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Il partner storico di AMD lancia una scheda madre basata su chipset 990FX con supporto a tutte le CPU Athlon, Phenom ed FX di ultima generazione e sottosistemi video Quad-VGA CrossFireX. Potrebbe essere l'iniezione di potenza in più che tutti gli utenti AMD cercavano da un po' di tempo a questa parte o, visti i costi ridotti delle CPU AMD, il modo più economico di allestire una postazione gaming con gli attributi!

Il brand "Pure Black" di Sapphire sta ad indicare una linea di prodotti su cui si pone l'attenzione sulla sola sostanza: le schede madri che portano questo nome sono solitamente caratterizzate da una dotazione di serie scarna, controbilanciata da una tecnica sopraffina per la realizzazione del PCB ed integrazione di elementi tipici dei prodotti di fascia medio-alta. In esperienze passate abbiamo addirittura trovato SoC Lucid Logix Engine per la gestione di più schede video (ad ovviare le limitazioni dei chipset), controller S-ATA aggiuntivi e predisposizione al funzionamento fuori specifica tramite sistema di raffreddamento ad-hoc e sezione di alimentazione sovradimensionata. Il tutto ad un prezzo vantaggioso, si intende.

La premessa è stata d'obbligo per avere una chiara idea del prodotto con cui abbiamo a che fare. La combinazione 990FX - SB850 viene finalmente vestita di nero col chiaro intento di rendere giustizia alla famiglia di processori più discussa degli ultimi mesi, AMD FX (Bulldozer), oltre a supportare i più economici e classici Athlon, Phenom e Sempron su Socket AM3. Eh già: in AMD si usa la filosofia del "tutto compatibile", che permette di traghettare processori più vecchi su piattaforme recenti permettendo, in ogni momento, l'aggiornamento del sistema senza dover dismettere la scheda madre. Chi compra AMD si mette in una botte di ferro, e protegge l'acquisto per gli anni a venire.

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Questioni di immagine. I prodotti appartenenti al brand Pure Black sono
immediatamente riconoscibili dalla confezione tutta nera

A prescindere dalle specifiche tecniche base, omogenee per tutti i prodotti di questo tipo, ci interessa porre l'attenzione sull'espandibilità, garantita da ben sei porte PCI-Express a lunghezza piena. A prima vista si rimane impressionati poichè, conoscendo le specifiche tecniche dei chipset AMD, si potrebbe pensare alla presenza di qualche chip per la gestione semaforica di alcuni canali PCI-E che andrebbero a duplicare le linee a disposizione (è già successo in passato con i modelli Pure Black per Sandy Bridge); leggendo il manuale di istruzioni ci accorgiamo che tale fattispecie è assente, e che le porte da destinare alle configurazioni CrossFireX 16x/8x sono solo quattro. Scelte di design... o di marketing (gli slot PCI Express x16 possono ospitare senza problema alcuno periferiche x1, x4 o x8).


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La perla nera, con numerosi slot PCI-E Full Lenght

La dotazione di serie è ridotta al minimo ed include il manuale di istruzioni, il lamierino per il pannello I/O, un set di viti, un CD con drivers ed un cassettino in alluminio USB 3.0 da connettere alla relativa porta integrata nella parte bassa del PCB.

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Dotazione di serie


Il prodotto in prova non nasconde le sue nobili origini. Nonostante il prezzo ridotto, troviamo un PCB in color nero perlato che fa "scena", tempestato da una serie di connettori in nero, rosso e blu e dissipatori passivi in alluminio di taglia maggiorata, capaci di contenere i bollenti spiriti della sezione di alimentazione. La scheda da una prima sensazione di qualità elevata, confermata dalla disposizione estremamente ordinata delle componenti, e poi di grandi capacità d'espansione. Per dirla breve, non ci dispiacerebbe affatto averla nel computer che usiamo tutti i giorni.

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Il PCB della Sapphire Pure Black 990FX ha un design unico

L'occhio cade subito sul sistema di raffreddamento, che copre la generosissima sezione di alimentazione ed il northbridge. Gli integrati sono sovrastati da due enormi dissipatori in alluminio anodizzato nello stesso colore delle porte  d'espansione, interconnessi da una heat pipe in rame cromato con diametro di sei millimetri. Traggono raffreddamento primario dal dissipatore per CPU ed, in seconda battuta, dalle ventole del case; svolgono il loro compito in modo efficace, tenendo il sistema al fresco anche nel funzionamento fuori specifica.

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La sezione di alimentazione è opportunamente raffreddata

Il connettore d'alimentazione supplementare 8-pin è tradizionalmente posizionato all'angolo superiore sinistro, a metà strada tra i dissipatori ed il pannello I/O. Curioso il posizionamento di una delle porte Serial-ATA, localizzata poco più in basso.

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Connettore d'alimentazione supplementare e porta S-ATA

Quattro slot per memorie sono posizionati a destra del socket CPU: supportano configurazioni dual channel DDR3 con velocità fino a 1800 MHz e quantitativo massimo di 16 GB. Gli slot sono affiancati da una parte della componentistica di alimentazione (tre fasi sono dedicate proprio alle memorie) per garantire tensioni stabili ed adeguate durante il funzionamento fuori specifica.

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Il sottosistema memorie supporta configurazioni overclock

Le possibilità di espansione sono elevate poichè sono offerte ben sei porte PCI Express Full Lenght, di cui quattro funzionanti in modalità 16x/8x per il supporto a CrossFireX Quad-VGA: nello specifico, le porte da destinare alle schede video sono, partendo dall'alto, la prima (16x), la terza (16x/8x), la quarta e la quinta (8x); la seconda e la sesta sono del tipo 4x. Lungo il perimetro inferiore troviamo una presa molex 4-pin per l'alimentazione supplementare (da fornire quando vengono connesse più VGA), il tasto per il reset del bios, quello d'accensione e spegnimento del sistema, lo switch per la selezione del chip bios da impiegare e vari connettori per porte USB.

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Corposa sezione d'espansione

Il Southbridge AMD SB850 è posizionato all'angolo inferiore destro, dietro le porte S-ATA. E' coperto da un piccolo dissipatore passivo in alluminio anodizzato, che reca il logo del produttore.

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Southbridge AMD SB850 opportunamente raffreddato

All'angolo inferiore destro troviamo una serie di connettori: nello specifico, individuiamo ben otto porte Serial ATA 3.0 tutte pilotate dal chipset (che diventano nove se si considera il connettore posizionato nei pressi della sezione d'alimentazione) con funzionalità Raid 0,1,5,10 ed un connettore USB 3.0 a cui collegare il frontalino in alluminio fornito in dotazione.

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Porte S-ATA ed USB 3.0

Il ricco pannello I/O fornisce molteplici connessioni verso l'esterno: troviamo quattro porte USB 2.0, quattro USB 3.0, una porta eSATA, un connettore per mouse o tastiera di vecchia generazione, un connettore audio digitale SPDIF coassiale, uno per fibra ottica, sei jack audio analogici per sistemi 7.1, due porte RJ45 Gigabit LAN ed una antenna per il dongle bluetooth integrato.

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Ricco pannello I/O


Anche Sapphire offre un'interfaccia grafica ai bios UEFi di ultima generazione impiegati nei propri prodotti. La pagina principale ci accoglie con un monitor di sistema che offre informazioni sul quantitativo di memoria installata e versione di bios, e sono presenti dei sottomenù che permettono di specificare le impostazioni per orologio, calendario e tipologie di accessi (amministratore - utente).

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La pagina successiva, Performance, contiene i sottomenù per la variazione delle frequenze di funzionamento, timings del sottosistema memorie e tensioni di alimentazione.

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La pagina Frequency Configuration contiene i settaggi per clock di riferimento, moltiplicatore CPU, clock del microprocessore e velocità del bus AMD HyperTransport. Il risultato a seguito delle variazioni può essere visualizzato nella parte bassa dello schermo, che integra tre monitors.

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Il sottosistema memorie può essere configurato a piacimento nei timings e nel clock, oltre alla modalità totalmente automatica.

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La pagina relativa alle tensioni di alimentazione permette di variare ogni parametro per le componenti di sistema più importanti. Il range di variazione è ampio e gli step sono talmente ravvicinati che è possibile effettuare la messa a punto fine del proprio computer.

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La pagina Advanced permette la configurazione del risparmio energetico e dei principali sottosistemi tra cui processore, controller S-ATA, controller USB ed altri moduli integrati; offre altresì un comodo monitor di sistema.

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Nella pagina CPU Configuration e tra le funzioni principali è possibile attivare la tecnologia AMD Cool'n'Quiet, specificare le modalità di intervento di risparmio energetico, attivare la modalità turbo ed effettuare lo sblocco dei core per i processori che lo supportano.

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Il sottomenù Onboard Device Control permette l'attivazione del modulo Bluetooth, dei controller LAN Marvell, del controller USB 3.0, S-ATA 3.0 (con specifica della modalità di funzionamento), controller S-ATA 3.0 Marvell opzionale ed audio HD.

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Il monitor di sistema offre informazioni relative alla temperatura del processore, chipset e scheda madre, velocità di rotazione delle ventole e tensioni di alimentazione per processore, chipset, memorie e linee principali.

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Più in basso troviamo una voce d'accesso alla configurazione del controller PWM: è possibile specificare la gestione automatica o manuale per ogni singola ventola, la modalità di intervento in caso di raggiungimento di temperature critiche ed il range di velocità massima e minima consentito.

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Il menù Boot permette di specificare alcuni parametri relativi all'avvio del sistema come, ad esempio, l'attivazione del tastierino numerico, il caricamento in modalità silenziosa, quello in modalità veloce e la sequenza di accesso alle varie unità di storage.

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Il sottomenù Security permette di specificare i vari livelli di accesso al sistema tramite l'immissione di una password di amministratore ed una di utente.

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Come per tutti i prodotti di fascia alta è stato integrato un apposito tool che permette l'aggiornamento del bios in modo automatico ed in pochi passaggi, per permettere anche alle mani meno esperte di tenere il proprio sistema sempre aggiornato.

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Le prove sulle schede madri sono eseguite con scrupolo e attenzione, in quanto questo componente rappresenta la base per qualunque sistema PC.

  • Installiamo i componenti necessari sulla scheda madre, verifichiamo il corretto funzionamento hardware ed impostiamo il bios con i valori di default (a meno che non sia diversamente specificato)
  • Installiamo il sistema operativo di fresco, tutti i necessari drivers forniti dal produttore, le eventuali utility da analizzare ed infine software e file di test.
  • Ogni test viene ripetuto per tre volte e se il valore di qualcuno di essi mostra una varianza troppo elevata viene di nuovo ripetuto (dopo avere rilevato la specifica causa che ha inficiato il risultato);
  • Alla fine di ogni sessione di prova il sistema viene riavviato;
  • I risultati dei test vengono controllati rispetto a numeri di riferimento per indagare su eventuali valori anomali.
Sistema di prova
Schede madri

- Sapphire Pure Black 990FX
- ASUS Crosshair V Formula 990FX

Processore AMD FX-8120
Memoria 4 GB DDR3 2000 (2 x 2GB)
Hard Disk WD Caviar Blue 320GB 7200RPM SATA3
Scheda video NVIDIA GeForce  GTX 570
Scheda audio Integrata
Alimentatore Corsair 620W
Sistema operativo Windows 7 64-bit

Di seguito trovate una descrizione dei test che eseguiamo e di come li eseguiamo.

Benchmark sintetici

  • Fritz Chess Benchmark: questo è un tool che misura la potenza del processore di sistema utilizzando il motore per la creazione di giochi di scacchi "Fritz 9 engine". Il risultato del test è espresso in nodi per secondo medi. Il software è fortemente ottimizzato per girare in ambienti multicore ed è capace di attivare fino ad 8 thread contemporaneamente.
  • RMAA (versione 6): permette di controllare la qualità e le prestazioni del controller audio integrato. Per effettuare le prove noi utilizziamo una scheda audio secondaria di qualità come la Auzentech X-Fi Forte con la quale registriamo i segnali prodotti dal controller integrato per misurare la sua qualità di riproduzione ed emettiamo segnali per controllare la qualità del controller integrato in registrazione. La connessione fra la scheda audio secondaria ed il controller integrato avviene per mezzo di cavetti schermati di alta qualità.
  • Microsoft NTttcp: per provare il controller di rete abbiamo utilizzato un sistema secondario sul quale è stata installata una scheda di rete Zyxel Gigabit LAN. Sul computer di prova e su quello di riferimento abbiamo fatto girare il software NTttcp in modalità Receiver + Sender e viceversa. Abbiamo dunque misurato i tempi di occupazione della CPU e la banda dati.
  • HD Tune Pro (versione 4): utilizziamo questo benchmark per misurare la banda dati, l'occupazione di CPU ed altri parametri inerenti i controller disco ed USB. Sui controller SATA colleghiamo un disco rigido WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0 oppure WD Caviar Blue da 320GB SATA 3.0 o ancora un SSD ADATA S599 da 120GB SATA 2.0 a seconda del test che vogliamo effettuare. Per testare il controller in modalità multi disco utilizziamo due dischi WD Caviar Blue da 320GB SATA 2.0.

Grafica 3D

  • 3DMark06 (versione 1.1.0 Professional): ci permette di valutare le prestazioni grafiche 3D offerte dal sistema. Nel suo computo sono inclusi, in particolare, la CPU, la memoria di sistema ed il controller grafico.
  • World In Conflict (RTS): si tratta di uno strategico in tempo reale, che unisce a questo tipo di giochi una visuale simile a quella degli sparatutto in prima persona e che fa degli effetti particellari e della fisica le sue armi migliori.
  • Call of Juarez (3D Shooters): titolo ambientato nel vecchio west ma realizzato per le API DirectX 9. Grazie ad un porting è disponibile anche per piattaforme DirectX 10 delle quali sfrutta molto effetti di luce e delle tecniche di "dense vegetation".
  • Crysisz (3D Shooters): si tratta di uno sparatutto che ha fatto un'epoca e che risulta sicuramente leggero per le moderne schede grafiche, dunque fortemente dipendente dall'architettura di base legata a CPU, memorie e chipset. Il test utilizza le API DirectX 10 ed è eseguito con il motore a 64-bit.
  • HAWX 2 (simulazione): un titolo di nuova generazione che utilizza un motore DirectX 11 e presenta una certa dipendenza dalla CPU e dalla piattaforma sottostante.

Utilizzo generico

  • PovRay (versione 3.6 e versione 3.7): il tool Persistence of Vision Raytracer (PovRay) permette di creare grafica tridimensionale di elevata qualità. Al suo interno troviamo una scena standard creata proprio per effettuare benchmark sulla CPU che sfrutta la maggior parte delle feature disponibili con questo software. Per rendere ripetibili i nostri test utilizziamo sempre le impostazioni di default del file .ini.
  • Cinebench (versione 10 e versione 11): suite di test multi-piattaforma basato sul software di animazione CINEMA 4D ampiamente utilizzato da studi e case di produzione per la creazione di contenuti 3D. Grazie ad esso possiamo valutare le performance del sottosistema CPU seppure l'influenza di chipset, memorie e scheda grafica installate nel sistema non può essere trascurata. Il software esegue un test di rendering capace di sollecitare uno o tutti i core del processore disponibili.
  • 7-Zip (versione 9.15 beta): con questo noto software di compressione dati eseguiamo due diversi benchmark. Il primo viene realizzato utilizzando il tool integrato che restituisce una indicazione sui MIPS (million instructions per second) che il sistema è in grado di offrire (potete confrontare i risultati ottenuti con quelli ufficiali e con quelli del vostro sistema). Il secondo invece prende in considerazione una situazione reale nella quale viene richiesto al sistema di comprimere in formato 7z una cartella da 5,36GB contenente 4.379 file di diversa dimensione e tipologia (immagini, testo, html, video, foto, applicazioni) e 536 sottocartelle e poi di decomprimere la stessa. L'operazione di compressione ha una forte dipendenza dalla memoria cache della CPU e dalla memoria RAM installata nel sistema. Quella di estrazione dipende molto, invece, dalla capacità della CPU di gestire le operazioni su interi. In tutti i casi, il software sfrutta abbastanza bene tutte le risorse (core) di CPU a disposizione.
  • Auto Gordian Knot (versione 2.55): software utile per effettuare backup di DVD o comunque operazioni di transcodifica video nei formati DivX ed XviD. Per le nostre prove utilizziamo il codec XviD che il tool installa di default ed eseguiamo il ripping di un completo DVD (Codice Swordfish) che per l'occasione abbiamo memorizzato su un disco fisso e lo "comprimiamo" in modo da farlo entrare su due CD.
  • Handbrake (versione 0.9.5): un software di transcodifica video open-source multipiattaforma e multithreaded con il quale effettuiamo una conversione video di un intero DVD (Codice Swordfish) in formato adatto per i dispositivi Apple iPod, iPhone e iPad.
  • Mainconcept H.264 (versione 1.6.1): tool di codifica video in grado di creare stream ad alta definizione compatibili con lo standard H.264.
  • DaCapo (versione 9.12): questa suite di benchmark permette di valutare il comportamento del sistema quando si utilizzano tool di sviluppo per Java. Esso include tutta una serie di applicazioni reali open source fra cui Tomcat, FOP, Eclipse, Batik, Xalan e altri. Nel nostro caso riportiamo il tempo complessivo necessario all'esecuzione di tutti i test.
  • ScienceMark 2.0: grazie a ScienceMark è possibile misurare le prestazioni del sistema in ambiente di calcolo spinto. Inoltre il software misura le prestazioni della memoria di sistema e della cache integrata nella CPU.
  • Adobe Photoshop: questo test rileva il tempo necessario all'applicazione di alcuni filtri su un'immagine campione, operazione effettuata in Adobe Photoshop CS5 utilizzando Speedtest di Club of One.

I test sul microprocessore vengono effettuati mediante l'impiego di benchmark sintetici e non, per analizzare le prestazioni e raffrontarle a quelle di soluzioni concorrenti. L'impiego di software specifico serve per isolare al massimo tale sottosistema, evitando che i numeri così restituiti siano influenzati da altri comparti (memorie, hard disk, scheda video...)

Dato che abbiamo rinnovato le piattaforme di prova per chipset AMD 990FX vi proponiamo il confronto diretto con un rivale temibile, che è il prodotto di casa Asus basato sullo stesso chipset. Nei test di calcolo a core singolo con l'algoritmo Molecular Dynamics (Science Mark 32) osserviamo valori pressochè identici, segno che non ci sono differenze prestazionali evidenti.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

Anche il calcolo dell'algoritmo Primordia non evidenzia alcunchè di particolare: entrambi i prodotti completano il test con meno di un secondo di scarto l'uno dall'altro, col leggero vantaggio a favore del prodotto di casa Asus.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

L'analisi Multicore, che impiega tutte le risorse a disposizione della CPU, permette di evidenziare nuovamente l'assenza di differenze prestazionali: in entrambi i benchmark Cinebench R10 ed R11 entrambe le soluzioni in prova restituiscono valori ravvicinati che, sebbene evidenzino una scaletta prestazionale solo "sulla carta", ad occhio nudo sono praticamente impossibili da individuare.

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Cambiando tipo di benchmark il risultato non si modifica: anche in Fritz Chess Benchmark sono mostrate condizioni decisamente eguali alle precedenti.

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In PovRay 3.7 si individua finalmente qualche lieve differenza: il benchmark viene completato dal prodotto in prova con sei secondi di ritardo rispetto alla soluzione di casa Asus, guadagno a prima vista ininfluente ma che, nelle lunghe sessioni di rendering, può far la differenza.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

Le operazioni in crittografia dati danno "leggermente" ragione al prodotto di casa Sapphire, che dimostra di avere un pizzico di potenza in più.

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Beneficiamo della presenza di CPU multicore anche in operazioni quotidiane come la gestione degli archivi Zip. Il test, in questo caso, riguarda la compressione ed estrazione di una cartella di riferimento contenente files di vario tipo (documenti di testo, immagini, mp3) e delle dimensioni di 4.5 gigabytes. Registriamo, in entrambi i casi, i tempi in secondi per portare a termine le operazioni.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

  • Nei test di estrazione rileviamo un leggero vantaggio per il prodotto di casa Asus, che completa l'operazione con quattro secondi in meno rispetto a quello in prova;
  • I tempi di compressione sono nuovamente a favore del prodotto Asus, che impiega quattordici secondi in meno rispetto al concorrente diretto.

Effettuiamo i test sul sottosistema memorie per individuarne principalmente banda e latenze, in modo da evidenziare l'esistenza di eventuali colli di bottiglia che possano rallentare l'intera macchina.

Le prime rilevazioni, quelle effettuate col software Everest, ci permettono di individuare i valori di banda massima forniti dal sottosistema memorie nelle operazioni di lettura, scrittura e copia, oltre alle latenze medie. Tali valori possono risultare freddi e privi di significato alcuno se non li si compara opportunamente...

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...cosa a cui provvediamo avvicinando l'antagonista diretto, la scheda madre di Asus con chipset 990FX. E' interessante osservare che, come per il comparto CPU, sembrano non esistere differenze di sorta tra un prodotto e l'altro, se non qualche scarto così marginale da non poter essere considerato come discriminante.

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Nulla di fatto anche sul test latenze, ove ritroviamo ancora una volta valori decisamente simili.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

Anche la prova del nove, il Memtest di Science Mark 32, non fornisce valori differenti dalle condizioni sinora riscontrate con altri benchmarks.

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La codifica video è uno dei compiti più pesanti per un moderno personal computer. I sottosistemi di riferimento vengono messi a dura prova: dotarsi di un decente quantitativo di memoria, di un processore multicore di fascia alta, di software ottimizzato per il calcolo in parallelo e di veloci e capienti hard disks diventa d'obbligo, onde evitare che tra l'avvio e la conclusione delle operazioni passi un'eternità.

La compressione in formato XviD di una sorgente video Mpeg che, da qualche anno a questa parte, utilizziamo come riferimento, evidenzia che non ci sono differenze prestazionali evidenti tra un prodotto e l'altro; se proprio si vuol essere pignoli si può dire che il prodotto Sapphire risulta essere più veloce di quello Asus, limando un secondo al tempo così rilevato.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

Il test di compressione con Auto Gordian Knot restituisce condizioni simili alle precedenti, stavolta col prodotto di casa Asus a limare di due secondi il tempo di riferimento.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

L'analisi combinata di due valori di riferimento ottenuti dalla compressione di diffenti streams tramite MainConcept Reference evidenzia tempi ottimali per il prodotto in prova, Sapphire Pure Black 990FX, col prodotto di casa Asus che mostra problemi nei test di conversione di uno stram video in formato Sony PSP.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

I tablet vanno di moda, e le moderne soluzioni desktop ci permettono di elaborare contenuti multimediali per renderli compatibili con le nostre tavolette: la conversione di un intero DVD video in formato iPad compatibile richiede 516 secondi col prodotto in prova, decurtando di circa cinque secondi il tempo ottenuto dal prodotto Asus.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

La suite di benchmark PCMark Vantage integra un test sui contenuti video, Productivity, che mostra una situazione affatto dissimile da quanto sinora abbiamo avuto modo di individuare nel corso di quest'analisi: valori bene in linea per entrambi i prodotti e guadagno marginale per la scheda Asus, che riesce a strappare qualche punticino rispetto a quella in prova.

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A valori più bassi corrispondono migliori risultati

Per concludere, misuriamo le prestazioni con X264 Benchmark. Il test considera la conversione di alcuni stream video in formato H264, e misura la velocità del sistema in termini di fotogrammi convertiti per secondo.

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Vale un commento unico poichè la situazione è praticamente la stessa in entrambi i test: indipendentemente dal "peso" dello stream video in considerazione, entrambi i prodotti restituiscono risultati allineati, con differenze così marginali che possono essere ricondotte a tolleranze di rilevazione.


II test disco mirano ad isolare i controller integrati nella motherboard, evidenziandone le performances medie. Quando su uno stesso prodotto sono presenti più controllers, vengono effettuati tests di confronto per vedere quale dei due risulta più performante, aiutando l'utente finale a scegliere come configurare il proprio sistema in fase di installazione.

Il chipset AMD 990FX è dotato di porte Serial ATA che funzionano nativamente in modalità 3.0, ragion per cui effettuiamo i tests in questa sola modalità. Per quel che concerne la banda massima non rileviamo differenze rispetto al competitor di casa Asus, con valori medi pressochè identici sia nei test in lettura che in scrittura.

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Si rileva la stessa situazione anche in termini di percentuale di occupazione CPU nei trasferimenti dati, con valori sempre inferiori al 2.5%.

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A valori minori corrispondono migliori risultati


Il test disco della suite PCMark Vantage fa da prova del nove, mostrando nuovamente che entrambe le schede sono equivalenti.

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In questa sezione analizziamo le performances dei controller USB 2.0, 3.0 ed eventuali tecnologie aggiuntive introdotte dai vari produttori per migliorare la velocità nei trasferimenti.

I controllers USB 3.0 e 2.0 impiegati nell'ultima nata di casa Sapphire dimostrano di essere parimenti efficienti rispetto a quelli del concorrente Asus, con differenze nei trasferimenti praticamente ininfluenti e riconducibili a tolleranze di misurazione.

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Vi piace giocare? A noi si, ed anche tanto! Computer non significa solo lavoro o produttività: anche il divertimento vuole la sua parte! Verifichiamo che le macchine moderne siano dotate di cavalleria sufficiente allo scopo. I test sono effettuati a bassa risoluzione ed in modalità FullHD per misurare, rispettivamente, il peso sul comparto CPU e sull'interezza del sistema (VGA, Memorie, HDD, CPU).

Nel Benchmark 3DMark 2006 rileviamo una condizione di leggero vantaggio per il prodotto di casa Asus, che riesce a strappare qualche punticino in più rispetto al concorrente in prova Sapphire, in entrambi i test generale e CPU.

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In Call of Juarez individuiamo lo stesso leggero guadagno evidenziato nel test preedente, pari a circa 1 FPS a risoluzioni di gioco basse (1280x1024).

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In HawX II otteniamo comportamenti eterogenei: alle risoluzioni più basse è il prodotto di casa Asus a primeggiare, riuscendo a strappare dai 3 ai 5 FPS rispetto alla scheda Sapphire; viceversa, aumentando con la risoluzione di quadro il vantaggio si sposta nei confronti del prodotto Sapphire, che risulta essere leggermente più veloce del concorrente diretto.

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Una sorta di nulla di fatto in Crysis, che non evidenzia differenze prestazionali evidenti tra una scheda e l'altra.

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Il vecchio World in Conflict conferma quanto sinora rilevato con gli altri giochi, e mostra un leggero guadagno di circa 1 FPS del prodotto in prova rispetto alla soluzione di casa Asus.

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La scheda madre Sapphire 990FX permette di overcloccare la CPU agendo su tensioni, moltiplicatori e frequenze di bus. E' chiaro che l'accesso a tutta questa serie di opzioni dipende anche dalla CPU utilizzata, in particolare la sezione dei moltiplicatori includerà valori superiori a quello di default solo quando sul sistema sarà installato un modello Black Edition. Negli altri casi potrete utilizzare solo valori inferiori a quello di default della CPU.

Modifica del moltiplicatore
Un primo set di prove è stato effettuato modificando solo il moltiplicatore della CPU e la sua tensione di funzionamento. In queste condizioni il massimo valore di frequenza che siamo riusciti a raggiungere è stato di 4,6GHz. Capite bene che questo limite è praticamente imposto dalla CPU, più che dalla scheda madre, seppure essa deve essere in grado di alimentare correttamente il componente che altrimenti non potrà mai raggiungere frequenze importanti.

Fino alla frequenza di 4,3GHz (21,5x200MHz) non è stato necessario applicare alcun overvolt.

Per raggiungere stabilmente i 4,4GHz abbiamo dovuto imporre un overvolt sulla CPU dì 25mV.

Altri 25mV (+50mV) sono stati necessari per ottenere la frequenza di 4,5GHz e poi un ulteriore step (+75mV) per raggiungere i 4,6GHz con moltiplicatore 23x e bus a 200MHz.

Modifica della frequenza di bus
Un secondo set di prove è stato effettuato impostando un basso valore per il moltiplicatore della CPU (12x nella fattispecie) e poi agendo sulla frequenza di bus. Questa volta abbiamo anche aumentato il divisore delle memorie per far si che esse non influiscano negativamente sul massimo valore raggiungibile. La massima frequenza di bus non ha superato i 240MHz.


Sapphire Pure Black 990FX: nero d'autore. Sapphire propone l'ultima creazione della linea "Black", e lo fa richiamando l'antica alleanza col produttore AMD a supporto dei processori AMD FX (Bulldozer) ed, ovviamente, a tutti gli altri prodotti di fascia più bassa basati sullo stesso socket. Del resto AMD ha sempre adottato la filosofia del non si butta niente, e se già si possiede una CPU basata su socket AM3 la transizione verso il nuovo prodotto diventa quasi indolore, riservandosi l'opportunità di fare l'upgrade del processore in un momento futuro.

Sapphire Pure Black 990FX introduce elementi già visti negli altri modelli per processore Intel Core: il classico grande PCB di colore nero perlato è fornito di componentistica di qualità atta a durare nel tempo in condizioni di stress (funzionamento fuori specifica), opportunamente raffreddata tramite dissipatori passivi sovradimensionati ed heat pipes in rame. Le dimensioni sono generose, ma in modo tale da non creare intralcio con prodotti after market che vanno a rimpiazzare le soluzioni ufficiali offerte da AMD, in vista della ricerca di un miglior mix tra doti di raffreddamento e comfort acustico.

Il design della sezione d'espansione è sui generis, nel senso che va fuori specifica: è un pò il discorso che si è visto in passato con prodotti come MSI Big Bang Marshall ed Asus P6W6T Supercomputer, ove tutte le porte d'espansione sono costituite da elementi che permettono l'alloggiamento meccanico di schede PCI-E 8x-16x per pure questioni di stile, ma che in realtà solo alcune di queste sono dotate fisicamente di linee elettriche atte a supportare tali prodotti. Nel caso di Sapphire Pure Black 990FX tale numero è elevato, pari a quattro su sei, permettendo la creazione di sottosistemi video multi-VGA davvero complessi.

Layout: un prodotto con design da manuale, decisamente bello da vedere e che farebbe bella mostra di sé in cabinet con finestra laterale in plexiglass. A prescindere dalla scelta del mix di colori per sistema di raffreddamento e componentistica di contorno, osserviamo che ogni cosa è al suo posto, con i connettori principali disposti in modo da evitare il passaggio di cavi sulla scheda e tali da essere facilmente raggiungibili; la sezione di alimentazione ed il chipset sono adeguatamente raffreddati con moduli passivi in alluminio dotati di heat pipes; parte della componentistica di alimentazione è disposta vicino agli elementi che necessitano di corrente (gli slot delle memorie nella fattispecie), segno che si è voluto optare per moduli dedicati per massimizzarne l'efficienza e permettere il funzionamento fuori specifica.

Bios: UEFI di ultima generazione, integra un'interfaccia grafica che ancora non funziona molto bene e ricalca prettamente quelle che erano le funzionalità e la disposizione delle interfacce più tradizionali. Le opzioni per il funzionamento fuori specifica sono diverse e permettono di regolare al meglio il sistema tra tensioni, frequenze, moltiplicatori e latenze delle memorie.

Prestazioni: elevate, al pari della concorrenza (rappresentata in questo caso dal prodotto di casa Asus basato sullo stesso chipset).

Overclock: potenzialità abbastanza interessanti garantite sia da un bios abbastanza completo che da una robusta sezione di alimentazione.

Espandibilità: eccezionale, per via del gran numero di porte USB 2.0 e 3.0 a disposizione e dei ben 6 connettori PCI Express a lunghezza piena, di cui 4 operanti a modalità 8x-16x ed i rimanenti in modalità 4x. Con una tale configurazione vi lasciamo immaginare le possibilità in ambito gaming, poichè è possibile costruire sistemi multi-VGA davvero complessi.

Dischi: tutte le porte funzionano in modalità Serial ATA 3.0, e sono retrocompatibili. Le prestazioni, manco a dirlo, assolutamente al pari del concorrente diretto di casa Asus. Sono supportate le modalità RAID 0,1,5 e 10.