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C'è chi quest'anno ha puntato tutto sul comparto fotocamere come Huawei con la serie P30, LG con il G8s ThinQ e sensore ToF 3D senza dimenticare le cinque fotocamere del Nokia 9 Pureview, c'è chi ha puntato a distinguersi per il display come Sony con il display 21:9 del nuovo Xperia 1 oppure Samsung con la serie Galaxy S10 che vanta il pannello con il buco, c'è stato di recente l'esempio della velocità pura offerta dai nuovi OnePlus serie 7.. 

.. e poi c'è Asus, che ha da poco presentato in quel di Valencia il nuovo ZenFone 6, un esempio di equilibrio ed eleganza, infuso da un pizzico di superbia che non guasta mai, proposto ad un prezzo davvero allettante!

ZenFone 6 appartiene alla nuova schiera di top-gamma full screen, ergo quelli che non adottano alcun notch o soluzioni similari, e vanta un display LCD 6.4" IPS da 600 nits massimi e risoluzione 2.340*1.080p (≈ 402PPI). Le dimensioni complessive ammontano a 159.1*75.44*9.2mm per 190g di peso, dunque piuttosto paragonabili ai concorrenti.

La superficie frontale dello smartphone risulta pulita e lineare, grazie ad un "trucco" di non poco conto. Non c'è alcuna fotocamera frontale, o meglio non ce ne sta una prettamente impiegata per svolgere tale mansione.

zenfone 6

Sul retro del dispositivo, il cui chassis è stato realizzato con un materiale del 20% più leggero dell'alluminio ma allo stesso tempo quattro volte più resistente (Liquid Metal), è possibile notare - oltre alla presenza del sensore d'impronte, "impossibile" da integrare al momento in un comune display LCD - un design lontano dal comune per il comparto fotografico.

I due sensori integrati, il principale Sony IMX586 da 48MPx ed il secondario grandangolare da 13MPx, sono capaci di ruotare - grazie ad un particolare e sicuro meccanismo - di 180°.. ergo possono comportarsi sia da fotocamere posteriori che anteriori, con tutti i vantaggi del caso (L'unico svantaggio è l'impossibilità di far ottenere la certificazione IP** al dispositivo per eventuali immersioni, data la soluzione utilizzata).

Com'era lecito aspettarsi sotto al cofano troviamo il SoC Snapdragon 855 di Qualcomm, accompagnato da 6GB oppure 8GB di memoria LPDDR4X e 64GB, 128GB oppure 256GB di memoria interna (Memorie UFS2.1), espandibili tramite microSDXC tramite il carrellino dual-SIM più SDcard preposto.

Ad amministrare il tutto ci sta Android 9 Pie, con intefraccia Zen UI che rasenta quasi l'esperienza pura dell'OS di Google, mentre - rullo di tamburi - a garantire un'autonomia da record ci pensa una batteria da ben 5.000mAh, ricaricabile in poco più di due ore tramite l'alimentatore da 18W fornito in bundle.

Ma la scheda tecnica come già detto non è tutto, il colpo lo fa il prezzo. ASUS ha deciso di adottare un comportamento davvero aggressivo - rispetto alla concorrenza - per questo nuovo ZenFone 6, che sarà disponibile nei negozi italiani - nei colori Midnight Black e Twilight Silver - a partire dal 25 maggio - secondo tale listino:

  • 6/64 GB - 499€;
  • 6/128 GB - 559€;
  • 8/256 GB - 599€.

Considerando il complesso in relazione al resto beh, complimenti ad Asus per aver lanciato uno dei dispositivi più sensati ed interessanti - comunque non esente da "difetti" - di questa prima metà del 2019.

Maggiori informazioni sul nuovo ZenFone 6 sono disponibili sul sito ufficiale, a questa pagina.

 

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Arriva finalmente il debutto dei nuovi top di gamma di OnePlus, esattamente ad un anno di distanza dal lancio del OnePlus 6 e circa sei mesi dal lancio del OnePlus 6T. L'azienda ha deciso quest'anno di seguire il trend del momento, come già fatto dalle varie aziende concorrenti, presentandone una versione standard ed una più elitaria.

OnePlus 7 è praticamente una versione aggiornata del "vecchio" OnePlus 6T, con il quale condivide la maggior parte delle caratteristiche tecniche, l'aspetto ed il display. La differenza sotto al cofano sta nell'utilizzo del nuovo SoC Snapdragon 855 di Qualcomm, al posto del precedente Snapdragon 845, e per l'utilizzo delle nuove e veloci memorie di tipo UFS3.0.

Migliora anche il comparto fotocamere posteriori, data la presenza del sensore principale Sony IMX586 da ben 48MPx (accompagnato da un secondo sensore da 5MPx), e leggermente anche quello frontale, dato l'utilizzo del nuovo sensore Sony IMX471 contro il precedente IMX371.

 oneplus 7  oneplus 7 pro

Spunti di lettura:

OnePlus 6 ufficiale, Snapdragon 845 e display AMOLED 19.9/9 con notch da 519€

OnePlus 6T ufficiale a partire da 559€, il top di gamma si rinnova

La vera star dello show è senz'altro il OnePlus 7 Pro, che con la sua dotazione hardware punta a concorrere con i top di gamma del momento come il Galaxy S10 Pro di Samsung e P30 Pro di Huawei, ad un prezzo più accessibile.

OnePlus ha deciso di puntare su di un più ampio display da ben 6.67" con rapporto di forma 19.5:9 e sprovvisto di notch, che ricopre oltre il 90% della superficie frontale del dispositivo, che vanta un pannello Fluid AMOLED con risoluzione 3.120*1.440p (516 PPI) e refresh rate di 90Hz.

Sotto al cofano troviamo sempre il SoC Snapdragon 855 ed i tagli di memoria da 128/256GB UFS3.0, ma questa volta accompagnati anche da una terza variante dotata di ben 12GB di memoria RAM LPDDR4X.

 

            OnePlus 6T         OnePlus 7      OnePlus 7 Pro
Dimensioni (mm)
Peso (g)
157.5 x 74.8 x 8.2
185
157.7×74.8×8.2
182g
162.6×75.9×8.8
206
Display
Risoluzione
PPI
Formato
Protezione
Sensore impronte
        integrato     
6.41" Optic AMOLED
2.340*1080p @60Hz
402
19.5:9
Gorilla Glass
Si
6.67" Fluid AMOLED 
3.120*1.440 @90Hz
516
19.5:9
Gorilla Glass
Si
SoC Qualcomm Snapdragon 845 Snapdragon 855
RAM 6GB/8GB/10GB
LPDDR4X
6/8GB
LPDDR4X
6GB/8GB/12GB
LPDDR4X
Memoria interna 128GB/256GB
UFS 2.1
128/256GB
UFS3.0
Fotocamera posteriore 16MPx f/1.7 OIS+EIS
20MPx f/1.7 wide
48MPx f/1.7 OIS+EIS
5MPx f/2.4 telephoto
48MPx f/1.6 OIS+EIS
16MPx f/2.2 wide
8MPx f/2.4 telephoto
Fotocamera frontale 16MPx f/2.2 fuoco fisso 16MPx f/2.0 EIS 16MPx f/2.0 EIS
Batteria (mAh) 3.700 4.000
Protezione
acqua/polvere
nessuna

Il comparto fotografico riprende il medesimo sensore Sony IMX586 da ben 48MPx adottato dal fratello minore, che viene però accompagnato da un sensore Ultra-Wide da 16MPx ed un terzo sensore Telefoto da 8MPx.

Un'altra chicca è senz'altro la fotocamera frontale, il cui sensore Sony IMX471 funziona in modalità pop-up, ossia viene "espulso" dallo chassis solo nel caso in cui ve ne sia la necessità. A chiudere il cerchio troviamo una batteria da 4.000mAh con ricarica rapida 5V/6A, e l'OxygenOS (Basato su Android 9 Pie) ad amministrare il tutto. Sfortunatamente, anche questa volta alcun supporto alla ricarica wireless e nessuna protezione da acqua/polvere.

I nuovi OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro sono disponibili all'acquisto, rispettivamente al prezzo di partenza pari a 559€ e 709€. Quanti di voi preferiranno acquistare anche quest'anno i terminali di OnePlus al posto "dei soliti top di gamma"?

Maggiori informazioni sui nuovi terminali sono disponibili sul sito ufficiale del produttore, rispettivamente a questa pagina per OnePlus 7 e questa pagina per OnePlus 7 Pro.

 

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Sul palcoscenico del Google I/O 2019, il colosso di Mountain View ha presentato - insieme a tantissime novità per il proprio ecosistema - per la prima volta dei nuovi dispositivi della serie Pixel di fascia media, sicuramente più abbordabili rispetto ai Pixel 3 e 3 XL lanciati a Ottobre 2018.

I nuovi Pixel 3a e 3a XL riprendono quanto più possibile il design dei fratelli maggiori, ma per forza di cose - dato il prezzo di lancio praticamente dimezzato - sono caratterizzati da un'evidente taglio delle specifiche.

In prima battuta si può notare come il retro - dove viene ospitato il sensore d'impronte digitali - non sia più realizzato in vetro ma in policarbonato, e nel caso del Pixel 3a XL appare evidente la mancanza del caratteristico notch rispetto al Pixel 3 (Entrambi perdono la protezione IPX8).

google pixel 3a front whitegoogle pixel 3a 3axl rear white

I pannelli utilizzati rimangono di tipo OLED, ma perdono la protezione offerta dal Gorilla Glass 5. Pixel 3a dispone, di un 5.6" 18.5:9, rispetto al Pixel 3 originario che vanta un 5.5" 18:9, mentre il Pixel 3a XL può contare solo su di un 6" 18:9 con risoluzione 2.160*1.080p, contro i 6.3" 18.5:9 con risoluzione 2.960*1.440p del Pixel 3 XL originario.

La maggiore differenza risiede sotto al cofano, dove questa volta troviamo il comunque più che discreto SoC Qualcomm Snapdragon 670 (Praticamente uno Snapdragon 710 con una marcia in meno), che non può per forza di cose tenere il passo del più prestante Snapdragon 845 (Che ormai ha ceduto il passo al nuovo Snapdragon 855). Vengono mantenuti i 4GB di memoria RAM LPDDR4X, ma il taglio di memoria interna risulta solo uno: 64GB, ovviamente non espandibili.

La buona notizia è che la fotocamera posteriore dei nuovi Pixel 3a viene ereditata in toto dai precedenti Pixel 3, mentre la fotocamera frontale perde l'obiettivo secondario con PDAF. Cresce leggermente la capacità delle batterie, soprattutto nel caso del Pixel 3a XL.

 

  Pixel 3a Pixel 3    Pixel 3a XL   Pixel 3 XL
Dimensioni (mm)
Peso (g)
151,3*70,1*8,2
147g
68,2*145,6*7,9
148
160,1*76,1*8,2
167g
76,7*158*7
184
Display
Risoluzione
PPI
Formato
Protezione
5.6" OLED
2.220*1080p
441
18.5:9
-
5.5" OLED
2.160*1080p
443
18:9
Gorilla Glass 5
6" OLED
2.160*1080p
402
18:9
-
6.3" OLED
2.960*1.440
523
18.5:9
Gorilla Glass 5
SoC Qualcomm Snapdragon 670 Snapdragon 845 Snapdragon 670 Snapdragon 845
RAM 4GB LPDDR4X
Memoria interna 64GB 64/128GB 64GB 64/128GB
Fotocamera posteriore 12MPx dual-pixel f/1.8, con OIS+EIS
Fotocamera frontale 8MPx f/2.0
fuoco fisso
-
-
-
8MPx f/2.2 grandangolare
fuoco fisso
8MPx f/1.8
con PDAF
8MPx f/2.0
fuoco fisso
-
-
-
8MPx f/2.2 grandangolare
fuoco fisso
8MPx f/1.8
con PDAF
Batteria (mAh) 3.000 2.915 3.700 3.430
OS Android 9 Pie - tre anni di update garantiti
Protezione
acqua/polvere
- IPX8 - IPX8
Scocca
Posteriore
Policarbonato Vetro Plastica Policarbonato

I nuovi Pixel 3a e Pixel 3a XL sono disponibili all'acquisto, rispettivamente al prezzo di 399€ e 479€, ed è questo il problema. Si tratta sicuramente di una cifra più che dimezzata rispetto ai Pixel 3 "top di gamma", ma decisamente poco "appetibile" in base a quanto ha da offrire il resto del mercato in questa fascia di prezzo.

Siamo certi che disporre dell'OS Android puro e gestito da Google significhi davvero molto, sia come longevità degli aggiornamenti che per ottimizzazione e sicurezza ... ma chi di voi acquisterebbe uno di questi dispositivi, sapendo che allo stesso prezzo viene offerto il Mi 9 di Xiaomi, oppure l'Huawei P30 ad un prezzo inferiore?

Maggiori informazioni sui nuovi Pixel 3a e 3a XL sono disponibili sul sito ufficiale di Google, a questa pagina.

 

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Diciamoci la verità, non è una notizia che ci possa far sobbalzare dalla sedia. Voci della possibile disfatta di Intel nel settore dei Modem 5G circolano da diversi mesi, e sono per la maggior parte provenienti da persone affidabili. Per questo motivo, senza peli sulla lingua, ci eravamo permessi di inserire un meme, piuttosto salace, nella news relativa ad Apple ed alle problematiche sorte per la mancanza di un Modem 5G di Intel (Meme che, infatti, si è rivelato veritiero).

Eccoci qui, dunque, a parlare dell'abbandono dei Modem 5G Intel da parte di Apple, dopo una breve parentesi che ha visto la casa di Santa Clara come fornitore unico dei Modem 4G per gli iPhone (Non perché fossero migliori della concorrenza, quanto molto più economici: gli utenti Apple, solitamente, non sono consapevoli delle caratteristiche dell'hardware).

Sono prive di fondamento, quindi, quelle voci che attualmente affermano che Intel abbia abbandonato il mercato dei Modem 5G perché Apple ha fatto pace con Qualcomm. E' vero l'esatto opposto: Intel, non potendo garantire un Modem 5G ad Apple, si è vista scaricata in quattro e quattr'otto. Inutile, allora, continuare lo sviluppo di un Modem 5G che non avrebbe utilizzato nessuno, o quasi (Su un processo vetusto come i 14nm, quando gli altri concorrenti sono già sui 7nm).

Apple, per non rimanere senza Modem 5G, e quindi handicappata nei confronti degli altri produttori di Smartphone, si è trovata così costretta a far pace con Qualcomm dopo che, nel recente passato, ha fatto di tutto per metterla in difficoltà, in tribunale e fuori (Appoggiando il fuoco incrociato di Intel, ad esempio). Pur di garantirsi un'ingente fornitura di Modem 5G, Apple ha accettato una pace quasi senza compromessi: fine di tutte le dispute legali e pagamento delle royalties dovute fino ad oggi.

Si tratta sicuramente di una grossa vittoria di Qualcomm, ma soprattutto dimostra in maniera limpida come Apple sia molto vulnerabile nel proprio settore più remunerativo, quello degli Smartphone. Con questa calata di braghe, non è detto che in futuro altre aziende non possano ricattare il gigante di Cupertino. Un gigante che, oggi, si è scoperto avere i piedi d'argilla.

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