Pagine

L’SSDNOW KC400 sembra privilegiare i task di lettura e scrittura sequenziale (la più sfruttata in ambito SOHO, e quindi anche negli uffici), come dimostra la suite CrystalMark. Particolare interessante, il Kingston KC400 riesce a sfruttare la connessione SATA II decisamente meglio degli SSD entry-level di OCZ. Dove perde è nei task di lettura e scrittura randomica, sfruttati soprattutto in ambito Enterprise. Non è comunque un caso che gli SSD di OCZ garantiscano prestazioni migliori in quanto, come abbiamo già avuto modo di riportare, sfruttano la medesima “base” degli SSD dedicati al mercato Business/Enterprise.

 

 

 

 

La suite IOMeter conferma queste nostre sensazioni, mostrando dei valori di IOPS inferiori a quelli garantiti dagli dagli SSD di OCZ. L’SSD di Kingston, comunque, fa registrare un’occupazione della CPU minore, rendendolo preferibile nel caso si debba aggiornare un PC con una CPU non particolarmente prestante.

 

 

La suite AIDA64, caratterizzata da un benchmark di lettura sequenziale con file di diverse dimensioni, ci mostra un Kingston SSDNOW KC400 un po’ più indietro rispetto ai rivali di OCZ, ma comunque caratterizzato da un’occupazione della CPU davvero ridotta.

 

 

Da sinistra verso destra: Trion 100, ARC 100, Kingston SSDNow300, Western Digital Blue

 

In ultimo, ATTODisk conferma le notevoli qualità del SSDNOW KC400 nella lettura e scrittura sequenziale di file di medie e grosse dimensioni, ed al contempo la sua debolezza con numerosi file di piccole dimensioni.

 

 

Da sinistra verso destra: Trion 100, ARC 100, Kingston SSDNow300, Western Digital Blue