In AMD, a quanto pare, l'addio di Jim Keller non è stato preso poi tanto male, forse perché era già stato preparato da tempo.

 

 

Sul quotidiano online myStatesman, di Austin (Texas), è stato pubblicato un articolo riguardante proprio il team che ha sviluppato Zen, e che ha sede – guarda caso – ad Austin. Risulta molto interessante quanto afferma la veterana Suzanne Plummer, seconda in comando di Keller: “It is the first time in a very long time that we engineers have been given the total freedom to build a processor from scratch and do the best we can do. It is a multi-year project with a really large team. It’s like a marathon effort with some sprints in the middle. The team is working very hard, but they can see the finish line. I guarantee that it will deliver a huge improvement in performance and (low) power consumption over the previous generation”.

Proprio come si era preventivato, Keller ed il suo team hanno avuto carta bianca nello sviluppo di Zen, una situazione più unica che rara in questo settore, e del tutto impossibile in Intel o Apple (l'ultima volta che accadde in AMD fu con K8). Questa affermazione, quindi, dovrebbe tranquillizzare i fan della casa di Sunnyvale, perché significa che Keller ed il suo team vi hanno buttato dentro quanto potevano (l'enorme numero di brevetti depositati relativi  alla Cache dovrebbe far riflette, in proposito).

Mentre Intel, con Skylake e i suoi successori, cerca di far coincidere il mercato Mobile con quello PC, chissà che AMD non tiri fuori un'architettura high performance davvero performante. Dopotutto, se Intel migliora l'IPC di un 5% da una microarchitettura ad un'altra, la colpa va data anche al target di utilizzo che la dirigenza impone ai propri studi di design. Keller, al contrario, non ha avuto alcuna indicazione se non quella di realizzate una microarchitettura performante …