Lisa Su è stata chiarissima all’ultima conference call, in cui si sono discussi i risultati finanziari di AMD relativi al 1Q 2018: “We have a 7nm GPU based on Vega that we'll sample later this year. We have a 7nm server CPU that we'll sample later this year. And then, obviously, we have a number of products that are planned for 2019 as well. So it's a very, very busy product season for us. But we're pleased with the sort of the execution on the product roadmap”.

AMD sta procedendo a passi spediti nell’effettuare il tape-out a 7nmdei propri chip di punta attesi nel 2019, e se TSMC e GlobalFoundries non faranno passi falsi, già nella prima metà dell’anno prossimo potremo vedere in commercio, ed in larga scala, sia le nuove GPU VEGA sia le nuove CPU Ryzen della serie 3000.

 

 

Si tratta di un evento epocale, in quanto l’ultima volta che AMD è stata in vantaggio su Intel – per un breve periodo – in termini di nodo produttivo, correva l’anno 2001 (CPU K6-2 a 180nm).

Secondo le ultime voci, AMD dovrebbe produrre la GPU VEGA 20 sui 7nm FinFET HP di TSMC, mentre la CPU Zen2 (Matisse) sui 7nm FinFET (HP di derivazione IBM) presso la FAB8 di GlobalFoundries.

Intel, nel mentre, come riporta SemiWiki, sembra ancora in alto mare con i 10nm 3D-Gate, tanto che si prospetta la loro entrata in servizio, su larga scala, solo a partire dalla seconda metà del 2019. Questo ritardo potrebbe imputarsi, secondo Scotten Jones, nella volontà di Intel nel realizzare un nodo eccessivamente denso, come riportato in questo passaggio: “We believe GF and TSMC are both ramping yield on schedule. It is possible that the yield issues Intel is seeing are related to SAQP in the BEOL. […] Intel has a 36nm pitch in the BEOL versus GF and TSMC at 40nm and the smaller pitch is more difficult to achieve”. Insomma, Intel sembrerebbe ancora una volta aver deciso di prendere la strada più ardua, mentre gli avversari avrebbero deciso di prendere una strada più sicura: realizzare un nodo decisamente migliore rispetto a quelli precedenti, senza strafare, da affinare nel corso degli anni. Intel, invece, vorrebbe il meglio fin da subito. A quanto pare una strategia che non sta pagando.