Mubadala Development, ex-ATIC, dopo aver acquisito le FAB di AMD nel 2009, dopo aver investito diversi miliardi di dollari nel loro ammodernamento, ed aver fatto proprie le FAB di IBM, sembra stia vagliando l'ipotesi di vendere una parte delle proprie partecipazioni (o forse tutte) in GlobalFoundries.

 

 

Come riporta la testata Gulf Times, questa operazione potrebbe avere un valore compreso tra i 15 ed i 20 mld di dollari: “Sovereign fund Mubadala Development Co has held early talks with potential acquirers, the people said, asking not to be identified as the information is private. No final decision has been made and discussions could still fall apart, the people said. A transaction could value the business at $15bn to $20bn, the people said”.

Sebbene negli ultimi mesi GloFo abbia messo a segno diversi buoni colpi commerciali, come ad esempio l'arrivo di Qualcomm tra i clienti, la ritrosia nel pubblicare i propri risultati finanziari in maniera limpida potrebbe essere indizio di un business ancora non propriamente vantaggioso. L'aver abbandonato sia il nodo da 20nm, sia il nodo da 14nm, entrambi realizzati in casa, potrebbe inoltre essere un chiaro indizio sia di difficoltà tecniche sia di mancanza di liquidi da investire nei reparti di R&D. Proprio per questo GloFo alla fine ha deciso di utilizzare i 14nm FinFET di Samsung su licenza.

Ma chi potrebbe essere l'eventuale acquirente, vista la cifra mastodontica in gioco? Il primo che viene è in mente è sicuramente il Tsinghua Unigroup, il quale, grazie alle generose elargizioni del governo cinese, ha un budget di almeno 47 mld di dollari. Per la Cina potrebbe essere un buon affare, in quanto in un sol colpo si ritroverebbe tra le mani alcune tra le FAB più moderne sul pianeta (la FAB 8 di Malta, NY, e la FAB 1 di Dresda) e le tecnologie ereditate da IBM.