AMD, con la prima infornata di schede GCN, ha tentato di accattivarsi il pubblico prosumer e professionale rendendo le schede Radeon dedicate al mercato consumer (quelle basate su GPU Tahiti in particolare) dei piccoli mostri in ambito GPGPU. La casa di Sunnyvale ha creduto, tramite questa mossa, di poter portare a sé parte dell'utenza professionale meno danarosa e comunque desiderosa di prestazioni elevate, ma così non è stato.

 

 

Piuttosto che comprare una Radeon HD7950 o una HD7970, quella stessa utenza ha preferito rivolgersi ancora una volta alle schede della famiglia Quadro, sebbene fossero decisamente meno performanti rispetto alle proposte di AMD di pari prezzo. La nomea di casa inaffidabile dal punto di vista dei driver è stato il principale tallone d'Achille di AMD: chi mai si fiderebbe in ambito professionale di una casa che non riesce a realizzare dei driver decenti neppure per una scheda da gioco? Sebbene negli ultimi anni la situazione sia cambiata molto, tanto da poter affermare che ormai i Catalyst e i GeForce siano del tutto equivalenti dal punto di vista qualitativo, la nomea che attualmente si porta dietro AMD, dai tempi di ATI, è, oltre che falsa, anche dura a morire.

D'altra parte la decisione di non diversificare l'offerta consumer (Radeon) e professionale (Fire Pro) dal punto di vista hardware è stata vista come un'ammissione di debolezza: “Sì, il nostro software è talmente scadente che dobbiamo fare leva sull'hardware per farvi comprare le nostre schede”.

 

GPU Hawaii (Radeon) Hawaii (Fire Pro)
Stream Processor 2816 2816
ROPs 64 64
Memory 4GB GDDR5 8GB GDDR5
Memory Bus 512 Bit 512 Bit
FP64 1:8 1:2
True Audio No
Transistor 6.2 mld 6.2 mld
TDP 300 Watt 250/275 Watt
Prezzo 549 $ ?

 

 

Con l'arrivo di quelle volpi di Roy Taylor e Jean-Christophe Baratault (entrambi ex nVidia) le cose potrebbero cambiare. AMD, con Hawaii, ha deciso di giocare la stessa partita che nVidia ha giocato con la GPU GK110 (La potenza in FP64 è 1/24 di quella FP32 nella GTX 780, ma nella Quadro 6000 arriva a ben 1/2). Nelle R9 290X e R9 290 le unità FP64 (Doppia precisione in Virgola Mobile) sono 1/8 delle unità FP32 (Singola precisione in Virgola Mobile), quando nelle schede basate su Tahiti il rapporto è di 1/4. Nelle varie recensioni si è fatto notare questo come un passo indietro rispetto alla precedente generazione: “AMD ha capito che è inutile puntare sul GPGPU in una scheda da gioco”. E' vero in parte. AMD ha capito, dopo che lo ha capito nVidia, che l'utente consumer delle operazioni FP64 non se ne fa nulla o quasi, e che disabilitandone una parte avrebbe potuto contenere sia il TDP sia aumentare le frequenze.

Hawaii ha attualmente i tre quarti delle proprie unità FP64 disabilitate. La casa di Sunnyvale potrà così vendere le Fire Pro basate su Hawaii a prezzo più elevato non solo perché avranno dei driver certificati più maturi, ma soprattutto perché saranno molto più potenti rispetto alle versioni Radeon nei calcoli in Virgola Mobile a doppia precisione. Fattore che, dal punto di vista psicologico (e gli esperti di Marketing lo sanno bene, come accennato all'inizio), ha un'importanza notevole per il compratore.