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Nuovo record di densità raggiunto da Seagate per gli hard disk tradizionali. Il produttore ha annunciato ieri di essere riuscito ad impacchettare 1 terabit (1 trilione di bit) di dati in un solo pollice quadrato grazie alla nuova tecnologia heat-assisted magnetic recording (HAMR) che promette di duplicare le attuali capacità di storage permettendo la realizzazione di dischi da 3,5 pollici con capacità superiori a 60 terabyte.

Per poter immagazzinare un numero di bit maggiore nella stessa area, i produttori di hard drive avvicinano sempre più le particelle di informazione e le tracce dati presenti. Questo significa, però, che per poter scrivere e leggere tali dati si necessita di tecnologie più precise che con la loro azione non influenzino le particelle adiacenti modificando inavvertitamente i dati vicini.

La tecnologia HAMR rappresenta una risposta garantendo la possibilità di immagazzinare 1 terabit di dati per pollice quadrato (che in futuro potrebbe raddoppiare) contro gli attuali 620 gigabit. In questo modo si potranno realizzare hard disk da 3,5” con capacità fino a 30TB o 60TB e modelli da 2,5” con capacità da 10TB o 20TB.L’attuale tecnologia PMR o Perpendicular Magnetic Recording, introdotto nel 2006 dopo che i metodi di registrazione longitudinale avevano raggiunto il proprio limite, sarà sostituita da quella HAMR che, secondo Mark Re, Senior Vice President of Heads and Media Research and Development di Seagate, rappresenterà la chiave per poter gestire i bisogni futuri: “La crescita dei social media, dei motori di ricerca, delle tecnologie cloud, dei rich media e delle applicazioni affamate di spazio, continua nella sua corsa e genera richiesta di capacità di storage sempre superiori. Le innovazioni nel settore degli hard disk come l’HAMR, rappresenteranno la chiave per l’evoluzione delle applicazioni data-intense del futuro, allargando le possibilità di business e di utilizzo consumer a livello globale.”

Il funzionamento della tecnologia HAMR, sviluppata essa stessa da Seagate, prevede l'utilizzo di un laser termico per modificare lo stato magnetico delle particelle depositate sui piatti e dunque per registrare i dati. Il punto di intervento del laser, che offre una stabilità eccezionale, è molto piccolo e da esso dipende principalmente la massima densità di memorizzazione.

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