Gli HP Labs, in collaborazione con l'Università dell'Ohio, hanno testato 15 SSD delle principali marche, tra cui due destinati ai sistemi server, verificando in particolare la robustezza ai problemi di interruzione dell'alimentazione. Nel confronto sono stati inseriti anche hard disk tradizionali. Pur senza entrare nel dettaglio di come sono stati eseguiti i test, cosa che potete trovare in questo video, i risultati sono stati disarmanti. La quasi totalità degli SSD ha mostrato problemi seri: alcuni di essi si sono definitivamente rotti tanto che è stato impossibile persino riformattarli mentre altri hanno perso i dati irrimediabilmente.

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Nella presentazione dei risultati non si parla dei modelli provati ma si capisce che sotto la lente sono finiti dischi prodotti da Intel, OCZ, Verbatim, Crucial, Samsung, Corsair e, per i dischi rigidi tradizionali, Western Digital e Seagate. In totale hanno preso parte al test 15 SSD dal costo differente (da $0,63/GB a $6,50/GB), con memorie SLC ed MLC, prodotti fra il 2009 ed il 2012 e 2 hard disk. Quattro degli SSD hanno anche una protezione da power-loss. Nel test gli errori sui quali si è indagato a seguito di una serie di interruzioni dell'alimentazione, sono stati:

  • Alterazione di bit
  • Alterazione metadati del disco, ovvero, l'area che associa al numero logico di settore un blocco fisico.
  • Dispositivo "morto", ovvero non più riconosciuto dal PC
  • Scritture "volanti" dove viene chiesto di scrivere il blocco X mentre i dati finiscono nel blocco Y
  • Shorn writes, quando viene scritto su un settore X ma solo una parte del settore viene modificata
  • Unserializability, ovvero quando nel settore X viene chiesto di scrivere il dato A e poi il dato B, ma alla fine è presente solo il dato A

Il sistema di prova prevedeva:

  • Sistema operativo Debian 6.0 w/ 2.6.32 kernel
  • Controller SAS LSI Logic 
  • Nessun filesystem sul dispositivo in test
  • Modalità Synchronized & Direct I/O (O_SYNC | O_DIRECT)

system

Alla fine dei test solo due SSD hanno fornito risultati perfetti. Gli altri 13 hanno esibito uno o più dei suddetti errori, eccetto scritture volanti. La maggior parte ha mostrato l'errore di 'unserializability' ad indicare che la seconda scrittura non è stata salvata. Addirittura un SSD, dopo 136 power fault, è morto mentre un altro ha perso il 31% dei dati dopo 8 power fault. Le uniche informazioni emerse sono relative ai due SSD che non hanno riportato problemi i quali utilizzano celle di memoria flash MLC, hanno un prezzo per GB medio e sono stati prodotti nel 2012.

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