CPU-Z 1.79: nuovo benchmark integrato, perché Ryzen era troppo veloce - Bits and Chips Skin ADV
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Uno dei primi benchmark utilizzati per mostrare le ottime potenzialità di Ryzen, soprattutto precedentemente alla presentazione ufficiale, è stato CPU-Z con la sua utility integrata. Questa metteva ben in evidenza le enormi potenzialità di Ryzen con determinati carichi di lavoro, soprattutto quando veniva utilizzato il Multi-Threading, arrivando addirittura a superare Broadwell-E.

Il team di sviluppo di CPU-Z, però, ha deciso di modificare il benchmark integrato, affermando che i risultati conseguiti da Ryzen non erano rappresentativi di quanto si vede in media attraverso i benchmark odierni, dove Ryzen è leggermente sotto sia alla uArch Broadwell-E sia alla uArch Skylake: "After a deep investigation, we found out that the code of the benchmark felt into a special case on Ryzen microarchitecture because of an unexpected sequence of integer instructions. These operations added a noticeable but similar delay in all existing microarchitectures at the time the previous benchmark was developed. When Ryzen was released, we found out that their ALUs executed this unexpected sequence in a much more efficient way, leading to results that mismatch the average performance of that new architecture". Quindi, Ryzen offre un'efficienza decisamente maggiore con determinati carichi di lavoro, rispetto alle uArch precedenti.

Il benchmark sintetico integrato è stato così riscritto, determinando un pesante ridimensionamento delle prestazioni delle CPU Ryzen, ora poco più prestanti (circa il 35%) in quanto ad IPC delle CPU Core 2 Duo di Intel (Anni 2006-2007). Non solo, ma se prima in MT le CPU Ryzen davano la polvere alle CPU Intel, ora vediamo che un R7 1600X (6C/12T) è solo il doppio circa più veloce di un i5-6500 (4C/4T) a parità di frequenza.

Così, dopo questo aggiornamento al benchmark integrato, si è arrivati al risultato opposto. La cosa che fa più sorridere, è che secondo le voci di corridoio il benchmark di CPU-Z è stato riscritto in maniera da garantire un’esecuzione più lineare dei calcoli, senza salti e quindi senza un utilizzo massiccio dell’unità di Branch Prediction. Questa scelta va sicuramente a discapito del lavoro fatto da AMD per Ryzen, ampiamente pubblicizzata con il brand “Neural Net Prediction”. Il fatto che per il momento i software non sfruttino queste caratteristiche di Ryzen, non significa che non lo faranno i software in futuro, ed il benchmark integrato di CPU-Z lo avrebbe potuto mostrare limpidamente (In ambito server queste feature saranno sicuramente sfruttate).

Tutto ciò ci riporta alla mente la scelta, nel 2006, di utilizzare quale benchmark di riferimento per le recensioni SuperPi, al fine di mostrare le migliori prestazioni dei Core 2 Duo nei confronti degli Athlon 64. Oppure, tornando ancora più indietro nel tempo, si scelse di cestinare la suite Winstone (Una vera e propria istituzione all’epoca!) per sfruttare i videogame (Quake e Forsaken in primis) quando ci si accorse che l’economico Cyrix M1 letteralmente devastava le costosissime CPU Pentium nei software dedicati alla produttività.

Per il momento, comunque, non possiamo andare oltre con le supposizioni, in quanto le informazioni sono ancora limitate riguardo questo cambio di rotta di CPU-Z. E voi, lettori, cosa ne pensate?


Pubblicato in: NewsSoftware
Tags: amd , benchmark , cpu-z , cpuz , intel , ryzen

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Gian Maria Forni
Autore: Gian Maria Forni
Esperto in:
Esperto di mercati e CPU
Sebbene sia laureato in Lettere e Filosofia, indirizzo Storia Contemporanea, e scriva per quotidiani e riviste di tale settore, ha sempre avuto la passione per l'informatica ed ha collaborato quale moderatore in importanti forum del settore
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