Un ritorno in grande stile da parte in Intel quello di Patrick Paul Gelsinger, dopo essere stato Chief Lead Architect della CPU 80486 e poi CTO dell'azienda fino al 2009. A quanto pare l'operato di Bob Swan non è piaciuto al consiglio d'amministrazione di Intel, dopo le ultime pessime voci riguardo lo stato del nodo da 7nm, la mancanza di prodotti con cui ribattere alle prossime CPU EPYC di terza generazione e, infine, l'abbandono delle CPU x86 da parte di Apple.

Intel si è affidata a Swan, un "commerciale", nel 2016 come CFO e nel 2018 come CTO, invece che a un ingegnere, per rimettere in sesto l'azienda, sperando di poter tagliare i rami secchi dell'azienda per puntare sui progetti realmente innovativi e, soprattutto, remunerativi. Al contrario, come abbiamo visto, Intel non è riuscita a risollevarsi in questi quattro anni, ed anzi ha peggiorato la propria situazione, tanto che sia Samsung sia TSMC possiedono ora processi produttivi migliori, dopo 20 anni di dominio praticamente assoluto in questo campo.

Intel spera che Gelsinger, specialista dell'ambiente, possa rimettere l'azienda in sesto, oggi che ancora possiede i fondi per farlo. Prima, quindi, di diventare come l'AMD post-Meyer, un'azienda oberata dai debiti e priva di prodotti concorrenziali.

Per farlo non è detto che Gelsinger non possa effettuare uno spin-off delle proprie fonderie, come hanno già fatto AMD e IBM, e come abbiamo riportato un paio di anni fa. D'altra parte, a quanto sembra, alcuni tagli cominciano a profilarsi all'orizzonte, come ad esempio l'eliminazione degli SSD Optane di fascia consumer. Una nuova era per Intel sta per cominciare!