Secondo quanto riportato dalla testata TechEye.net, Intel avrebbe delle difficoltà a far recepire ai propri partner quali debbano essere le caratteristiche degli Ultrabook.

 


Annunciati oltre un anno fa in pompa magna, dagli Ultrabook Intel si aspettava un successo incredibile, sulla scia di un design simile a quello dei portatili della Apple, ed invece è accaduto l’esatto opposto, soprattutto a causa di un prezzo spropositato (che spingeva gli utenti ad acquistare l’originale di Apple).

Per rendere più appetibili questi portatili Intel ha ben pensato di rendere più liberi i propri partner da restrizioni, permettendo l’utilizzo delle plastiche per lo chassis, di monitor dalla bassa risoluzione e di altri componenti non inizialmente preventivati, come gli HDD ibridi al posto degli SSD.

Questo ha permesso di abbassare il prezzo fino a raggiungere la soglia dei 699 dollari, ma gli Ultrabook così configurati non sono piaciuti né ai giornalisti né agli utenti: sono poco più sottili di un notebook tradizionale, pesano troppo, hanno monitor scadenti e le plastiche sono fragili. Insomma, per dirla alla Toto’, sono delle ciofeche.

Intel si trova costretta in questo momento a giocare in difesa, cercando di convincere i propri partner a realizzare prodotti leggermente migliori, mentre si aspetta Haswell. Proprio Haswell, infatti, potrebbe essere la chiave di volta, la soluzione al problema, grazie al design su chip unico, System on Chip.

Il problema, comunque, rimarrà il prezzo della CPU stessa: come fare a realizzare un Ultrabook dal prezzo aggressivo se già per la CPU potrebbero essere necessari tra i 150 e i 200 dollari? Intel deve decidere: botte piena o moglie ubriaca?