prima ha visto le APU diminuire del 26,7% rispetto al quadrimestre precedente, mentre Intel ha visto aumentare la presenza delle proprie GPU dello 5,1%. Con questo non vogliamo mettere in dubbio acriticamente il fatto che la vendita delle APU di AMD sia in calo (a causa di una cronica mancanza di offerta), ma questo calo nella ricerca della JPR è stata messa in risalto dall'introduzione di terminali che da molti non vengono considerati come veri e propri PC, i Chromebook con ChromeOS e ed i Tablet x86 Android.

Passando a Nvidia, questa ha visto un aumento nel settore PC (Desktop e Notebook) dello 0,9% grazie agli ottimi risultati conseguiti dalla divisione grafica in ambito gaming: le GeForce hanno spopolato nel vero senso della parola nella seconda metà del 2013. Percentuale che però sarebbe stata maggiore se non fosse stata influenzata dall'introduzione di terminali atipici.

Detto questo, i risultati offerti dalla ricerca della JPR vanno letti con molta attenzione, in quanto sono state fatte delle scelte alquanto discutibili: ad esempio, perché un Tablet x86 con Android è da considerarsi un PC, mentre un Tablet ARM no? Ugualmente, può un Chromebook x86 con ChromeOS essere considerato un PC, mentre un Chromebook ARM, con il medesimo sistema operativo, no?

Categoria: Hardware
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stack 1 introSul sito coreano di Coolenjoy è stato presentato un sistema di raffreddamento home-made per CPU completamente passivo basato sull'effetto camino (stack effect), ovvero il principio per cui l'aria calda sale rapidamente verso l'alto in quanto meno densa di quella normale.

Il sistema è costituito da un blocco in alluminio ancorato al socket della CPU a mo' di dissipatore normale. Il blocco presenta 36 forature nelle quali sono stati inserite altrettanti tubicini vuoti realizzati in rame. I tubi presentano le due estremità forate ed hanno il compito di concentrare al loro interno il calore generato dalla CPU per spingerlo in maniera naturalmente verso l'alto. Il loro numero è elevato in quanto più tubicini ci sono più aumenta la superficie a disposizione per lo scambio termico. La particolare lunghezza e le due curve a 90° servono per far sfiatare l'aria fuori dal case e per poter montare un'eventuale scheda video su una maiboard Full-ATX all'interno di un case appositamente sviluppato per questa soluzione.

stack 4

Dalle prove effettuate dal sito, su una piattaforma con mobo mini-ITX, questa soluzione di raffreddamento "artigianale" è riuscita a tenera a bada una CPU Core i5-4440 (3.2GHz, Haswell 4C/4T, 84W) senza l'ausilio di nessuna ventola, facendo registrare sotto stress una temperatura massima di 70°C.

Categoria: Hardware
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gtx-750 Nvidia ha ufficialmente presentato le schede GeForce GTX 750 Ti e GTX 750, soluzioni basate sulla prima generazione dell'architettura Maxwell della quale abbiamo svelato i dettagli principali nei giorni scorsi.

Questa volta l'azienda di Santa Clara parte dai segmenti di fascia media e medio-bassa puntando tutto sull'elevata efficienza energetica del nuovo chip GM107. Non c'è quel salto prestazionale che ci si attende dall'introduzione di una nuova generazione (non a caso le schede sono state inserite nella stessa famiglia GTX 700 di Kepler) ma solo un netto miglioramento del rapporto performance per watt grazie alla nuova organizzazione degli Streaming Multiprocessors e all'aumento della cache L2.

Nvidia è stata brava a raggiungere un livello di consumi cosi basso senza appoggiarsi ad un nuovo processo produttivo, ricordiamo che la tecnologia è sempre quella a 28nm di TSMC, ma tutta questa efficienza è in parte vanificata dalla scelta di praticare un prezzo non coerente con le attuali schede presenti sul mercato, sia della concorrenza che della stessa casa del camaleonte verde.

Le GTX 750 Ti e GTX 750 sono schede con consumi ridotti, ma come prestazioni vengono costantemente superate dalle proposte della rivale AMD. Ci riferiamo alla Radeon R7 265 e alla R7 260X.

A questo aggiungiamo che dal punto di vista delle feature hardware la GPU GM107 non introduce nulla di nuovo rispetto al GK107: basta dire che Nvidia supporta in maniera completa solo le D3D11_0 e che la capacità in tessellation/calcoli geometrici è rimasta invariata (una sola GPC) mentre AMD si è già spinta oltre, con le DX 11.2, e nella stessa fascia di prezzo è in grado di eseguire due primitive per clock (sia con la R7 265 che con R7 260X).

kepler vs maxwell

La tabella seguente ripota le specifiche dei due prodotti:

NVIDIA GeForce GTX 750 Ti NVIDIA GeForce GTX 750
GPU Codename GM107-400 GM107-300
GPU Process 28nm 28nm
Die Size 148mm2 148mm2
Transistors 1.87 Billion 1.87 Billion
Cores 640 CUDA 512 CUDA
Core Clock 1020 MHz 1020 MHz
Boost Clock 1085 MHz 1085 MHz
Memory 2 GB GDDR5 1 GB GDDR5
Memory Clock 5.4 GHz 5.0 GHz
Memory Bandwidth 86.4 GB/s 80 GB/s
Power Connectors NO NO
TDP 60W 55W
Price 140 Euro 110 Euro

 

Di seguito le recensioni online:

In sintesi il GM107 è più un chip grafico per notebook che per sistemi desktop e le schede video GeForce GTX 750-series sono delle soluzioni interessanti solo per gli assemblatori OEM e per gli utenti che desiderano allestire postazioni HTPC da gaming a basso consumo energetico. Se siete alla ricerca di prodotti dal miglior rapporto prezzo/prestazioni le strade da seguire sono altre.

nvidia-maxwell-geforce-gtx-750-ti

Categoria: Hardware
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L'overclocker olandese Rsnubje ha portato il core ARM della piattaforma Raspberry Pi (qui la nostra recensione) dalla frequenza originale di 700 MHs a ben 1500 MHz.

Rsnubje si è servito di un sistema di raffreddamento Single Stage Phase-Change per abbassare la temperatura della SoC a -20° C e di una scheda EPower di EVGA per gestire e far salire la tensione di alimentazione da 1.25v a 1.8v! (per la cronaca: la scheda EPower è grande tre volte il Raspberry Pi e costa il triplo, nda).

Con questi nuovi settaggi il RPi ha fatto registrare un punteggio all'HWBOT prime di 795.18 pps (primes per seconds), raggiungendo le prestazioni del SoC x86 Intel Atom Z520 (Silverthorne).

Rsnubje sostiene che il RPi è in grado è superare gli 1.5GHz ma in questo momento la limitazione più grande è il software per la gestione dell'overclock.

There is a lock to go above 1500MHz :( I'm pretty sure it can go higher.

image id 1121998

FONTE: Hardware.Info

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Tre settimane fa abbiamo scritto di come Micron Technology, in questo momento, sia in vantaggio temporale rispetto a Samsung ed Hynix relativamente alla produzione di memorie Dram LPDDR4, e che questo potrebbe portare alle casse di Micron dei notevoli benefit.

 

 

Ugualmente, sappiamo che Samsung e Hynix stanno viaggiando a velocità di riposo, in quanto la produzione di chip Dram non sta occupando pienamente la capacità delle FAB delle due coreane, per ovvi motivi speculativi, come dimostrano anche i risultati di fine anno di Hynix.

Samsung, quindi, ha deciso di aprire le danze, aumentando la produzione di chip Dram per mobile, utilizzando il nuovo nodo produttivo a 25nm, così da limitare il vantaggio di Micron. Samsung punterà sulle memorie LPDDR3 @25nm, vendendole a prezzi stracciati, evitando che molti produttori abbiano un qualsiasi interesse nell'utilizzare i più veloci, e più costosi, chip LPDDR4 @30nm di Micron.

L'unica speranza per Micron, a questo punto, è ricevere qualche corposa commessa da parte quei produttori che vogliono realizzare terminali (tablet o smartphone) che puntano alle migliori prestazioni, senza compromessi. Uno di questi clienti potrebbe essere Apple, con il prossimo iPhone 6, equipaggiato con il SoC A8, il quale è dotato di IMC per le LPDDR4.

Categoria: Hardware
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amd g evoL'AMD Gaming Evolved App è un programma sviluppato da AMD e Raptr che consente di ottimizzare in automatico le impostazioni grafiche dei giochi sui sistemi PC basati su GPU Radeon.

Purtroppo l'attuale scarsa diffusione non consente ad AMD di avere un gran numero di dati a disposizione e per incentivarne l' utilizzo la casa di Sunnivale ha deciso di applicare un sistema di ricompense e premi.

Il sistema è denominato AMD Rewards e consente ai videogiocatori di convertire i punti guadagnati con l’app AMD Gaming Evolved in premi, tra cui: schede grafiche Sapphire Radeon R9 Series, giochi gratuiti, cuffie gaming ASTRO, abbonamenti GameFly, occhiali GUNNAR per gaming, sconti e altro ancora.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.

raptr1

Di seguito il link per scaricare l'applicazione:

 

 

Categoria: Hardware
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Su Linkedin è visibile all'utenza il profilo di un ingegnere elettronico di AMD, Saket Doshi, il quale ha lavorato sia su Kaveri, sia su Carrizo, ed ora sta lavorando sui SoC della casa di Sunnyvale.

 

 

Quello che ci interessa, comunque, è il fatto che si citi il nodo a 28nm sia per Kaveri sia per Carrizo, ma nei due casi Doshi li chiama in modo diverso. Per Kaveri si tratta dell'ormai conosciuto 28SHP BULK, mentre per Carrizo si cita il misterioso GF28A: “Lead designer for DFT logic on 28 nm (GF28A) Carrizo SoC” (DFT= Design for Test).

 

 

Sappiamo che GlobalFoundries sta puntando attivamente sulla tecnologia FD-SOI, e che la produzione in volumi sarebbe già possibile da oggi nella FAB di Dresda (con nodo a 28nm). Se andiamo a cercare informazioni riguardo questo processo produttivo sul sito di GloFo, però, non troveremo nulla. Se invece facciamo una ricerca generale su Internet veniamo a scoprire alcune informazioni che potrebbero rivelarsi utili.

Il brevetto US5960270 (di Motorola), chiamato “Method for forming an MOS transistor having a metallic gate electrode that is formed after the formation of self-aligned source and drain regions”, richiama al misterioso “28A” (il nome del nodo potrebbe essere stato scelto nelle maniere più assurde), ma soprattutto richiama ad un secondo brevetto, depositato da AMD nel 2005, l'US6888198, intitolato: “Straddled gate FDSOI device”. Colui che ha lavorato per AMD alla realizzazione di questo brevetto è Zoran Krivokapic, il quale attualmente lavora proprio per GlobalFoundries.

Sempre qualche mese fa abbiamo avuto notizia che AMD penserebbe di realizzare Carrizo sui 20nm (non sappiamo con sicurezza se su processo BULK o FD-SOI), e Doshi è stato spostato di recente alla realizzazione dei SoC AMD @20nm.

Il tutto è ancora molto vacuo, ma forse la nebbia su Carrizo potrebbe diradarsi a breve.

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NVIDIA GeForce GTX Titian Black iconOltre alle GTX 750 Ti e GTX 750, nella giornata di ieri Nvidia ha lanciato la GTX Titan Black. La scheda si posizione come nuova top di gamma tra le proposte GeForce del produttore americano e costituisce un semplice potenziamento dell'attuale GTX Titan.

GTX Titan Black è equipaggiata con la GPU full-GK110 (2880 CC e 240 TMU) - come la GTX 780 Ti - ma a differenza di quest'ultima puo' contare su tutte le unità DP (Double Precision) attive e su un quantitativo di VRAM doppio.

Rispetto alla precedente GTX Titan, non cambia il prezzo (pari sempre a 999 Dollari) il PCB (troviamo ancora 24 chip di GDDR5 da 2Gbit) così come il sistema di raffreddamento (l'unica differenza estetica visibile è la scritta GTX Titan in nero e le alette del radiatore di colore Ceramic Black). Cambiano invece le frequenze di clock, che risultano più elevate sia della GTX Titan sia della GTX 780 Ti.

Tralasciando la scritta GeForce che accompagna questo prodotto, a nostro avviso la GTX Titan Black è una buona scheda per il GPU Computing di base grazie alle alte prestazioni con i calcoli in virgola mobile a doppia precisione, possiamo definirla una sorta di Quadro/Tesla di fascia entry-level, ma nel segmento del gaming puro paga la scelta di un prezzo di commercializzazione decisamente troppo elevato rispetto alla GTX 780 Ti e alla Radeon R9 290X.

GTX Titan Black GTX 780 Ti GTX Titan GTX 780
Stream Processors 2880 2880 2688 2304
Texture Units 240 240 224 192
ROPs 48 48 48 48
Core Clock 889MHz 875MHz 837MHz 863MHz
Boost Clock 980MHz 928MHz 876MHz 900MHz
Memory Clock 7GHz GDDR5 7GHz GDDR5 6GHz GDDR5 6GHz GDDR5
Memory Bus Width 384-bit 384-bit 384-bit 384-bit
VRAM 6GB 3GB 6GB 3GB
Double Precision (FP64) 1/3 FP32 1/24 FP32 1/3 FP32 1/24 FP32
TDP 250W 250W 250W 250W
N. Transistor 7.1 mld 7.1 mld 7.1 mdl 7.1 mld
Manufacturing Process 28nm 28nm 28nm 28nm
Price (Dollari USA) 999 699 999 649

 

 

 

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Con la presentazione ufficiale avvenuta tre giorni fa, anche Toshiba aggiunge al suo portfolio, HDD dalla capacità superiore ai 4 TB. Pensati principalmente per ambito enterprise e quindi capaci di gestire elevati carichi di lavoro con possibilità di memorizzazione dei dati di tipo nearline (near online), la famiglia di dischi della serie MG04 da 7200rpm viene offerta sia con connessione SAS che con connessione SATA, entrambe da 6 Gb/s; per il resto, poche son le differenze che distinguono le due versioni, e molte le caratteristiche in comune.

Per entrambe le connessioni infatti, son infatti previsti modelli con 4 diverse capacità (2, 3, 4 e 5 TB) con settori da 512B o da 4KB (Advanced Format), oltre che stessi tempi di seek time, latency e bandwidth. A variare, principalmente, è la dimensione della cache, da 64 MiB in modalità FIFO (First In First Out) per le versioni con interfaccia SAS e da 128 MiB per le versioni con interfaccia SATA.


Opzionalmente inoltre, viene offerto il supporto alla Persistent Write Cache per salvaguardare la scrittura dei dati in caso di un’improvvisa mancanza dell’energia elettrica e migliorarne le prestazioni attraverso la scrittura costante dei dati nella cache e alla Sanitize Instant Erase (SIE) che al posto di effettuare lunghe operazioni di sovrascrittura dei dati in caso di formattazione, semplicemente rigera la chiave di crittografia, invalidando così tutti i dati precedentemente salvati dall’utente.

 

Specifiche tecniche

Interface

SAS-2.0 / SATA 3.0

Model Number
(SAS)

MG04SCA200E
MG04SCA200A
MG04SCA200EY
MG04SCA200AY

MG04SCA300E
MG04SCA300A
MG04SCA300EY
MG04SCA300AY

MG04SCA400E
MG04SCA400A
MG04SCA400EY
MG04SCA400AY

 MG04SCA500E
MG04SCA500A
MG04SCA500EY
MG04SCA500AY 

Model Number
(SATA)

MG04SA200E
MG04SA200A
MG04SA200EY
MG04SA200AY

MG04SA300E
MG04SA300A
MG04SA300EY
MG04SA300AY

MG04SA400E
MG04SA400A
MG04SA400EY
MG04SA400AY

MG04SA500E
MG04SA500A
MG04SA500EY
MG04SA500AY

Capacity

2 TB

3 TB

4 TB

5 TB

Buffer

64 MiB FIFO / 128 MiB

Rotational Speed

7200 rpm

Average Latency

4.17 ms

Average Seek
Time (Read)

8.5 ms

Average Seek
Time (Write)

9.5 ms

 Sustained Transfer Speed (Max.)

 175 MiB/s

 185 MiB/s

 205 MiB/s

MTTF

1,200,000 hours

Power Consumption
Low Power Idle 

 6.2 W Typ.

Power Consumption
Read/Write 

11.3 W

Acoustics (Ready)

31 dB

 

In ogni caso, “alti”, per tutti i modelli, i consumi; è dichiarato infatti un consumo pari a 6,2W in idle e 11,3W. Questo, unito alle capacità offerte dai differenti modelli, riconduce, nonostante non sia stato esplicitato da Toshiba, l’utilizzo di piatti da 1TB, abbastanza standard ormai nel settore.

La commercializzazione prevista a partire dalla fine di questo mese, anche se non sono stati resi pubblici ancora i prezzi di questi modelli. 

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Intenzionata ad ampliare sempre più la propria offerta per quanto riguarda le soluzioni a basso costo/consumo, l'azienda Taiwanese Gigabyte ha ufficializzato una nuova motherboard in formato Mini-ITX basata su piattaforma Intel Bay-Trail.

A differenza della precedente J1800N-D2H, della quale abbiamo discusso circa due settimane fa, la nuova soluzione J1900-D3V si distingue principalmente per via di una CPU più potente. 

A bordo vi sarà infatti un più performante processore Intel Celeron J1900 (Bay Trail), il quale, nonostante possa beneficiare di ben 4 core al contrario dei precedenti 2, grazie al medesimo TDP di 10W mantiene il raffreddamento passivo.

Le restanti caratteristiche tecniche della motherboard restano invariate ad eccezione dell'assenza di una porta HDMI, sostituita da una DVI; trovano inoltre posto ben 4 porte USB 3.0, al posto delle precedenti USB 2.0, e due ingressi di rete LAN.

 

J1900N 1

Questo è un estratto della press release ufficiale: 

"Designed for compact, small form factor PC systems and devices, the GIGABYTE J1900N is entirely fanless, making it ideal for always-on, mission critical systems, as well as noise-sensitive digital entertainment systems. Connectivity includes digital and analog display outputs via DVI-D and VGA ports, while a Mini PCI-E slot provides flexible Wi-Fi option and a PCI slot provides wide-range expansion card selections."

Al momento non sono state divulgate informazioni circa prezzo e la data di commerciarlizzazione nel nostro paese, ma è possibile preordinare questa motherboard su vari store online per circa $100/90€/£75.

Ci teniamo a precisare che la sola CPU ha un prezzo di listino pari a 82$.

Specifiche tecniche

GA-J1900N-D3V (rev. 1.0)

GA-J1800N-D2H (rev. 1.0) 

Dimensioni

Mini-ITX Form Factor
17.0cm x 17.0cm

Mini-ITX Form Factor
17.0cm x 17.0cm 
CPU

- Intel® Celeron® Processor J1900
- quad-core
- (2MB Cache, 2.00/2.42 GHz)

- Intel® Celeron® Processor J1800
- dual-core
- (1MB Cache, 2.41/2.58 GHz)

TDP 10 W 10 W
Socket FCBGA1170 FCBGA1170 
i-GPU

Intel® HD Graphics
688/854 MHz

Intel® HD Graphics
688/792 MHz 

RAM

- 2 x SO-DIMM DDR3L slots (DDR3 1.35V)
- 1066/1333 MHz
- Max. 8GB

- 2 x SO-DIMM DDR3L slots (DDR3 1.35V)
- 1066/1333 MHz
- Max. 8GB

Lan 2 x Realtek® GbE LAN chips (10/100/1000 Mbit) Gigabit LAN (?) 

Audio

Realtek ALC877 7.1 HD Audio Realtek ALC887  7.1 HD Audio 

Internal I.O.

2 x SATA 3Gb/s connectors
1 x CPU fan header
1 x system fan header
1 x front panel header
1 x front panel audio header
1 x S/PDIF Out header
1 x USB 2.0/1.1 header
1 x parallel port header
1 x Clear CMOS jumper
1 x chassis intrusion header
1 x debug card header

2 x SATA 3Gb/s connectors
1 x USB 2.0/1.1 header
1 x system fan header
1 x front panel header
1 x front panel audio header
1 x serial port header
1 x parallel port header
1 x S/PDIF Out header
1 x debug card header
1 x Clear CMOS jumper
1 x chassis intrusion header

Rear I.O.

1 x PS/2 keyboard port
1 x PS/2 mouse port
1 x D-Sub port
1 x DVI-D port
2 x serial ports
4 x USB 3.0/2.0 ports
2 x RJ-45 ports
3 x audio jacks (Line In, Line Out, Mic In)

1 x PS/2 keyboard port
1 x PS/2 mouse port
1 x D-Sub port
1 x HDMI port
1 x USB 3.0/2.0 port
4 x USB 2.0/1.1 ports
1 x RJ-45 port
3 x audio jacks (Line In, Line Out, Mic In) 

FONTE - FanlessTech

    J1900N 2J1900N 3

Categoria: Hardware
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Fino ad oggi il termine “domotica” è stato abbastanza vacuo. Sì, in linea generale sappiamo cosa significa e cosa ci si aspetta da una casa controllata da apparecchi informatici, ma di concreto abbiamo visto ben poco, se non nulla. Qualche frigorifero con installato Android per chattare su Facebook dalla cucina, dei tostapane ricchi di inutili feature, allarmi di casa un poco più evoluti, ma nulla di tutto questo funzionante attraverso un centro di controllo integrato ed unico.

 

 

Google, acquistando Nest per 3,2 mld di dollari, punta finalmente ad una domotica come la si vede nei film o la si legge nei romanzi di fantascienza. Isaac Asimov, nella prefazione alla raccolta di racconti fantasy “Storie di giovani maghi”, scrive: “Ecco perché, anche in questi tempi moderni (in cui sappiamo perfettamente che è l'energia a far funzionare le cose, e non gli improbabili fenomeni magici), ci divertiamo ancora a leggere racconti di magia: ci appassionano ancora, ci danno i brividi! Anche se leggiamo alla luce di una lampadina elettrica, col condizionatore d'aria in funzione, come ci piacerebbe poter comandare ad un demone – Illumina questa stanza e fa che sia bella fresca! –, come ci piacerebbe sentirlo rispondere – Ti ascolto mio signore, ti ubbisco –, piuttosto che premere un paio di pulsanti!” (Storie di giovani Maghi, Isaac Asimov, Mondadori Junior, 1987, Milano).

Su SeekingAlpha leggiamo: “Nest, founded by former Apple exec Tony Fadell (sometimes called the godfather of the iPod), has become a darling of the Silicon Valley startup scene by launching innovative, digitally-controlled home products that show an Apple-like design flair (and Apple-like pricing)”.

Ecco l'idea di Google, puntare ad una serie di prodotti integrati, capaci di essere controllati in maniera centralizzata, e soprattutto accattivanti. Il Sistema Operativo per fare questo l'ha, si chiama Android, così come ha le conoscenze per poter far sì che questo avvenga a distanza, in Remoto, grazie ad una connessione Internet ed ai propri servizi Cloud.

Chissà, forse non dovremo aspettare decenni, e tra qualche anno anche noi avremo un demone al nostro servizio. Di Linux.

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Microsoft Corp.

Company ID [NASDAQ:MSFT] Last trade:39.69 Trade time:4:00PM EDT Value change:▼0.30 (-0.75%)
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