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Unità di calcolo, cache e memoria

Analizziamo anzitutto le prestazioni per singolo core attraverso benchmark specifici non in grado di sfruttare ambienti multi-threaded. Questi benchmark servono non per individuare un indice di prestazioni generiche visto che ad oggi tutti i software (o almeno la maggior parte) è ottimizzata per lavorare su CPU multi-core, bensì per comprendere meglio le peculiarità di una architettura rispetto ad un'altra ed i casi in cui una maggiore frequenza di funzionamento oppure una differente dotazione di cache possa influire sulle prestazioni.

Science Mark, con i suoi algoritmi Molecular Dynamics e Primordia risulta essere un ottimo indicatore di come vanno le cose considerando un singolo core delle CPU in esame.

Le prestazioni single-core delle tre APU in prova le mettono sugli stessi livelli di una CPU Phenom II di prima generazione, come il modello Phenom II 940. Si nota facilmente che la leggera differenza in termini di tempi di calcolo fra la APU A8-3850 e la CPU Phenom II 940 sia dovuta solo alla frequenza di funzionamento di quest'ultima, di 100MHz superiore. Ovvio è anche il risultato che pone il modello A4-3400 (dual-core) davanti a quello A6-3650 (qaud-core).

Quanto appena detto lo ritroviamo anche nell'algoritmo Primordia il quale mette in luce, però, un avvicinamento fra le soluzioni AMD e quelle Intel probabilmente perché esso sfrutta meno la cache e dunque tende ad ammorbidire le differenze architetturali, lasciando la parola quasi solo alla frequenza di clock.

Al contrario di software come quelli appena visti, Fritz Chess e Truecrypt sono in grado di sfruttare al meglio architetture multi-core. Ecco come si presentano i risultati.

Fritz Chess è un engine di simulazione del gioco degli scacchi capace di sfruttare al massimo ambienti multi-threaded. In questo caso e' ovvio che i modelli che dispongono di un maggior numero di core (fisici o logici che siano) riescano a far meglio e così accade anche per le nostre APU. Il modello A4-3400 chiude la classifica sonoramente battuto dalla CPU Core i3-2100 mentre i due modelli quad-core A6-3650 ed A8-3850 riescono a far meglio ma non tanto da poter superare una CPU Core i5 750 (quad-core, no HT).

Con gli algoritmi di crittografia le cose vanno meglio, specie per i modelli quad-core che riescono a raggiungere quasi le prestazioni delle rivali Core i5-2500K Sandy Bridge. Il modello A4-3400 soccombe invece ancora una volta dietro la CPU Intel Core i3 2100.

Non avendo a disposizione un modulo di accelerazione delle operazioni di crittografia AES e' chiaro che non possiamo chiedere alle APU A-Series di fare gli stessi numeri delle rivali Intel SB ed IB. Escluse queste soluzioni, dunque, il quadro resta quello visto in precedenza.

Oltre alla pura potenza di calcolo è importante valutare la banda dati che le memorie - ed il controller delle memorie ormai integrato in tutte le CPU di nuova generazione - mettono a disposizione.

La banda dati misurata con il SiSoft SANDRA, pone le due APU quad-core un passetto al di sopra delle CPU Phenom II X4 mentre per il modello dual-core A4-3400 i numeri si fermano un gradino al di sotto di quelli dei più vecchi Phenom II. Il confronto con modelli concorrenti come i5 750 o i3-2100 non regge, nonostante la frequenza delle memorie sia la stessa (1333MHz): per poterli raggiungere è necessario utilizzare memorie DDR3-1866.

Anche Science Mark sembra essere d'accordo con il SiSoft SANDRA seppure in questo caso le APU riescono a garantire numeri migliori delle sorelle Phenom II e Phenom II X4.

 

 

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