Gli Ultrabook si stanno vedendo sempre più frequentemente negli store online e fisici, dopo un inizio incredibilmente opaco. Questo, però, sta accadendo principalmente per una costante diminuzione dei prezzi, grazie ad un conseguentemente abbattimento dei costi tramite l'utilizzo di componentistica più a buon mercato: invece di utilizzare gli SSD si utilizzano Hard Disk ibridi, invece di utilizzare chassis in alluminio si utilizzano quelli in plastica, invece di utilizzare schermi con risoluzione Full HD si utilizzano schermi con risoluzione HD Ready, e via di questo passo. La visione originale di Ultrabook è stata completamente snaturata.

 

 

Intel, comunque, sembra gradire questa via ed ha deciso di voler puntare a prezzi ancora più aggressivi. Ma tagliando su cosa?

Come cita il China Post, “Zane Ball, Intel vice president and general manager of global ecosystem development, said at a press briefing that he expects the prices of 2-in-1 lightweight laptops to fall in the coming year because of lower component costs”. Componenti meno costosi perché più scarsi, o per un abbattimento dei costi grazie ad una migliore economia di scala? Difficile a dirlo, ma in Intel pensano che la clientela sia di bocca buona, tanto da voler preferire un Ultrabook convertibile da 299 dollari ad un bel Ultrabook di qualità da 500 o 600 dollari. Non potendo contare su un marchio forte come quello Apple, a Santa Clara devono agire come l'ultima delle compagnie cinesi, puntando sul prezzo: “Tom Mainelli, IDC's research director for tablets in the United States, said the chipmaker is pushing strongly for both Windows notebooks and tablets because it realizes that it is competing with Apple Inc. products at the US$329 price level, and with Android device makers at under US$199”.

In linea generale a noi consumatori questa situazione può andare bene da un certo punto di vista, perché obbligherà i vari contendenti a giocarsela perennemente sul fronte dei prezzi, ma vi sono un paio di note negative da considerare. La prima riguarda la qualità dei materiali, i quali saranno sempre più scadenti. La seconda, sebbene non ci interessi direttamente, va comunque tenuta ben in mente: i lavoratori delle fabbriche dove verranno prodotti questi terminali saranno sfruttati ancora più duramente. La manodopera va pur sempre considerata nel costo finale di produzione.

 

 

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