I ricercato della Oregon State University hanno trovato un modo per incrementare la capacità di memorizzazione delle periferiche a stato solido utilizzando una tecnica legata agli ultrasuoni. Questa riuscirebbe a coniugare i benefici dei dischi SSD con quelli tradizionali magnetici e permetterebbe di ritardare l'introduzione di una tecnologia più costosa come quella di registrazione assistita dal calore.

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Invece di utilizzare un elemento riscaldante per supportare un incremento della densità di memorizzazione, infatti, i ricercatori hanno affermato che è possibile inviare un'onda a ultrasuoni su una specifica e molto precisa regione di materiale da "stretchare" o "curvare". Il vantaggio degli ultrasuoni sta nel fatto che il suo impatto può essere più facilmente contenuto a differenza del calore che tende ad espandersi anche nelle regioni limitrofe all'area target. In questo modo sarà possibile realizzare dischi SSD con capacità superiori a quelle oggi permesse dalla tecnologia.

Pallavi Dhagat, professaore associato della OSU School of Electrical Engineering and Computer Science, ha affermato"We’re near the peak of what we can do with the technology we now use for magnetic storage. There’s always a need for approaches that could store even more information in a smaller space, cost less and use less power."

Passi avanti sono stati compiuti anche nel settore dei dischi a piatti e testine grazie ai ricercatori di HGST Labs, divisione di Western Digital. Gli scienziati sono riusciti a creare un pattern molto denso di isole magnetiche che prevedono appena 50 atomi ciascuna e sono in grado di memorizzare un bit di informazione. Il risultato è una densità di 1,2 trilioni di punti per pollice quadrato, il doppio rispetto a quella oggi possibile.

Il risultato è stato raggiunto grazie ad una emergente nanotecnologia che fa uso di molecole capaci di assemblarsi da sole oltre che a tecniche di line doubling e nanoimprinting. Secondo HGST un media con pattern di bit come quello appena realizzato potrebbe diventare commercialmente appetibile prima della fine di questo decennio.

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Tom Albrecht, un rappresentante di HGST, afferma “We made our ultra-small features without using any conventional photolithography. With the proper chemistry and surface preparations, we believe this work is extendible to ever-smaller dimensions.”