Lo standard Sata III sta diventando lentamente il principale collo di bottiglia dei moderni PC ad alte prestazioni, contrastando in questo modo la visione che si ha avuto fino ad un paio di anni fa degli Hard Disk. L'introduzione degli SSD ha cambiato le carte in tavola ed ora le limitazioni sono da ricercarsi altrove, nei chipset ad esempio.

 

 

I nuovi chipset della famiglia Lynx Point, non ancora commercializzati e che accompagneranno le future CPU Haswell, sembra proprio che non riusciranno a garantire una banda dati adeguata per tutte le veloci periferiche di memorizzazione che l'utente finale potrà utilizzare. Le poche linee PCI-E 2.0 a disposizione saranno facilmente cannibalizzate da pochi SSD ad alte prestazioni, ed anche le penne USB 3.0 stanno raggiungendo velocità fino a qualche anno fa neppure pensabili.

Per far fronte a questo si sta paventando l'introduzione dello standard professionale Sata Express anche nel mercato consumer, il quale conserverà piena retro-compatibilità con i connettori Sata fino ad ora utilizzati, ed al contempo garantirà una velocità di trasferimento pari a 8Gb/s – 16Gb/s. Quasi tre volte la connessione Sata III. La connessione Sata Express avrà accesso diretto alle linee PCI-E, garantendo una più bassa latenza ed una migliore gestione del flusso dati. In questo modo sarà possibile creare drive SSD prestanti come gli OCZ RevoDrive, ma collegabili tramite cavo Sata, o realizzare RAID ad alte prastazioni.

Attualmente la definizione dello standard è nella fase finale di discussione, ma è possibile che lo vedremo già dalla seconda metà del 2013, tramite CTRL di terze parti, inseriti dai produttori di schede madri, così da diversificare i propri prodotti di fascia alta e offrire feature interessanti all'utenza più smaliziata.