A quanto pare le voci che volevano Intel alla ricerca di un CEO esterno, ferrato sul settore mobile, erano veritiere, come conferma Laura Anderson, portavoce di Intel: “No candidate has the inside track, and the board will be equally looking at internal and external candidates”.

 

 

Questo andrebbe a combaciare perfettamente con le future roadmap della casa di Santa Clara, maggiormente incentrate sul settore mobile e a basso consumo. Come una volta era AMD a dar la caccia ad Intel, ora è Intel a dar la caccia a Qualcomm e compagnia.

Se davvero si dovesse scegliere per la prima volta nella sua storia un CEO esterno, Intel potrebbe cambiare decisamente faccia. Alcuni esperti di mercato e fonderie hanno affermato che Intel potrebbe dividersi in tre distinte aziende (Fonderie, Hardware e Software) così da gestire meglio i rispettivi Core Business, mentre altri vedrebbero una Intel più concentrata sullo sviluppo di architetture efficienti, a costo di tagliare il budget alla divisione che si dedica ai nuovi processi produttivi.

Il nome del successore lo sapremo solo tra quattro mesi circa, ma una cosa è certa: riuscirà Intel a mantenere la propria identità se dovesse scegliere un CEO esterno? Gli investitori sperano che il nuovo CEO sia un esterno, così da riuscire dove Otellini ha fallito, ma i fan della casa americana già tremano per i futuri risvolti in ambito Desktop. Le voci sull'abbandono del Socket LGA nel mercato consumer con Broadwell non fanno presagire nulla di buono.