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Con l'avvento delle CPU Intel basate sul core Ivy Bridge è tornata timidamente in uso la pratica dello scoperchiamento dell'IHS, questo a causa dell'abbandono della saldatura e, in particolare, dell'utilizzo di una pasta termica di bassa qualità tra il Die e lo stesso IHS. 

 

La nostra CPU aperta, e pulita dai residui del silicone nero utilizzato per sigillare l'IHS

 

Nell'ultimo anno tale pratica si è diffusa attraverso tutti i “ceti” (passatemi il termine) di utenza: dal pigro utilizzatore di PC preassemblati, al videogiocatore appassionato e su,  fino all'utente enthusiast, quest'ultimo fino a poco tempo fa additato di eccessivo zelo nel massacrare impunemente i propri componenti hardware in cerca di qualche vantaggio effimero. Ora, con l'avvento delle CPU basate su core Haswell, sembra che anche il più introverso degli utenti si sia trasformato in un pro-clocker, attirato dalle numerose guide su come rendere il proprio processore una fiammante cabrio, capace di regalare temperature polari e sguardi d'invidia. 

Ad oggi si è posta particolare attenzione alle CPU di fascia media e alta (i5 e i7), riguardo tale pratica, in quanto sono quelle che più di altre richiedono un abbassamento delle temperature: vuoi perché hanno anche a default un consumo più che discreto, vuoi perché, nelle varianti K, sono le uniche che permettono overclock spinti. Anche a default non è raro guadagnare una ventina di gradi in Full Load con i giusti accorgimenti.  Cosa accadrebbe, giusto per curiosità, passando dalle stelle alle stalle, cioé se sostituissimo la pasta di una CPU di fascia bassa, al pari di quanto si fa solitamente con CPU ben più costose, con una pasta di qualità?  

Con questo articolo vogliamo appunto scoprire se scoperchiare un Pentium G2020 può risultare vantaggioso o meno.


Scoperchiare una CPU di per sé non è difficile, basta un cutter con la lama nuova di zecca e molta, molta attenzione. La fretta, come ci viene ripetuto dalla nascita, è anche in questo caso portatrice di guai. Bisogna stare attenti ad utilizzare la lama sempre parallelamente al PCB della CPU, così da evitare che la punta, inserendosi al disotto dell'IHS, possa graffiare il circuito stampato. Secondariamente, mentre si lavora sugli angoli, bisogna prestare attenzione a che la lama non penetri eccessivamente in profondità, così da non scheggiare inavvertitamente una parte dei Die della CPU, rendendola inutilizzabile. 

 

Come detto, attenzione a quando si utilizza il cutter. In questo caso sono stato fortunato, in quanto ho evitato di incidere le piste (cerchio rosso)

 

Fatto ciò, si procederà a sollevare l'IHS. Ecco come si presenta la CPU aperta, ed in particolare la pasta.

 

Pasta termica orginale Intel

 

In Intel non hanno certo lesinato nella quantità di pasta, come è possibile osservare. Sfortunatamente la qualità non è eccelsa in quanto si mostra, a CPU praticamente nuova, come se fosse vecchia di anni, quasi secca.

Con i prossimi test andremo ad osservare come sostitutendo tale pasta con due paste di qualità, prima la Arctic Cooling MX-4 e poi la Noctua NT-H1, la situazione si evolva. 


CPU

Intel Pentium G2020 (Ivy Bridge)
Scheda Madre MSI ZH77A-G43 (Bios 1.9)
Dissipatore Stock
Software Sensori AIDA64 3.00
Benchmark Prime95 + FurMark
Sistema Operativo Windows 7 Home Premium 64Bit
Driver Video Intel 1.0 (03/05/2013)

 

Le temperature riportate sono quelle massime raggiunte dopo 30 minuti di test (Prime95+FurMark in contemporanea). CPU0 e CPU1 sono i due core fisici del Pentium G2020, mentre CPU è da intendersi come la CPU nel suo complesso, iGPU inclusa.


Configurazione Base

Pasta Die-IHS Pasta IHS-Dissipatore C° stanza Umidità stanza
    Originale Intel     Arctic Cooling MX-4 28.3° 54%

 

 

Configurazione 1

Pasta Die-IHS Pasta IHS-Dissipatore C° stanza Umidità stanza
Arctic Cooling MX-4 Arctic Cooling MX-4 28.4° 55%

 

 

 

Configurazione 2

Pasta Die-IHS Pasta IHS-Dissipatore C° stanza Umidità stanza
     Noctua NT-H1     Arctic Cooling MX-4 27.9° 55%

 


Come si può osservare dai risultati conseguiti, scoperchiare una CPU Ivy Bridge di fascia bassa non porta particolari benefici. Mediamente, infatti, si sono guadagnati appena due gradi, un risultato del tutto risibile. Un risultato che però ha richiesto lo scoperchiamento della CPU, e che potenzialmente avrebbe potuto provocarne la rottura (io ci sono andato vicino in questo caso, come già scritto in una didascalia nella seconda pagina).

 

E' vero che il Pentium G2020 costa appena 60 euro, ma il risultato non vale assolutamente il rischio. Il basso consumo della CPU rende altamente tollerabile l'utilizzo da parte di Intel di una pasta termica appena mediocre, contrariamente a quanto accade con le ben più esose e costose CPU i5 e i7. Per il test non abbiamo utilizzato la Coollaboratory Liquid Pro, utilizzata dalle altre testate per test analoghi sulla CPU i7-4770K, ma d'altra parte ci sembrava fuori luogo utilizzare una soluzione tanto costosa per una CPU Entry-Level. Come si può osservare da questo articolo del sito giapponese PCWatch, ampi margini di miglioramento si possono raggiungere utilizzando anche una più tradizionale pasta siliconica (in questo caso la Freeze Extreme di OCZ).

 

In conclusione la pratica dello scoperchiamento, e implicitamente la sostituzione della pasta termica originale, è un'operazione utile solamente per quelle CPU  accreditate di un elevato consumo energetico. Con CPU a basso consumo come il nostro Pentium G2020 si è rivelata solamente una rischiosa perdita di tempo.