A questo punto viene da domandarsi se i venti di guerra in estremo oriente siano reali o meno, con una TSMC pronta a costruire nuove FAB in Cina, oltre che in Giappone, come recita uno degli ultimi comunicati: "TSMC this afternoon has disclosed that it will expand its production capacity for mature and specialized nodes by about 50% by 2025. The plan includes building numerous new fabs in Taiwan, Japan, and China. The move will further intensify competition between TSMC and such contract makers of chips as GlobalFoundries, UMC, and SMIC".

Si tratta, per quanto concerne la Cina, di FAB che saranno equipaggiate con macchinari adatti per produrre con i nodi meno avanzati, soprattutto quelli pre-FinFET, come i 28nm e i 20nm, ancora oggi molto utilizzati. I nodi FinFET, infatti, sono considerati dei segreti di stato da parte del Governo di Taiwan, il cui utilizzo in parte è vietato addirittura negli USA, storico partner militare ed economico. Lato Giappone, invece, si pensa di utilizzare tecnologie adatte a produrre con i nodi fino ai 12nm FinFET. I nodi più avanzati, quindi, rimarranno disponibili sono nelle FAB taiwanesi.

L'aumento dell'output produttivo, che si aggirerà teoricamente attorno al 50% entro i prossimi tre anni, servirà per limitare l'attuale carenza di chip, soprattutto in campo Automotive e Mobile.