La febbre del FinFET che sta contagiando il mercato dei semiconduttori è vera a metà. Molti grandi produttori Fabless si sono lanciati nella realizzazione di microchip che utilizzano questa tecnologia, ma la stragrande maggioranza del mercato (ASIC, sesnori CMOS, Automotive, ecc) sarà ancora legata ai processi produttivi planari almeno fino al buona parte del prossimo decennio (Grazie anche ai notevoli passi avanti effettuati dalla tecnologia FD-SOI di STMicroelectronics presso GlobalFoundries con le varianti 12FDX e 22FDX).

Per questo motivo SMIC, la più importante fonderia Pure-Play cinese ha deciso di continuare ad investire principalmente sui 28nm BULK, come spiega il CEO Haijun Zhao: “Our second quarter revenue grew 8.8% year over year and declined 5.3% quarter over quarter. Most of our year over year growth, by application, came from automotive and industrial, and by device, from CMOS image sensors, NOR flash, application processors and power IC. This year our team continues to ramp up 28nm, which will be one of our primary growth drivers. 28nm grew 12-fold year over year and 24.8% quarter over quarter, and is on track to reach high single-digits contribution by Q4 this year. In addition, we are happy to see that fingerprint sensors have begun to pick up strongly. We also see continued growth in flash memory and collaborate closely with our clients to capture opportunities in new handset models, IOT, automotive, and industrial segments”.

Così, mentre le quattro principali fonderie Pure-Play (Samsung, TSMC, GlobalFoundries e UMC) si muovono decise verso i processi FinFET, le fonderie minori come SMIC, TowerJazz e PowerChip andranno ad accogliere quella tipologia di clientela che sarà sempre meno seguita dalle quattro grandi.