Durante il 2013, a causa del prezzo ridicolosamente basso delle memorie DRAM, Nanya poteva essere considerata un’azienda sull’orlo del fallimento (Come ProMOS) o della acquisizione (Come avvenuto con Elpida), ma grazie alle politiche commerciali di cartello di Samsung e SK Hynix, a partire dal 2014, è riuscita a salvarsi e a diventare altamente remunerativa per gli investitori.

Questa trasformazione da brutto anatroccolo in cigno continua ancora oggi, grazie ad un’offerta sempre minore alla domanda, seppure di poco, come ci spiega Lee Pei-ing, Presidente di Nanya: “Supply is still about 1 percent short of demand. Most supply increases are coming from technology upgrade, which means very limited growth”. In poche parole, grazie ad un’attenta gestione della produzione, si riesce a mantenere il mercato con una Domanda che supera sempre leggermente l’Offerta (Fino ad oggi non conoscevamo la percentuale esatta).

Questa situazione ha permesso a Nanya di vedere i propri utili crescere del 77% rispetto al precedente trimestre, mentre i dividendi per gli azionisti sono aumentati da 0.68 centesimi di dollaro taiwanese a 1.19 dollari taiwanesi. Il margine lordo di assesta sul 40,1%, in aumento rispetto al 32,7% del 1Q16.

La migrazione del processo produttivo dagli attuali 30nm ai più moderni 20nm, comunque, non dovrebbe fermare questo trend. Sebbene la produzione subirà un brusco aumento grazie a questo aggiornamento, la rinnovata domanda a partire dalla seconda metà dell’anno, attraverso l’introduzione di nuovi terminali Mobile e il successo dei Server per il Cloud Computing, dovrebbe comunque mantenere il rapporto tra Domanda e Offerta inalterato. Con buona pace degli utenti.