Il Karlsruhe Institute of Technology (KIT) ha ottenuto un importante risultato nella tecnologia di storage durante una ricerca realizzata per cercare di leggere e scrivere un bit di informazione all'interno di una singola molecola. Uno dei principali autori, Toshio Miyamachi, ha affermato che lo studio ha raggiunto l'obiettivo di mettere un singolo atomo magnetico di ferro al centro di una molecola organica composta da appena 51 atomi e atta a proteggere l'informazione contenuta nelll'atomo centrale.

Il funzionamento di questo sistema prevede che un impulso elettrico applicato alla molecola faccia variare lo stato magnetico dell'atomo di ferro andando ad interferire con la resistenza elettrica della molecula stessa secondo un effetto indicato come memristive (lo stesso dei memristori delle memorie RAM resistive - RERAM).

Le conseguenze di questi risultati sono molto chiare: un tradizionale hard disk utilizza circa 3 milioni di atomi per memorizzare un bit contro i 51 atomi (compreso quello di ferro intrappolato all'interno) garantendo una densità di 50 volte superiore. Nello stesso spazio di un attuale disco da 1TB sarà possibile memorizzare 50PB (PetaByte) di dati.

E visto che il tutto funziona in maniera elettrica, vengono escluse anche parti in movimento, creando così le basi per un SSD super-capiente. Certo saranno da risolvere i problemi di indirizzamente per poter gestire simili capacità ma l'evoluzione tecnologica fa passi da gigante anche verso tale direzione.

kit molecular_storage