Annunciate in pompa magna nel 2019 come la più grande novità in ambito x86 dell'ultimo lustro, le CPU ibride Lakefield sembrano non aver convinto né i partner di Intel né i clienti finali, soprattutto per via delle prestazioni alquanto deludenti. Realizzate sulla falsariga dei SoC big.LITTLE di ARM, le CPU Lakefield, dotate di core a basse (Atom) ed alte (Core) prestazioni, devono necessariamente contare su un ottimo scheduler per la gestione dei thread. Sfortunatamente per Intel, Windows 10 non è mai riuscito in ciò e solo il prossimo Windows 11 dovrebbe sopperire - almeno in parte - a questa criticità.

Intel, comunque, non sembra voler puntare troppo sulle CPU ibride neppure in futuro, ed infatti si appresta a mettere in pensione, dopo poco più di un anno, la prima generazione di Hyrid CPU. Nel documento troviamo scritto: "market demand for the products listed has shifted to other Intel products". A giudicare dalle parole utilizzate sembra che Intel si appresti a compiere questo atto perché il mercato non è interessato alle CPU Lakefield e derivate. Eppure, a nostro parere, la decisione potrebbe essere stata presa anche perché risulta molto complicato ottimizzare Windows: Apple può farlo perché ha il pieno controllo su CPU e Software, Intel no.

Vedremo come Intel risolverà questa spinosa situazione con le CPU Alder Lake-S, anche queste delle CPU ibride. Si riveleranno un nuovo buco nell'acqua o Microsoft compirà il miracolo con Windows 11?