Cosa c'entra il super-miliardario Warren Buffett? Lasciate che ve lo spieghi.

 

 

Lo scorso agosto, come avevamo notificato, Buffett ha venduto tutte le azioni Intel in suo possesso. Evidentemente ha al proprio servizio degli analisti di mercato migliori di quelli che operano per le grandi agenzie di rating occidentali. Secondo queste agenzie, infatti, Intel sarebbe stata ancora un buon investimento, capace di reggere senza problemi la concorrenza di ARM e soci, e quindi in grado di generare ancora dei buoni utili (Il target per la fine 2012 era di 23$ per azione. Ora siamo sui 21$).

Buffett, allegramente, vendette le azioni Intel ed acquistò quelle di IBM, convinto che i servizi avrebbero generato molti più introiti. Ha avuto ragione. Big Blue ha superato perfino le aspettative degli analisti.

IBM ha fatturato, nell'ultimo quarto del 2012, 29,3 mld di dollari, con un utile netto di ben 6,1 mld. Un risultato record, reso possibile soprattutto dai mercati emergenti (Brasile, Cina, India e Russia hanno fatto segnare un +11% rispetto al quarto precedente). Il fatturato annuale è stato di 104,5 mld di dollari, inferiore del 2% rispetto a quello del 2011, ma l'utile (GAAP) è salito del 5%, arrivando a  16,6 mld. I liquidi in cassa ora ammontano a 18,2 mld di dollari, 1,6 mld in più rispetto al 2011.

Le acquisizioni di alcune società chiave nel 2012, tra cui Green Hat, DemandTec e Platform Computing, e la possibilità di usufruire dei servizi della società di analisi PriceWaterhouse in modo autonomo, in quanto proprietaria, rendono ora IBM la società con il miglior reparto di Business Problem Resolving nel settore Server al mondo.

Molte compagnie cercano di copiare il modello di IBM, anche con grosse perdite (ad esempio HP), ma senza successo. IBM arriva prima e meglio preparata degli altri nei mercati che contano.