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E' passato un anno da quando abbiamo avviato il progetto BitsAndChips. Ne abbiamo viste di cotte e di crude tra processori, schede video, cabinet e chi più ne ha più ne metta! Talvolta ci sono capitate più declinazioni di uno stesso prodotto, caso che oggi si ripete col portatile che vi proponiamo, così uguale ai predecessori eppur così diverso. Stiamo parlando dell'Alienware M17X-R4, che, dotato di scheda video Nvidia Geforce GTX 680M e processore Intel i7 Ivy Bridge, entra a pieno diritto nell'olimpo degli onnipotenti.

 

 

Il ritorno di un mito! Mai frase fu più azzeccata, anche perchè Alienware M17X fa il suo terzo ingresso nella nostra redazione. Il primo contatto con l'alieno è avvenuto esattamente un anno fa, nel Dicembre 2011 ed in configurazione "entry level" (se core i7-2720QM e Radeon HD 6870M si possano definire entry level), per poi tornare parecchio potenziato qualche mese più tardi con uno dei più potenti processori Core i7 Sandy Bridge (i7-2860QM), GeForce GTX 580M (versione mobile di GeForce GTX 560TI per computer desktop) e schermo 3D. Entrambi i modelli rappresentavano la terza declinazione di Alienware M17X, denominata R3.

 

 

 

Nel frattempo la tecnologia è andata avanti: i processori Sandy Bridge di Intel sono stati sostituiti da Ivy Bridge a garanzia di consumi inferiori a parità di prestazioni, mentre Nvidia ed AMD hanno presentato rispettivamente GeForce GTX 680M e Radeon HD 7970M, versioni mobile delle architetture Kepler e Graphic Core Next che equipaggiano le gaming station da scrivania. Prendete una coppia di questi prodotti, mettetela nell'elegante case Alienware, aggiungete qualche tocco di moderne chicche di contorno ed otterrete la quarta serie di M17X, siglata R4.

 

 

 

La macchina in prova appartiene a Nvidia Italia, ragion per cui è equipaggiata con la sua attualmente più potente GPU Mobile, GTX 680M. GTX 680M è, tra l'altro, una "vecchia" conoscenza: basata sul chip Kepler GK104, altri non è che una GTX 670 da desktop a cui sono state implementate tecnologie di risparmio energetico, ridotte le frequenze di clock per core e memorie e, conseguentemente, i consumi. M17X-R4 è stato configurato con un SSD da 256 Gigabytes come disco primario, un HDD secondario da 1 Terabyte che fornisce sufficiente spazio per la memorizzazione di dati, lettore e masterizzatore Blu-ray Disc, 8 Gigabytes DDR3 1600 MHz, scheda di rete Killer Wireless-N 1103 a/g/n 3x3 MIMO con Bluetooth 4.0 e processore Intel Core i7-3610QM, già visto in Asus G75Vw. Peccato per lo schermo, che è l'arcinoto e pessimo modello 1600x900 punti fornito di base con tutte le macchine Alienware, assolutamente da evitare, specie se si considera che l'upgrade al decente modello Full HD costa solo 80 euro.

 

 

La dotazione di serie prevede un alimentatore da 240 Watts, un cappellino Alienware, una borsa in stoffa per il trasporto, il classico manuale di istruzioni accompagnato da pieghevoli ed una piccola guida. La macchina è RTR (ready to run): basta tirarla fuori dalla scatola, accenderla ed installare il proprio software per renderla operativa sin da subito. In caso di problematiche al sistema operativo basta seguire la procedura di ripristino guidata, che si basa su di un'immagine ISO preinstallata nei dischi.

Vi chiariamo sin da subito che, essendo un refresh di un prodotto che abbiamo già avuto sotto le mani in più occasioni e di cui vi abbiamo fornito recensioni molto accurate, ci soffermeremo sulla sola parte prestazionale, in modo da evidenziare eventuali passi avanti rispetto alle precedenti serie. Ricordiamo, inoltre, che M17X-R4 è una macchina configurabile a proprio piacimento: le prestazioni dipendono da quanto si è disposti a spendere, con prezzi che oscillano da 1.500 euro del modello base (sufficientemente veloce), 3.200 euro del prodotto in prova e 4.000+ euro del top assoluto di gamma.