Secondo alcuni analisti di mercato, il rallentamento del mercato delle cryptovalute potrebbe far scendere leggermente il prezzo delle memorie DRAM. Questo dovrebbe accadere in quanto il mercato delle memorie volatili si basa su tre importanti compratori: i produttori di Smartphone, i clienti Enterprise e, appunto, i miner. Venuti meno quest’ultimi, l’offerta dovrebbe finalmente tornare a livelli equiparabili alla domanda, determinando così una contrazione dei prezzi.

Difficile però che le tre grandi aziende impegnate nella produzione di DRAM (Samsung, Micron e SK Hynix) possano accettare di buon grado la perdita della gallina dalle uova d’oro, soprattutto perché è il mercato che sta permettendo loro di effettuare enormi investimenti nelle FAB (Quest’anno Samsung ha raggiunto un nuovo record!).

Come è possibile osservare dall’ultimo report di DRAMeXchange, i produttori di DRAM (Compresa Nanya) hanno visto aumentare del 10,3% il fatturato nel solo arco del 1Q18: “Despite the recent adjustments of product mix by suppliers, the supply of server DRAM remained tight in 1Q18, thus resulting in high average selling prices. Consequently, the total revenue of the three major server DRAM suppliers rose by 10.3% sequentially in 1Q18 to US$6.975 billion”.

La commercializzazione di sistemi Server in grado di gestire una sempre maggiore quantità di memoria RAM (Piattaforme Intel Purley e AMD EPYC), inoltre renderà necessario l’acquisto di moduli sempre più capaci, soprattutto per venire incontro alle richieste dei mercati HPC e AI.

Le “tre sorelle”, in conclusione, potrebbero nuovamente riorganizzare la produzione delle memorie DRAM e NAND Flash, così da arrivare al giusto mix per mantenere controllato il rapporto della Domanda e dell'Offerta. Insomma, una classica politica di cartello (Vecchia di ormai 4 anni).

Vedremo se qualche ente governativo potrà fare qualcosa per limitare questo modus operandi.