Alcune settimane fa, prendendo spunto da voci provenienti dalla Cina, avevamo scritto una news riguardo le difficoltà di AMD nel portare avanti più progetti, in particolare quelli per il mercato PC di fascia alta, come Steamroller. A quanto pare queste voci si sono rivelate fondate.

 

 

AMD in questo momento critico deve affrontare la sfida della vita, realizzare prodotti appetibili per salvarsi. Ma non solo, deve anche venderli. Se per quest'ultimo punto ha recentemente chiamato a sé il guru Roy Taylor, per la realizzazione dei prodotti serve un certo budget, che per ora non si può permettere.

Si sta assistendo, quindi, allo spostamento di un buon numero di ingeneri dai centri studio dedicati al settore PC Desktop e Server a quelli dedicati al settore Mobile. AMD punterà sempre di più sulle APU, ed in particolare su quelle a basso consumo, come Kabini e Tamesh. La conferma viene direttamente da Lisa Su, Senior Vice President e General Manager of Global Business Units presso AMD: “Much of the transition over the past year is that now we're a system-on-a-hip company. That's the future and we'll deliver the best technology for our growth markets”.

 

La decisione non è stata facile ed è stata fonte di numerosi dibattiti interni. E' proprio tale desione alla base delle tante defezioni che vi sono state, da parte dei vecchi "AMDers": Eric Demers, Bob Feldstein, Michael Goddard e molti altri.

Prepariamoci a vedere AMD sotto un altro punto di vista. Se da un lato il reparto schede video dovrebbe procedere sulla strada attuale, il reparto CPU x86 potrebbe cambiare completamente volto, lasciando ad Intel la leadership de facto, senza combattere. In un mercato in crisi come quello PC potrebbe non essere un ragionamento sbagliato, ma non è detto che porterà alla sopravvivenza. La stessa Intel non sta navigando in buone acque.

 

 

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