Melopero Electronics è una giovane azienda italiana attiva nella commercializzazione di prodotti informatici, molti di nicchia, almeno fino a qualche anno fa: mini PC ARM (ad esempio, Raspberry Pi), componentistica Embedded, strumenti didattici (ad esempio, Arduino) e prodotti simili. Oggi è uno dei principali partner della Raspberry PI Foundation e all'interno del suo catalogo possiamo trovare un ampio ventaglio di accessori.

Noi di B&C abbiamo acquistato un Raspberry Pi 4, utilizzato per la nostra recensione, sullo store online di Melopero e, poiché siamo rimasti estremamente soddisfatti dal servizio offerto, abbiamo proposto al Valeriano Di Sotto, CEO dell'azienda, una breve intervista. Come ben saprete, cari lettori, noi di B&C vogliamo supportare attivamente, e gratuitamente, le aziende italiane che lo meritano, e Melopero sicuramente è tra queste. Vediamo cosa ha da dirci Valeriano. ;)

Link allo store di Melopero

 

Intervista

B&C: Buongiorno, Valeriano, prima di tutto grazie per averci concesso questa intervista. Potresti spiegare ai nostri lettori qual è il tuo ruolo, e quale posizione ricopri all'interno di Melopero?
VDS: Buongiorno, grazie a voi per avermi dato la possibilità di parlare della mia azienda. Sono amministratore e responsabile finanziario.

B&C: Melopero è un’azienda giovane, eppure nell’arco di questi pochi anni ha saputo costruirsi la reputazione di partner affidabile, efficiente e dinamico. Quali sono state le più grandi difficoltà che avete incontrato per raggiungere questo livello di apprezzamento? Avete ricevuto supporto da parte dello Stato? Avete ricevuto sostegno da partner esteri?
VDS: L’azienda è nata nel 2015 con apporto di capitali relativamente basso circa 10000 euro, la più grande difficoltà iniziale è stata il reperimento di risorse finanziarie, il sistema bancario è complesso per aziende neonate. Con enorme sforzo dei soci e con una serie di accordi con i fornitori abbiamo dato risposta all’esigenza di risorse e iniziato un’escalation che ci ha portato ad oggi dove l’azienda è strutturata molto bene e genera importanti ricavi. Non abbiamo avuto aiuti dallo Stato.

B&C: Questa domanda probabilmente ve l’avranno fatta in molti ma … cosa significa Melopero? Qual è l’origine della scelta di questo nome?
VDS: Nel mondo dei maker è molto forte l’idea del frutto come metafora; il frutto rappresenta il risultato della pianta come per il maker il prodotto realizzato. Melopero nasce dall’idea di un frutto particolare e allo stesso tempo familiare, qa ui la scelta del nome che deriva da un frutto giapponese.

B&C: Melopero, da circa 3 anni, sviluppa internamente soluzioni hardware dedicate ai prodotti che vende (ad esempio, ho testato con estrema soddisfazione la ventola di raffreddamento Fan Hat dedicata al Raspberry Pi 4): “Nel 2017 nasce la divisione che gestisce la progettazione e la produzione di schede a marchio proprio con l’obiettivo di creare prodotti rispondenti alle esigenze del mercato e delle aziende”. Riguardo la progettazione di queste schede ed accessori, avete creato un team italiano, oppure vi affidate a soluzioni estere (spesso cinesi) rimarchiandole? O, ancora, si tratta di un mix di queste due soluzioni?
VDS: La divisione creata all’interno dell’azienda progetta e produce le schede in house contando su ingegneri e su una linea di produzione; utilizza dei semilavorati provenienti da Paesi UE.

B&C: Come possiamo leggere sul vostro sito, “Melopero Electronics è Approved Reseller Raspberry Pi Foundation, unico in Italia con distribuzione esclusiva del Raspberry Pi Zero, Zero W e Zero WH”. L’essere un partner strategico della Raspberry Pi Foundation è sicuramente un motivo di vanto nel panorama italiano ed europeo, ma quello che mi preme chiedervi è questo: l’essere Approved Reseller della Raspberry Pi Foundation quali oneri ed onori comporta?
VDS: Molti aspetti degli accordi che ci legano alla raspberry Pi sono oggetto di patti di non divulgazione pertanto non è possibile parlarne. In generale è un onore essere un partner riconosciuto ed esserlo è molto impegnativo in quanto tutti gli sforzi dell’azienda sono dedicati a questo.

B&C: Rimanendo in parte in tema, constatato che il vostro catalogo è davvero molto vasto, vorrei chiedervi se mai in futuro vi troveremo prodotti come l’HummingBoard (La cui prima revisione l’abbiamo recensita appena uscita) o le schede Odroid e Marsboard (Recensite a questo link). Potrebbero interessare il pubblico italiano? Oppure l’essere Approved Reseller della Raspberry Pi Foundation rende impossibile questa eventualità?
VDS: Ogni anno inseriamo nuovi prodotti in base alle richieste del mercato, è probabile che li inseriremo in futuro.

B&C: Cambiando discorso, il lockdown e la chiusura delle scuole ha messo in mostra la necessità, da parte di scuole e famiglie, di dotarsi di adeguati strumenti informatici per portare avanti una didattica multimediale all’avanguardia. La Didattica a Distanza ha semplicemente messo in mostra come le infrastrutture e il corpo docente (Il più vecchio, per età media, della UE) della Scuola italiana siano per la maggior parte inadeguati. Già prima di questo avvenimento, nelle scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado i mezzi informatici venivano utilizzati con il contagocce, e spesso malamente. Arriviamo dunque al punto: considerato che vendete strumenti utilissimi alla Didattica multimediale e STEM (Raspberry, Arduino, ecc.), e fate parte del circuito MePA, avete notato un miglioramento nell’utilizzo di questi strumenti nelle scuole? La vendita di questi prodotti è aumentata con il Covid19?
VDS: Si molte scuole hanno incrementato gli sforzi per dotarsi di sistemi in grado di rispondere alle nuove sfide che la pandemia ha fatto emergere. Il nostro fatturato è aumentato ma ci rendiamo conto che ci vuole ancora molto per avere una nuova generazione di insegnanti in grado di padroneggiare ed insegnare con nuovi metodi che forse rimarranno per sempre nell’uso comune degli studenti.

B&C: Noi di B&C abbiamo realizzato un articolo in cui mettiamo in evidenza i numerosi pregi del Raspberry Pi 4 quale PC per gli studenti della scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado: è economico, flessibile, offre buone prestazioni e garantisce un supporto software senza pari, ma la Raspberry Pi Foundation si sta muovendo per favorire l’adozione dei propri prodotti nelle scuole italiane? Ho partecipato a diversi webinar online e, purtroppo, i formatori spesso citano solo prodotti Powered By Intel, più costosi e meno efficienti del Raspberry Pi 4. Si sa nulla a riguardo?
VDS: La Fondazione nasce proprio con lo scopo di permettere a chiunque di avere un computer infatti hanno creato il computer più economico al mondo. Stanno cercando di divulgare questo concetto coinvolgendo gli utenti anche grazie a guide dedicate, oggi è possibile avere gratuitamente la guida Raspberry Pi in diverse lingue tra cui l’italiano. E’ ovvio che alcuni prodotti basati su windows trovino più facilmente apprezzamento vista la compatibilità con i software più conosciuti.

B&C: Parlando di ordini di scuola più avanzati, cioè i Licei e gli Istituti Tecnici – Professionali, noto con piacere che gli strumenti più sopra menzionati vengono utilizzati con maggiore frequenza e profitto. Secondo voi, come mai gli insegnanti della scuola Secondaria di Secondo Grado sono più propensi ad utilizzare questi strumenti rispetto agli insegnanti della scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado? Mancanza di motivazioni? Mancanza di abilità? Sicuramente alla Melopero avrete figli e nipoti che frequentano scuole di questo grado, e vi sarete fatti un’idea.
VDS: Credo che il motivo sia legato alle materie che vengono insegnate. In alcune scuole estere già alle elementari si insegna il coding. Nelle scuole di grado superiore c’è un più reale contatto con il mondo della tecnologia perché viene vista come propedeutica ad una formazione completa, forse questo manca nelle scuola di grado inferiore.

B&C: Grazie, Valeriano, è stato un piacere chiacchierare con te.
VDS: Grazie a lei, è stato un piacere e un onore. Saluti