Recentemente ASML ha deciso di vendere il 25% delle proprie quote a diverse grandi aziende proprietarie di fonderie, tra cui Intel, TSMC e Samsung. Per ora solo Intel ha accettato l'offerta, acquistando il 15% del pacchetto per circa 4 mld di dollari, mentre TSMC e Samsung stanno vagliando le varie possibilità.

 

 

ASML è una compagnia olandese, leader mondiale negli equipaggiamenti per la produzione litografica, e grazie alla vendita di queste partecipazioni riuscirà a coprire agevolmente i costi di R&D per la realizzazione di quanto è necessario alla produzione dei wafer da 450 mm. Allo stesso modo, Intel potrà contare sulla consulenza diretta di ASML e seguirne passo passo tutta la ricerca, così da poter realizzare prodotti perfettamente idonei al nuovo processo produttivo.

 

UMC propone una soluzione simile: vendere il 10% delle proprie azioni a compagnie del settore. In questo modo UMC potrà recuperare i liquidi per l'aggiornamento dei macchinari, per il settore di R&D e usufruire della consulenza di aziende di vertice per testare su prodotti finali le proprie ricerche.

 

Qualcomm potrebbe essere interessata a questa offerta. Poiché TSMC non riesce a gestire gli ordinativi richiesti, tramite questa mossa finanziaria Qualcomm potrebbe evolversi da azienda Fabbless ad azienda semi-Fabless. Non avrebbe delle fonderie di proprietà, ma potrebbe comunque avere un certo potere decisionale su dove e come investire.

 

Di questo avevamo parlato in un editoriale, alcuni mesi fa, e sembra che effettivamente lo scenario evocato si stia realizzando, sia per le fonderie sia per i produttori Fabless: una commistione di competenze.

 

Shih-Wei Sun, CEO di UMC, ha affermato: “As you know, the industry landscape is shifting aggressively now. The structure is changing. The radical supply chain partnership is getting more and more important. So we very much welcome the partnership”.