Il mercato PC è in lento declino da diversi anni, a causa soprattutto dell’uso sempre più ampio che gli utenti fanno di Smartphone e Tablet quando si devono sfruttare quelle applicazioni ormai considerate essenziali (Messaggistica, email, social network). Gli unici sotto-settori del mercato PC in crescita, o comunque non in contrazione, sono quelli delle Workstation e dei PC da gioco.

Le ultime ricerche pubblicate da IDC e da Gartner, relative allo stato di salute del mercato PC nel primo trimestre del 2017, ci informato però che una terza tipologia di PC gode di una discreta salute. Stiamo parlando dei Chromebook.

Incrociando i dati di queste due analisi di mercato, infatti, veniamo a scoprire qualcosa di particolarmente interessante. Prima di tutto bisogna fare una premessa: IDC calcola nel computo dei PC venduti anche i Chromebook basati su SO Google Chrome, mentre Gartner solo i PC basati su SO Windows e GNU/Linux. Nella ricerca Gartner leggiamo: “Data includes desk-based PCs, notebook PCs and ultramobile premiums (such as Microsoft Surface), but not Chromebooks or iPads”.

Analizzando così i dati di vendita, e considerando anche un certo margine d’errore, veniamo a scoprire che i PC venduti negli Strati Uniti basati su SO Chromebook sono poco più di un milione nel 1Q17, circa l’8% del totale. Si tratta di un market share molto vicino a quello detenuto da Apple (Pari a circa il 10%).

Questo trend sembra essere in decisa crescita, soprattutto negli USA, grazie in particolare al supporto delle organizzazioni scolastiche, le quali vedono nei Chromebook un perfetto strumento per la didattica e per la produttività personale: costano poco, hanno una dotazione software decente per la realizzazione di testi e grafici, hanno un ridotto supporto a software considerati di svago e, fattore non meno importante, sono di facile manutenzione.

Google, non è un caso, sta spingendo particolarmente sul comparto educativo statunitense, offrendo soluzioni scontate e supportate ad hoc, come è possibile osservare da questa pagina.

Come risponderà Microsoft a questo deciso attacco di Google ad uno dei mercati che potremmo definire riserva naturale di caccia di Redmond da almeno metà degli anni ‘90?