OCZ negli ultimi due anni è stata spesso citata nei forum di discussione a causa dei numerosi problemi di affidabilità dei propri SSD e della gestione caotica degli RMA che gli utenti hanno dovuto in alcuni casi affrontare.

 

 

Con l'acquisizione da parte di Toshiba, OCZ torna in grande stile nel mercato degli SSD di fascia medio-alta, dando una pesante sfoltita al proprio listino (addio alle serie, tra le molte, che più hanno dato problemi di affidabilità: Agility, Octane ed Onyx), ed al contempo avviando una compagna di promozione dal nome che, se non fosse stato adottato da OCZ, sarebbe anche accattivante, “Not afraid to play dirty”. Perché dico questo? Perché molti clienti sono rimasti scottati dalla vecchia OCZ, e il riferimento al giocare sporco in questo caso può risultare molto ironico (ad esempio, qui: “And yea if they play dirty you should do so too”). Comunque, come hanno affermato due dirigenti di OCZ, Tobias Brinkmann, Vice Presidente Global Marketing, e Daryl Lang, Vice Presidente Senior of Product Management, la compagnia sembra aver superato del tutto il periodo più buio della propria storia (Link all'intervista), ed anche dal punto di vista dell'affidabilità la situazione è ora molto più confortante.

Lasciando da parte queste considerazioni, veniamo a quello che OCZ offre oggi. Concentrandosi solamente sugli SSD di fascia medio-alta, come abbiamo già detto, la casa nippo-statunitense punta ad offrire prodotti dalle caratteristiche di livello più elevato, in grado di incontrare i gusti di un pubblico esigente. Ecco quindi che OCZ cerca di colmare il gap con le serie Pro ed EVO di Samsung e M5P di Plextor (citando le più famose in ambito consumer e prosumer), offrendo un SSD in grado di garantire prestazioni ottime non solo da nuovo, con il SO appena installato, ma anche dopo un prolungato utilizzo.

 

 

È ormai assodato, considerati i numerosi articoli pubblicati in proposito da molte prestigiose testate, che gli SSD subiscano un degrado, anche considerevole, nelle prestazioni dopo un certo utilizzo, anche nel caso le funzioni TRIM e Garbage Collector siano attivate. Anche noi di Bits&Chips, nelle recensioni degli SSD, effettuiamo i test tenendo conto di questa eventualità.

OCZ cerca di risolvere questa seccatura implementando delle funzioni apposite sia hardware sia software, e le famiglie portabandiera di queste caratteristiche sono le novelle Vertex 460 e Vector 150.

A giudicare dalla recensione di NextHardware del Vertex 460 e dalla nostra recensione del Vector 150 possiamo affermare che OCZ è effettivamente riuscita a cambiare completamente volto, in quanto oggi è in grado di offrire un catalogo che non ha nulla da invidiare a quello dei principali concorrenti.

 

Dalla nostra recensione del Vector 150