Anche Albatron, dopo altri storici brand (Abit, Epox, Soyo, ecc), potrebbe concludere la propria storia, nel giro di pochi mesi. Senza happy end.


La casa taiwanese, attiva nel mercato informatico dal 1984, non naviga in buone acque, non solo dal punto di vista finanziario, ma anche di mercato. Questa situazione, quindi, è radicalmente diversa, ad esempio, a quella cui dovette far fronte Abit nel 2008, cioè una casa con delle ottime vendite ma con un passivo determinato da illeciti e investimenti sbagliati.


Albatron non vende, e soprattutto non innova  e produce. La produzione delle schede madri si è fermata al Socket 1156, ed anche gli altri comparti, come quello delle VGA e dei sistemi barebone, sono completamente abbandonati. Sembra proprio che il motto della società, "Captures the spirit of the Albatross",  sia stato abbandonato: che qualcuno, come nella "Ballata del vecchio marinaio" di Coleridge, abbia ucciso l'albatros, cioè abbia abbandonato la ricerca?


Dalle seguenti tabelle si può constatare  in quale disastrato stato versi Albatron (Fonte dati, Digitimes.com)

2006 2007 2008 2009 2010
Fatturato Lordo (in mln di dollari di Taiwan) 2264 2194 1142 712 945

 

 

4Q 2010

1Q 2011 2Q 2011 3Q 2011
Utili netti (in mln di dollari di Taiwan) 4 3 -20 -21

 

In ultimo, i profitti del novembre 2011 sono stati il 34,15% inferiori rispetto al novembre 2010.

Potrebbe essere questione di settimane, come di mesi, ma sembra proprio che Albatron sia destinata a chiudere: qualche grande azienda sarà disposta ad acquisirla?