Secondo quanto riporta l'importante testata sud coreana Sedaily, Intel potrebbe avviare la produzione di alcune proprie CPU (probabilmente quelle di fascia più bassa) presso le fonderie di Samsung, sfruttando il nodo 14nm FinFET, così da interrompere l'attuale crisi di produzione.

Poiché la produzione dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2020, quasi in concomitanza con la presentazione delle CPU Rocket Lake, attese nella prima metà del 2021, si suppone che le CPU che verranno prodotte presso le fonderie di Samsung faranno parte di questa serie di processori. Attualmente l'accordo tra Samsung ed Intel è in una fase avanzata di discussione e dovrebbe essere finalizzato nel giro di poche settimane.

Intel avrebbe scelto Samsung, e non TSMC, in quanto la casa coreana risulterebbe più affidabile da un punto di vista politico: la recente guerra commerciale tra USA e Cina sta aprendo uno scenario quasi da Guerra Fredda, seppure in ambito produttivo. TSMC, essendo la fonderia di riferimento di Huawei/HiSilicon, risulterebbe poco gradita a molti vertici delle forze armate e delle aziende informatiche statunitensi. Inte, per mantenere in essere i contratti con questi enti, si sarebbe dovuta inchinare alle loro richieste, anche a costo di sfruttare nodi inferiori rispetto alla concorrenza (Ricordiamo che per il 2021 AMD avrà sicuramente a disposizione il nodo 7nm EUV di TSMC e, probabilmente, il nodo da 5nm sempre di TSMC).

Intel, per questi motivi, potrebbe perdere gran parte dei mercati HPC, Cloud e Consumer mondiali, a vantaggio di AMD ed ARM, rimanendo padrona del solo mercato interno USA. L'arrivo imminente dei 10nm, infatti, è ormai una leggenda, e i 7nm potrebbero non arrivare prima del 2022. In questo arco temporale Intel potrebbe perdere gran parte delle proprie quote di mercato in tutti i settori in cui al momento è regina.