David "dadi" Perlmutter, che a febbraio farà i 34 anni in Intel (quindi non è una coincidenza la data del ritiro), ha deciso di lasciare l'azienda, forse per divergenze insanabili con l'attuale CEO che ha sostituito Otellini, Brian Krzanich. Non è una novità che, sebbene Perlmutter sia a capo dell'Architecture Group dal 2009,  Krzanich, appena diventato CEO, abbia deciso che ogni decisione sui futuri processori Intel dovesse passare da lui in persona, mettendo in secondo piano lo stesso Perlmutter.

 

 

Intel sta puntando sempre più al mercato Mobile (Tablet e Smartphone), lasciando in naftalina il settore attraverso il quale è sempre vissuta, ed è giunta fino a noi: quello delle CPU di fascia alta, dedicate sia al mercato professionale sia al mercato consumer.

A capo del gruppo di ingegneri di Haifa (Israele) che svilupparono la piattaforma Centrino, da cui derivarono poi le CPU Core, Perlmutter si è sempre dimostrato attento alle esigenze di Intel in campo Mobile.

Questo, comunque, non significa che Perlmutter non abbracciasse la visione della “vecchia Intel”, tanto cara anche ad Otellini: tutto deriva dai processori di fascia alta. Le tecnologie utilizzate nei prodotti di fascia bassa derivano a cascata da questi.

Con l'attuale dirigenza, invece, sembra si stia dando fin troppa importanza ai prodotti più economici, o di moda (scegliete voi). Ne varrà la pena? Ripagherà questa scelta? Non sarebbe più razionale continuare a fare quello che si sa fare meglio, cioè processori ad alte prestazioni?

Forse, ma è una supposizione, Perlmutter si ritirerà proprio per questo, perché vede una Intel (la SUA Intel) lasciare una strada conosciuta, forse non ricca come lo è stata in passato, ma che l'avrebbe vista comunque dominatrice. Ora, invece, dovrà lottare in un terreno sconosciuto, dove è una signora nessuno.