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Bits and Chips si occupa da anni con amore e dedizione di hardware, gaming, software, e più recentemente anche di smarthpone e tablet. Insomma di tecnologia a tutto tondo.

In uno scenario che cambia più velocemente dell'alternarsi delle stagioni è ormai realtà consolidata, anche tra i non addetti ai lavori, la parola App, che sta per applicazione, ossia un programma da installare sui dispositivi mobili come smartphone e tablet che ha il compito di rendere per qualche verso più semplice la vita di chi ha scelto di installarlo.

E' nostra abitudine addentrarci nei "meandri" della tecnologia, di non accontentarci mai di fermarsi ad analizzare l'apparenza. Lo facciamo con i nostri articoli e con le interviste che abbracciano i settore hardware e software sia consumer che professionali. Insomma cerchiamo sempre di capire cosa ci sia "dietro".

Anche a proposito delle App, quindi, ci siamo posti lo stesso interrogativo. E la risposta, nella maggioranza dei casi è stata una startup, ossia una giovane azienda, spesso "abitata" da giovani menti che altrettanto spesso opera in un settore innovativo. La culla di questo fenomeno sono stati gli USA. Ci sono casi di startup innovative di grande interesse anche "al di qua dell'oceano". Una è l'italiana Atooma, capace di piazzarsi al primo posto nel 2012 al concorso per la migliore applicazione del mondo. 

 Atooma-logo

Nella sua variante consumer/free Atooma è un’applicazione per automatizzare le operazioni del nostro smartphone, combinando le sue diverse funzioni (interne o esterne) secondo una logica basata sul principio di condizione e causa. Il team italiano chiama questa logica con il termine "IF-DO", in realtà si tratta di una reinterpretazione della nota istruzione "IF-THEN" portata ad un livello di programmazione più semplice e per questo accessibile a tutti. Grazie ad un'interfaccia grafica molto intuitiva possiamo ad esempio dire al nostro dispositivo di ricevere le notifiche delle mail tramite i comandi vocali se stiamo guidando, oppure disabilitare il modulo WiFi se stiamo uscendo di casa ... e così via. L'utente può sbizzarrirsi nel combinare le diverse feature del proprio terminale, con la possibilità di condividere con l'intera community i "profili custom" creati. 

 

Spostandoci nel campo delle soluzioni avanzate, Atooma diventa un potente piattaforma tecnologica che consente ai produttori di realizzare dispositivi e funzionalità veramente "smart" in grado di reagire in base al comportamento dell'utente (context-aware, ndA). E' in quest'ambito, quello dell'integrazioni e della personalizzazione del software sui vari device, che il team di Atooma punta a far cresce il proprio business.

Per saperne di più abbiamo intervistato direttamente Fabrizio Cialdea, CEO di Atooma Inc.

 FC img

 Buona lettura...


 

B&C: Innanzitutto buongiorno Fabrizio e benvenuto su Bits and Chips. Come spiegheresti in poche “battute” Atooma a chi non la conosce ancora?
FC: Atooma è una piattaforma capace di mettere in comunicazione dispositivi connessi o app esterne in modo da creare un layer di automazione tra di essi.

B&C: Nel 2012 avete vinto il premio per la migliore app al mondo. Cosa si prova ad ottenere un riconoscimento di tale portata? E, soprattutto, avete avuto vantaggi “pratici” da questo premio?
FC: Il premio ci ha stupito in quanto non credevamo potesse portare tutta questa visibilità. Il ritorno c'è stato, appunto, soprattutto in termini di visibilità. A seguito di quel premio abbiamo avuto un contatto importante con Samsung, tutt'ora nostro principale partner tecnologico.

B&C: Avete partecipato anche ad altri contest riservati a start-up? In caso di risposta affermativa, quali altri risultati avete ottenuto?
FC: Atooma ha vinto la prima edizione del Techcrunch Italy a Ottobre 2012, ha vinto l'edizione di Start Telaviv a Settembre 2013, ha vinto l'IOT bootcamp organizzato da Hub Raum a Marzo 2014 e diversi altri contest come l'EIT ICT Labs a Berlino, la StartUp Business Plan competition di Mind The Bridge, ecc. Abbiamo viggiato tanto ecco, questo si.

B&C: Dal premio (2012) ad oggi cosa è successo? Avete ampliato l'offerta, oppure vi siete concentrati ancora di più su quanto di buono avete fatto fino ad oggi?
FC: Abbiamo principalmente lavorato nel costruire una tecnologia in grado di essere integrata in diversi dispositivi connessi. Tutto ciò traendo vantaggio da quanto imparato con il rilascio di un app pubblica sul mercato. Il grosso del lavoro quindi è stato dietro le quinte e non visibile dagli utenti finali.

B&C: Da quante persone è composto il team di Atooma, oggi? In particolare, quanti sviluppatori lavorano alla parte software? Dove avete la vostra sede operativa?
FC: Atooma svolge le sue attività di RND (Ricerca e Sviluppo) a Roma, dentro la sede di LUISS EnLabs. La parte di Business Development è a San Francisco. Siamo un team di 8 persone di cui 4 developers.

B&C: Siete propensi a portare le vostre App anche su Market Place diversi da quelli di Android, come ad esempio quelli di Apple, di Microsoft e di Blackberry/RIM?
FC: A Giugno 2014 rilasceremo la nostra versione iOS. Stay tuned!

B&C: Parliamo di target di mercato. A chi si rivolge la vostra applicazione? Puntate solo al mercato interno o avete idee per un'eventuale espansione commerciale?
FC: Atooma è stata dal primo giorno un prodotto/società con spirito world wide. Il nostro mercato è quindi globale. Stiamo cercando di lavorare per penetrare di più nel mercato asiatico attualmente, non di facile accesso per via delle limitazioni di alcuni servizi, primo tra tutti l'uso di Google.

B&C: Provando la vostra app abbiamo notato l'assenza di pubblicità. Da dove derivano e deriveranno le vostre revenue?
FC: L'app per noi è un veicolo per “testare” la teconologia. Sarà sempre gratis e senza ads (Advertisements). Le revenue arrivano dai nostri partners ai quali stiamo vendendo versioni avanzate della tecnologia dietro Atooma.

B&C: Parlando di "Social", come comunicate il vostro lavoro? Quali social network utilizzate, e come? Li ritenete importanti dal punto di vista commerciale? Avete un ufficio marketing interno? Insomma, fate pubblicità?
FC: I Social e la visibilità del Brand sono tutto per una startup. Non esiste possibilità di farsi conoscere da potenziali clienti o partners senza una strategia aggressiva e virale sui social. Siamo presenti su tutti i maggiori social per fornire costantemente aggiornamenti sugli sviluppi a chi ci segue e dare supporto agli utenti in difficoltà. Gioia, la nostra CMO, ha fatto un gran lavoro portando una visibilità del brand Atooma ovunque senza spendere un euro in MKT (Marketing), sino ad oggi. Da poco un secondo membro ci ha raggiunto per supportare Gioia in quest attività, in quanto la mole di utenti da gestire è diventata cospicua.

B&C: Atooma è partner di Samsung. Come siete arrivati al “colosso” per eccellenza? Che progetti avete già sviluppato insieme, e a cosa state lavorando oggi con il gruppo Coreano?
FC: Atooma è stata integrata all interno del Samsung Galaxy Gear I e II. Arrivare a Samsung è stato faticoso per via del fatto che in corporate così grandi è sempre difficile trovare la persona giusta con cui parlare. Avevamo diversi canali di comunicazione in piedi ma che si sono concretizzati solo da quando abbiamo cominciato a presenziare attivamente nella silicon valley. Stiamo portando avanti altri progetti, ma ad oggi sono ancora top secret :)

B&C: Samsung si appresta a lanciare i primi terminali con il SO (Sisterma Operativo) proprietario Tizen. Nel caso abbiate già in mano una build avanzata, lo trovate un buon SO? Poiché siete partner di Samsung, avete intenzione di sviluppare App per questo SO?
FC: Atooma è già partner di Tizen in quanto il Galaxy Gear II, a differenza dell I, è interamente basato su Tizen. Proprio per questo Atooma sarà presente con un proprio desk nell'area partner della Tizen Developer Conference che si terrà a San Francisco dal 2 al 4 Giugno. Tizen è in fin dei conti abbastanza vicino alla filosofia Andorid, e crediamo sia un buon sistema, ma certamente ancora immaturo per sfidare Android. Siamo interessati a far parte di questo ecosistema, e crediamo di continuare ad ampliare la nostra presenza sulla gamma di prodotti Tizen based.

B&C: Nel prossimo futuro non ci sarà solo Tizen come new entry, ma anche Firefox OS. Cosa ne pensi di questa frammentazione di SO? E' una ricchezza, in quanto ci sarà maggiore concorrenza, oppure sarà un problema, soprattutto per l'utenza meno smaliziata?
FC: E' assolutamente una ricchezza, a patto che si parli sempre di sistemi operativi “Open” e che chi sta dietro al lancio di tali piattaforme sia in grado di incentivare e coinvolgere i developers nel creare app capaci di girare anche su tali OS.

B&C: I phablet stanno avendo sempre più successo, e Samsung ne è il portabandiera. Spesso su tale tipologia di terminali il PlayStore installa la versione del software per Tablet, invece che quella per Smartphone. Sviluppare applicazioni per questi Semi-Tablet richiede degli accorgimenti particolari? Voi come li considerate?
FC: Bisogna sempre più prestare tempo allo studiio della UX (User Experience) e della UI (User Interface) per fare in modo che l'app sia compatibile con qualsiasi display/risoluzione. Lo stesso Android ormai offre delle attente linee guida per la parte di design a differenza di prima, poichè la frammentazione dei devices implica che UI troppo standalone possano avere problemi ad essere cross.

B&C: Ultima domanda: in un mercato che corre veloce come quello Mobile, dove vedi Atooma tra un paio di anni? Insomma, quali sono i vostri piani di sviluppo a medio-lungo termine?
FC: Atooma punta a divenire una tecnologia cross device e quindi non solo per smartphones ma anche ed in generale per tutti i dispositivi “connessi”. Due anni è un forecast troppo grande per una startup come noi, diciamo che certamente amplieremo la lista di device capaci di interagire con la nostra piattaforma.

Ringraziamo Fabrizio per essere stato con noi su Bits and Chips.