Per chi ha qualche anno sulle spalle e si è dilettato almeno un poco con l'overclock, non potrà non ricordare, e non potrà dimenticare, Abit, storica casa produttrice di schede madri per appassionati.

Abit ci ha regalato pezzi della storia informatica come le BP6 e VH6 per socket 370, le NF7-S 2.0 e AN7 per socket A, la IC7-Max3 per socket 478. Ha introdotto per prima la possibilità di overclockare tramite Bios, evitando di utilizzare i Jumper, grazie al SoftMenu, ed è stata, probabilmente, la prima casa che ha reso accessibile la pratica dell'overclock a tutti, con l'accoppiata BP6 e Celeron Medocino.

Abit, nonostante tutto questo, ha chiuso definitivamente nel 2008, dopo varie vicissitudini. Vediamo di ripercorrere velocemente i suoi ultimi anni.

Il 15 dicembre 2004 il Taiwan Stock Exchange declassò le azioni Abit a spazzatura, dopo che un'indagine confermò i sospetti secondo cui Abit stesse falsificando i bilanci. Da lì fu un declino inesorabile. Questa situazione costrinse Abit a stringere accordi con aziende fuori dal settore informatico con il solo obiettivo di racimolare fondi da investire, e per coprire le spese legali per supportare un paio di costose class action dovute a schede con condensatori difettosi.

Per risollevare il proprio prestigioso nome Abit tentò la carta dei servizi. Per le schede madri e le schede video più costose applicò un servizio di garanzia esteso, spesso anche on-site.

Queste politiche economiche e commerciali influirono negativamente, provocando un veloce salasso economico.

Il 25 gennaio del 2006 Abit, ormai esausta finanziariamente, venne acquisita da USI e molti utenti sperarono che questa acquisizione potesse riportare la casa taiwanese in auge. Fu proprio l'opposto. Abit, lentamente, abbandonò il settore Enthusiast spostandosi verso quello industriale e mid-range.

USI, constatando che Abit non rendeva utili neppure in tali settori, decise di chiudere l'azienda. E' il 31 dicembre 2008. La società afferma comunque che le schede vendute fino a quella data saranno coperte da 3 anni di garanzia.

Eccoci arrivati, dunque, alla conclusione di questi fatidici 3 anni, ed eccoci qui, noi vecchi nostalgici, a salutare la prima vera grande azienda produttrice di schede madri per appassionati.

Link al sito Abit.

Optima volant, Exigua manent.