Presentando Broadwell-Y, variante Mobile dell'architettura Broadwell, Intel punta a migliorare soprattutto le performance grafiche delle proprie CPU, al fine di poter battagliare su quel versante che più la vede in difficoltà, quello dei videogiochi e del multimedia in generale (lato CPU non ha al momento rivali).

 

 

Con la presentazione, da parte di AMD, di Mullins e, da parte di nVidia, di K1/Denver, le rivali hanno effettivamente posto l'accento nell'ottimo rapporto prestazioni/watt in campo multimediale, soprattutto nei mercati relativi agli Ultraportatili e ai Tablet.

 

 

In Broadwell-M, così, Intel effettua un piccolo aggiornamento della parte relativa alla CPU rispetto ad Haswell, garantendo un boost attorno al 5% delle prestazioni, grazie ad un'unità di predizione migliorata, ad un miglioramento dell'HT e ad altri tweak minori riguardanti Cache e IMC, concentrandosi principalmente sulla iGPU, la quale vede le proprie Compute Unit aumentare del 20% e lo Shader Throughput del 50%. Intel, inoltre, implementa per la prima volta un sistema di condivisione della memoria tra CPU e GPU, gestito via Software, simile a quello implementato da nVidia con le librerie CUDA 6 (Unified Virtual Memory). Entrambe queste implementazioni tentano di imitare hUMA di AMD, in attesa di un'implementazione via Hardware. Intel, quindi, cercherà nel prossimo futuro di creare una propria versione di HSA, dimostrando ancora una volta che AMD, al pari di quanto ha fatto con i 64 Bit, ha preso la decisione giusta.

Broadwell-M, comunque, non punterà solo sull'aumento delle prestazioni grafiche, ma anche e soprattutto sui consumi, i quali, grazie all'utilizzo dei 14nm LP e della seconda generazione del FIVR, subiranno un netto taglio rispetto a quelli di Haswell-M. Non solo, ma sempre grazie all'utilizzo del nuovo nodo, Broadwell-M sarà molto più piccolo, e quindi forse più economico da produrre rispetto al predecessore (se è vero che la superficie del Die è minore, i 14nm sono molto più costosi dei 22nm: solo Intel al momento conosce il costo di produzione reale, di cui per ora possiamo fare solo speculazioni).

 

 

Questo renderà Broadwell-M decisamente più piccolo rispetto a Haswell-M (il packaging sarà dimezzato), ed in Idle gli permetterà di consumare ben il 60% in meno. Anche le schede madri potranno beneficiare di questi vantaggi, diventando più compatte: il PCB subirà una contrazione nella superficie del 25% a parità di componentistica utilizzata.

Con Broadwell-M, Intel cercherà di concorrere con le soluzioni ARM (Tegra K1 in particolare) per la realizzazione di Tablet di fascia alta e dei Chromebook, lasciando agli ATOM l'incarico di farsi spazio nel mercato di fascia bassa.