La spinta del mercato verso sistemi laptop che siano sempre più leggeri e sottili influenza non solo le decisioni di chi realizza processori, chip grafici e chipset ma anche tutti gli altri player della filiera.

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Lo spessore dei dischi è talmente sentito come fattore limitante che Intel stessa in occasione dell'IDF di Pechino ha presentato una tecnologia per ridurlo fino ad appena 5mm. Purtroppo fino a quando gli SSD non raggiungeranno capacità, affidabilità e prezzi paragonabili a quelli dei dischi tradizionali si rende necessario l'utilizzo di questi ultimi anche dove un modello allo stato solido potrebbe essere risolutore.

Intel ha progettato una nuova interfaccia SATA che ha uno spessore di un quarto rispetto a quella attuale ed è stata spostata su un angolo del disco. Le nuove specifiche SATA-IO saranno però finalizzate solo alla fine di quest'anno.

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L'interfaccia da sola non risolve però tutti i problemi come quelli legati alla meccanica dei dischi rigidi che prevede la presenza di uno o più piatti e di una o più testine di lettura e scrittura. Comunque sia in 5mm, stante l'attuale tecnologia, non è possibile inserire più di un piatto.

Di tutto questo ne sanno qualcosa i produttori di hard disk come Western Digital che da poco ha annunciato un nuovo modello della serie Scorpio Blue da 2,5 pollici il quale presenta uno spessore di 7mm, particolarmente appetibile per essere appunto utilizzato in notebook molto sottili come gli Ultrabook.

La nuova serie di hard disk interni è disponibile con capacità di 320GB e 500GB usando un singolo piatto ed è molto parca nei consumi e nella rumorosità.

I prezzi consigliati sono pari a 80 dollari per il modello da 320GB e 100 dollari per quello da 500GB.

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