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Conclusioni

A noi di B&C piace analizzare le schede video a 360°. Non riportiamo solo le performance su strada ma analizziamo anche la qualità costruttiva del prodotto in ogni sua parte, con una particolare attenzione al design del PCB e all'efficienza del sistema di raffreddamento. Ed è proprio sotto queste ultime due voci che Sapphire ha nuovamente colpito nel segno con la R9 390 NITRO w/ Backplate.

La scheda raggiunge un nuovo obiettivo tra le evoluzioni basate su GPU Hawaii: è un elegante anello di congiunzione tra la prima generazione di soluzioni Tri-X e le imponenti versioni custom Vapor-X. Finalmente troviamo un sistema di raffreddamento semi-passivo (TUTTE le ventole sono completamente ferme in idle) ed un nuovo meccanismo di regolazione della velocità delle ventole mutuato direttamente dalla 380 NITRO.

La modifica alla configurazione delle heatpipe del dissipatore Tri-X, il potenziamento della sezione di alimentazione sul PCB e l'aggiunta del backplate hanno permesso a Sapphire di presentarsi con una "R9 390: done right!", praticamente priva di qualsiasi difetto. A queste aggiungiamo il contemporaneo rilascio di una nuova versione del tool Sapphire Trixx, ottimizzata per la serie R300 e Fury, che rende estremamente user-friendly l'overclock della R9 390 NITRO w/ Backplate.

Passando alle performance: alla resa dei conti abbiamo una scheda che tiene il passo con le versioni custom/OC delle GeForce GTX 970 e che si dimostra competitiva anche come rapporto prezzo-prestazioni (in più ha un frame-buffer doppio rispetto alla concorrenza, questo è un punto a favore di AMD quando si utilizzano configurazioni multi-GPU, nDA). Resta il problema del consumo elevato in full-load, ma qui entriamo nel campo delle diverse scelte architetturali fatte da AMD e NVidia (Hawaii è un chip che nasce anche per il computing, mentre il GM204 è specifico per l'ambito gaming). Comunque quello dei consumi è, a nostro avviso, un fattore non preponderante sulle schede video che costano dai 300 Euro in su.

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