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Quando il PR della Warner Bros. Interactive Entertainment ci ha proposto di recensire Gotham City Impostors (GCI) mi sono detto: “Perché no?”. Sono un amante degli FPS demenziali dall'età del biberon. Li ho adorati fin dalla loro comparsa, in tutte le declinazioni; dall'humor politicamente scorretto di Wolfenstein 3D, passando al machismo di Duke Nukem 3D, incrociando la demenzialità di Serious Sam fino ad arrivare alla leggerezza di Team Fortress 2.


GCI, quindi, sembrava avere tutte le carte in regola per ravvivare le mie giornate invernali, chiuso in casa sulla riviera romagnola, ad aspettare che la neve facesse crollare il tetto.

Batman l'ho sempre esaltato come supereroe, l'unico a non possedere poteri speciali, ma con un cervello fino e un portafogli immenso, e l'ambiente di Gotham City offre quell'ambientazione gotica dark capace di stimolare una ironia sadica e nera, così perfettamente incarnata dal Joker di Nicholson, nel film del 1989 diretto da Tim Burton.

gcica

Poiché la software house che ha curato Gotham City Impostors è la Monolith Productions, sviluppatrice negli anni di ottimi giochi, come F.E.A.R. e No One Lives Forever 2, le speranze stavano crescendo esponenzialmente in me.

Decisamente esaltato, alla fine, mi sono fatto dare la key di gioco e, avviato Steam, l'ho registrato.

Category: Gaming

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