Nelle settimane scorse si era parlato delle difficoltà produttive di Intel a causa del posticipo dell'entrata in servizio del nodo 10nm 3D-Gate. Queste difficoltà non solo stanno facendo lievitare artificialmente i prezzi delle CPU, a causa di una Domanda superiore all'Offerta, ma stanno mettendo in crisi gli stessi Manager dell'azienda di Santa Clara, in quanto si sta  rendendo necessario l'utilizzo anche di fonderie teoricamente concorrenti (In questo caso, TSMC) o di nodi più antiquati. Non un bello spot pubblicitario, per un'azienda che ha avuto le propriet FAB quale fiore all'occhiello peer gli ultimi 20 anni.

Questa situazione sta provocando un lento, ma costante, deprezzamento delle azioni Intel, passate negli ultimi mesi da circa 57$ a circa 45$. Per evitare che questa situazione precipiti ulteriormente, in quanto gli investimenti e gli investitori sono il cuore di un Business tanto avanzato, nelle ultime ore sta girando una voce da parte della BlueFin Research PartnersBlueFin Research Partners (Un'azienda di analisi di mercato). Secondo Steve Mullane, analista dell'azienda appena citata, Intel dovrebbe risolvere i propri problemi con i 10nm entro il 2019, con conseguente inondazione di CPU a 10nm entro la metà del prossimo anno. Un'affermazione che non combacia con quanto si vede dalle ultime slide di Intel, e che potrebbe essere semplicemente un modo per salvare gli investimenti di alcune persone (Elon Musk fu accusato, non molto tempo fa, di aver fornito false notizie per far alzare il valore delle azioni Tesla, ad esempio. Qui le ultime notizie a riguardo).

A questo punto sarà interessante osservare la reazione di Intel: avvallerà le tesi fornite dalla BlueFin Research Partners, oppure rimarrà sulle proprie posizioni relativamente alla roadmap? Nel primo caso, se dovesse fallire nel commercializzare le CPU a 10nm nel 2019, il danno d'immagine potrebbe essere devastante (Chi non si ricorda quanto accaduto ad AMD, dopo che la casa di Sunnyvale aveva eccessivamente "pompato" Bulldozer?).