AMD ed Intel hanno confermato, attraverso diversi comunicati stampa, che la prossima generazione di CPU sarà caratterizzata da rivisitazioni hardware al fine di garantire la completa immunità all’exploit conosciuto come “Spectre”.

Si tratta di dichiarazioni che vanno analizzate attentamente, in quanto questo obiettivo può essere raggiunto attraverso diverse modalità, più o meno complesse.

Prima di tutto sappiamo che le CPU AMD sembrano essere meno soggette a questo exploit rispetto alle CPU Intel, e che quindi dovrebbe essere più semplice e meno doloroso – dal punto di vista della perdita prestazionale – risolvere questo inconveniente. Inoltre, analizzando i brevetti depositati da AMD (US20180032443A1, US20180024931A1, US20180024934A1), possiamo notare come la casa di Sunnyvale negli ultimi due anni si sia impegnata notevolmente nella ricerca di metodi per rendere più sicuro l’utilizzo della Cache, e della memoria in generale, nei sistemi virtualizzati. Risulta quindi verosimile che con Zen2 AMD possa effettivamente commercializzare una uArch completamente Spectre-Proof. Ricordiamo che Google ha comunicato ufficialmente ad AMD ed Intel di questi exploit nel giugno del 2017, e che le due case molto probabilmente conoscevano queste problematiche anche precedentemente (Visto che Google ha iniziato ad investigare su Spectre e Meltdown fin dalla fine del 2016). Risulta quindi verosimile che due anni possano essere sufficienti ad AMD per risolvere questo problema con Zen2.

Intel, invece, ha fatto sapere tramite il proprio CEO che già dalla fine di quest’anno saranno in vendita CPU sia Spectre-Free sia Meltdown-Free: “We’re working to create silicon-based changes to future products that will directly address the Spectre and Meltdown threats in hardware. And those products will begin appearing later this year”.
Si tratta di un’affermazione alquanto pretestuosa, a nostro parere, in quanto risulta difficile credere che in Intel – nonostante le notevoli risorse finanziarie – possano riuscire a cambiare le proprie uArch così repentinamente da risolvere un problema – Meltdown – che richiederebbe un re-design quasi completo delle CPU.

A questo punto crediamo che Intel si limiterà a rilasciare CPU con Microcodice aggiornato, che sicuramente porterà ad un deficit prestazionale. Questa perdita di prestazioni sarà però compensata da un aumento delle frequenze operative. Le prime vere CPU con un fix hardware – almeno per Spectre – le potremo vedere, sempre secondo le nostre previsioni, solamente nel 2019, probabilmente nel medesimo arco temporale di Zen2.