Fino ad oggi il termine “domotica” è stato abbastanza vacuo. Sì, in linea generale sappiamo cosa significa e cosa ci si aspetta da una casa controllata da apparecchi informatici, ma di concreto abbiamo visto ben poco, se non nulla. Qualche frigorifero con installato Android per chattare su Facebook dalla cucina, dei tostapane ricchi di inutili feature, allarmi di casa un poco più evoluti, ma nulla di tutto questo funzionante attraverso un centro di controllo integrato ed unico.

 

 

Google, acquistando Nest per 3,2 mld di dollari, punta finalmente ad una domotica come la si vede nei film o la si legge nei romanzi di fantascienza. Isaac Asimov, nella prefazione alla raccolta di racconti fantasy “Storie di giovani maghi”, scrive: “Ecco perché, anche in questi tempi moderni (in cui sappiamo perfettamente che è l'energia a far funzionare le cose, e non gli improbabili fenomeni magici), ci divertiamo ancora a leggere racconti di magia: ci appassionano ancora, ci danno i brividi! Anche se leggiamo alla luce di una lampadina elettrica, col condizionatore d'aria in funzione, come ci piacerebbe poter comandare ad un demone – Illumina questa stanza e fa che sia bella fresca! –, come ci piacerebbe sentirlo rispondere – Ti ascolto mio signore, ti ubbisco –, piuttosto che premere un paio di pulsanti!” (Storie di giovani Maghi, Isaac Asimov, Mondadori Junior, 1987, Milano).

Su SeekingAlpha leggiamo: “Nest, founded by former Apple exec Tony Fadell (sometimes called the godfather of the iPod), has become a darling of the Silicon Valley startup scene by launching innovative, digitally-controlled home products that show an Apple-like design flair (and Apple-like pricing)”.

Ecco l'idea di Google, puntare ad una serie di prodotti integrati, capaci di essere controllati in maniera centralizzata, e soprattutto accattivanti. Il Sistema Operativo per fare questo l'ha, si chiama Android, così come ha le conoscenze per poter far sì che questo avvenga a distanza, in Remoto, grazie ad una connessione Internet ed ai propri servizi Cloud.

Chissà, forse non dovremo aspettare decenni, e tra qualche anno anche noi avremo un demone al nostro servizio. Di Linux.